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di Gaetano Ginex, progettista del recupero dello Stagnone
La Via Crucis sul monte Pizzo di Belmonte Mezzagno si sviluppa lungo un percorso caratterizzato da edicole votive confluenti nella punta estrema della montagna stessa. La Via Crucis, rappresenta momenti della vita comunitaria che appartengono sia al singolo che a tutta la comunità di Belmonte ed è un forte segno nello spazio che ancora oggi si manifesta con estrema nitidezza e ne costituisce una delle poche emergenze storiche del paese. La sua edificazione si fa risalire ai primi del ‘900 ed è caratterizzata da edicole allineate lungo un percorso che porta alla croce secondo una direttrice longitudinale. La scelta del sito può essere giustificata per le sue caratteristiche di luogo alto e solitario visibile da ogni punto del paese. Le 14 edicole votive distribuite lungo il percorso presentano un alto livello di degrado, anche se per ciascuna di loro va differenziato il tipo d’intervento. Composizione tipologica delle edicole. Si articolano come un insieme di tre elementi sovrapposti: 1° BASAMENTO di forma parallelepipeda. (spesso in alcune è presente un foro nel prospetto principale). Del basamento la caratteristica predominante è l’attacco a terra, specifico per ognuna di esse, poiché l’ancoraggio al terreno denota il particolare andamento altimetrico del percorso. 2° EDICOLA di forma parallelepipeda svuotata, dove in origine era posta l’immagine sacra. 3° TETTO DELL’EDICOLA a sezione triangolare a due faldine. (in alcune risulta mancante o degradata).
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Abbiamo reperito in rete questo documento molto interessante riguardante la storia dello stagnone e il suo progetto di recupero.
"La costruzione risale ad età posteriore a quella della Chiesa Madre, la data della quale si fa risalire tra gli anni 1752-1756. Venne costruito per la raccolta e la conservazione dell’acqua “…da distribuire agli abitanti del paese per tutti gli usi, poiché da tempo soffrivano una grave carenza idrica…”. Lo “stagnone d’acqua” è con molta probabilità opera architettonica di Fra Felice da Palermo, al secolo il frate cappuccino Giovanni Battista La Licata, nato a Palermo nel 1751 e ivi morto il 10 agosto 1824, nell’infermeria del convento dei Cappuccini sempre a Palermo. Tra i tanti motivi che hanno indotto il principe di Belmonte a costruire una grande cisterna sotterranea per la raccolta dell’acqua anziché all’esterno, ce ne fornisce una dotta spiegazione scientifica, l’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico che operò in Sicilia nella prima metà del Settecento: il principale motivo della prima elevazione, era quello di riuscire a “… mantenere l’Acquedotti senza poter patire fratture, deve essere quel terreno libero di qualsivoglia radice d’albero, o altre erbe di campagna, ed essendoci, si devono tagliare, e mantenersi lontani almeno piedi cinque dall’Acquedotto d’una parte, e l’altra. Siano…”.1. Lo Stagnone è costruito interamente sulla roccia viva con una capacità di 1715 metri cubi di acqua. Tutta la struttura è in pietra di roccia e calce semplice, con rivestimento esterno di calcestruzzo battuto della stessa materia sono ricoperti i muri di cinta e il pavimento. Questo fa sì che la durezza delle pareti e quella del pavimento hanno mantenuto integro l’aspetto originario dell’architettura. La copertura è costruita a volte dammusate per far si che l’acqua piovana si accumulasse nello stesso punto. “… L’acqua allo “stagnone”, giungeva dalla soprastante sorgente, detta localmente a giarritedda che nasce nella Chiusa d’Elia, a pochi metri del Beveratoio Vecchio alle falde del Pizzo di Belmonte. Quest’ultimo è un massiccio roccioso che sovrasta il centro di Belmonte Mezzagno. La polla d’acqua non è distante in linea d’aria dalla “sella” dell’antica “Scala di Belmonte”, nota nella letteratura storica anche col toponimo di “Scala di Palermo” o di “Scala dei Muli…”. Attraverso una canalizzazione catusata, lunga circa 200 metri, l’acqua incanalata raggiungeva lo “stagnone d’acqua” grazie alla forte pendenza collinare.2. L’acqua era incanalata all’interno di un antico ingrottatoancora l’Acquedotti convenevolmente sotterra, per conservarsi meglio, e difendersi dalle StagioniDa alcuni documenti archivistici della fine del Settecento, reperiti all’archivio di Stato di Palermo alla Gancia, la presenza di Fra Felice da Palermo nella baronia di Belmonte Mezzagno, è attestata a partire dal 1795. Studiando il numeroso carteggioche il principe di Belmonte ebbe con vari personaggi della Baronia del Mezzagno, si evidenzia che le mansioni affidate al frate cappuccino, non si erano limitate ai soli lavori tecnici, ma andavano ben oltre, e ciò è deducibile dai contenuti che loraffigurano quale uomo di fiducia dei nobili. Le notizie degli ultimi anni della fine del secolo XVIII, infatti descrivono frate Felice ovviamente come architetto ed ingegnere idraulico, titoli acquisiti grazie agli studi, alle realizzazioni, alle modifiche o alle riparazioni di taluni sistemi di raccolta d’acquaQuindi all’acqua piovana accumulatasi attraverso la copertura si aggiungeva quella della piccola sorgiva distante dal paese circa 1 km. La costruzione pare che abbia avuto un notevole costo come si deduce dai documenti storici, e tale costruzione ha un indubbio valore tecnico-artisticoalla quota di m. 560, che raggiungeva l’ingresso del grande recipiente, alla curva di livello di m. 410; un dislivello quindi di m. 150, notevole per un così breve tratto”3. -
Nel complesso monumentale dello Stagnone di Belmonte Mezzagno venerdi 6 gennaio alle ore 17:30, ci sarà il Concerto del Complesso Sinfonico "I Virtuosi". L’orchestra, dell’associazione culturale “Maestro Pietro Allotta” di Belmonte Mezzagno, sarà diretta dal Maestro Antonio Cappello. I 26 musicisti, tutti belmontesi, eseguiranno brani di Rossini (dalle opere “Tancredi” e “La gazza ladra”), “Danubio blu” e “Trisch Polka” di Strauss e due pezzi di ispirazione classica del compositore belmontese Maestro Luigi Benigno, dal titolo “Diamante” e “Belmonte in festa”. Per la prima volta eseguiti in pubblico. Epilogo solenne con la Marcia di Radetzky. I componenti dell'orchestra sono; Vincenzo Prestigiacomo (flauto), Andrea Santangelo (clarinetto), Giuseppe Salerno (clarinetto), Giuseppe (clarinetto), Giuseppe La Rosa (Clarinetto), Simone Ingrassia (clarinetto), Filippo Vaglica (clarinetto), Francesco Italiano (sax contralto), Ignazio Bruno (sax tenore), Antonio Drago (sax baritono), Giovanni Bisconti (Corno), Benedetto Parisi (corno), Marco Nebbia (corno), Benedetto Tumminia (tromba), Salvatore Spera (tromba), Francesco Bruschetta (tromba), Giuseppe Spera (tromba), Giuseppe Profeta (tromba), Luca Di Vizio
(trombone), Giorgio Ferraro (flicorno baritono), Giovanni Martorana (flicorno baritono), Antonello Ceraolo (basso tuba), Alessio La Rosa (basso tuba), Paolo Vaglica (grancassa), Giuseppe La Rosa (piatti), Francesco Bruno (tamburo). Alla fine del concerto, in collaborazione con l'Associazione Pro- Loco, ci sarà la degustazione di prodotti tipici. La partecipazione al pubblico è gratuita.
Fto Maria C. Greco -
Nel complesso monumentale dello Stagnone di Belmonte Mezzagno venerdi 6 gennaio alle ore 17:30, ci sarà il Concerto del Complesso Sinfonico "I Virtuosi". L’orchestra, dell’associazione culturale “Maestro Pietro Allotta” di Belmonte Mezzagno, sarà diretta dal Maestro Antonio Cappello. I 26 musicisti, tutti belmontesi, eseguiranno brani di Rossini (dalle opere “Tancredi” e “La gazza ladra”), “Danubio blu” e “Trisch Polka” di Strauss e due pezzi di ispirazione classica del compositore belmontese Maestro Luigi Benigno, dal titolo “Diamante” e “Belmonte in festa”. Per la prima volta eseguiti in pubblico. Epilogo solenne con la Marcia di Radetzky. I componenti dell'orchestra sono; Vincenzo Prestigiacomo (flauto), Andrea Santangelo (clarinetto), Giuseppe Salerno (clarinetto), Giuseppe (clarinetto), Giuseppe La Rosa (Clarinetto), Simone Ingrassia (clarinetto), Filippo Vaglica (clarinetto), Francesco Italiano (sax contralto), Ignazio Bruno (sax tenore), Antonio Drago (sax baritono), Giovanni Bisconti (Corno), Benedetto Parisi (corno), Marco Nebbia (corno), Benedetto Tumminia (tromba), Salvatore Spera (tromba), Francesco Bruschetta (tromba), Giuseppe Spera (tromba), Giuseppe Profeta (tromba), Luca Di Vizio
(trombone), Giorgio Ferraro (flicorno baritono), Giovanni Martorana (flicorno baritono), Antonello Ceraolo (basso tuba), Alessio La Rosa (basso tuba), Paolo Vaglica (grancassa), Giuseppe La Rosa (piatti), Francesco Bruno (tamburo). Alla fine del concerto, in collaborazione con l'Associazione Pro- Loco, ci sarà la degustazione di prodotti tipici. La partecipazione al pubblico è gratuita.
Fto Maria C. Greco






















