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Un contributo scritto, quello del mio amico Filippo Ales, alcuni impegni a farne avere altri, manifestati a seguito di mie sollecitazioni SMS, costituiscono il primo concreto segnale dell’avvio del Confronto da me proposto ed insistentemente auspicato sia nel mio libro che successivamente anche con la mia riflessione pubblicata su Nuova Belmonte.
Mi sembra presto per un giudizio definitivo sulla possibilità o meno che la creatura, quella del Confronto voglio dire, diventi adulta o resti solo il timido segnale di una nascita molto fragile.
Questo mio nuovo intervento, nel mezzo di una situazione di incertezza, vuole essere come una respirazione bocca a bocca per ridare una spinta ad un processo che vorrei tanto procedesse con il vigore che merita la causa che si vuole sostenere: quella della crescita della qualità della nostra Comunità. Intanto, la mia costanza nel tenere vivo il ragionamento mi sembra una buona medicina per tenere in vita il tema.
Per agevolare la crescita della creatura che citavo prima, formulo una richiesta indirizzata ai rappresentanti della politica e delle istituzioni, ma anche ai miei concittadini, in particolare, a quanti, in varie occasioni hanno dimostrato attenzione alle problematiche qui accennate.
“Ti chiedo la cortesia di rispondere ai quesiti sotto indicati che si riferiscono alla mia riflessione: “IL CONFRONTO. NECESSARIO PER LA CRESCITA DELLA COMUNITA’ LOCALE”, pubblicata sul Blog Nuova Belmonte, il 7 maggio scorso. Le tue risposte serviranno a fare decollare una importante iniziativa per la crescita del nostro paese.
Grazie
Salvatore Migliore
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di Salvatore Migliore
Da tempo rilevo la necessità di un confronto programmato, quindi organizzato, su temi che riguardano la crescita del nostro paese. Un confronto non occasionale, provocato da circostanze diverse, da incontri su argomenti che ancorchè interessanti sono, pur sempre, episodici. Non intendo sottovalutare l’importanza delle tante opportunità che nella nostra comunità sono state create e di cui ho parlato nel mio recente libro su Belmonte: i Faccia a Faccia ad empio. Qui, voglio evidenziare la importanza di costruire la cultura del confronto che faccia ritenere normale che soggetti diversi si confrontino su temi interessanti, con l’obiettivo di fare sintesi e, quindi, trovare soluzioni da proporre, eventualmente, a chi di competenza. Il confronto nel rispetto reciproco degli attori, poi, in un clima di civiltà, è già motivo di crescita per chi lo pratica.
Per queste ragioni nelle mie esperienze locali mi sono sempre sforzato di proporre il confronto. La necessità del confronto è stata sottolineata con insistenza nel mio libro prima citato. Per la verità, dopo la presentazione del libro avvenuta il 9 Febbraio, due mesi fa cioè, mi sarei aspettato la ripresa di quel confronto che già nello stesso libro avevo cercato di avviare ospitandovi i contributi scritti di tanti nostri concittadini. E per agevolare tale prosecuzione ho preso anche qualche iniziativa. Ma, in presenza di un incomprensibile silenzio penso di dovermi ulteriormente attivare per riprendere il filo. Questa, la ragione della presente riflessione.
Devo precisare che ho sempre ritenuto di materializzare il confronto con veri e propri incontri fra i soggetti, sottovalutando, magari, l’importanza del confronto, come si dice oggi, via rete, o nel nostro caso, via blog. Ed allora, facendo di necessità virtù, come si dice, spero di provocare questo tanto auspicato confronto nella versione prima accennata. Mi aspetto dai tanti belmontesi che condividono questa mia aspirazione, interventi sulle tematiche qui sollevate, sia quelle relative alle modalità di confronto, sia quelle relative alla sostanza dei temi. In riferimento a questi ultimi, a mio avviso, come spesso ho rilevato, non si può prescindere dal considerare i seguenti tre:
- 1 Comunità locale solidale;
- 2 Le carte in regola;
- 3 Il dialogo di alto profilo tra Cittadini – Politica – Istituzioni.
Voglio ribadire ancora una volta che i temi appena accennati costituiscono, a mio avviso, la premessa indispensabile per costruire un contributo capace di agevolare la crescita del nostro paese. In una Comunità locale in cui si pratica la cultura della solidarietà, delle carte in regola e del dialogo non solo è facile trovare insieme le soluzioni ai problemi, ma diventa normale progettare, sia pure nelle condizioni date, un modello di paese sempre più a misura di uomo.
Come contributo al perseguimento dell’obiettivo qui sollecitato, propongo alcuni passaggi delle considerazioni svolte nel libro:
Comunità locale solidale;
“L’obiettivo di questa mia particolare iniziativa… è quello di promuovere un processo che miri a una sensibilizzazione diffusa del concetto comunitario….: una comunità locale cioè che senta il vincolo di uno stare assieme per ragioni comuni, rafforzato da uno spirito di solidarietà e per il raggiungimento di obiettivi comuni”.
Le carte in regola
“Coloro i quali hanno la critica facile nei confronti di chi ha responsabilità pubbliche, per inadempienze vere o presunte, non sempre hanno l’umiltà di guardare alle loro responsabilità come cittadini. Infatti, molto spesso sono passivi, rispetto a quanto avrebbero potuto fare per contenere le inadempienze contestate.
La cultura delle carte in regola, sicuramente, non è molto diffusa”.
Le carte in regola sollecitate da Papa Francesco
“Com’è la qualità della vita in questa Città?” s’interroga il Papa, riferendosi alla città di Roma di cui è Vescovo. Dà, subito, una terapia: “Dipende da tutti noi!”. E ancora: “Com’è la qualità della nostra cittadinanza?“. Anche per questo interrogativo una soluzione: “In effetti, il volto di una città è come un mosaico le cui tessere sono tutti coloro che vi abitano. Certo, chi è investito di autorità ha maggiore responsabilità, ma ciascuno di noi è corresponsabile, nel bene e nel male”. In modo ancora più chiaro viene prospettato il futuro della città e le condizioni che ne potranno determinare la qualità: “La Roma dell’anno nuovo sarà migliore se non ci saranno persone che la guardano “da lontano”, in cartolina, che guardano la sua vita solo “dal balcone”, senza coinvolgersi in tanti problemi umani, problemi di uomini e donne..”. Più chiaro di così!
Quindi - Il Dialogo
“ - 1) Occorre un forte impegno per promuovere il dialogo, per due
ragioni:
a) fa crescere umanamente e socialmente chi lo anima;
b) fa crescere la Comunità nella quale il dialogo si realizza:
- 2) Il dialogo è sempre possibile.
La storia…. ha dimostrato che il dialogo è stato possibile anche quando è apparso apparentemente impossibile. Si pensi al dialogo tra persone di ideologie diverse o, addirittura opposte: il Cardinale Martini ed Eugenio Scalfari, questi e Papa Francesco. Persino, il dialogo estremo è stato possibile come ha dimostrato Giorgio La Pira”.
Le istanze, di solito, si concludono con una formula che sottintende la speranza di una risposta positiva. Anche qui, a conclusione di questo mio intervento, desidero manifestare l’ottimismo per un’attenzione di tanti belmontesi rispetto alla costruzione di un modello di paese, come accennato prima, sempre più a misura di uomo.
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Sono 14 le associazioni coinvolte in questo grande evento che si svolgerà nel prossimo fine settimana. 14 ASSOCIAZIONI CHE SI SONO COSTITUITE IN UN FORUM DEL TERZO SETTORE . Una esperienza bellissima fatta di collaborazione e lavoro in Team Tra associazioni Sportive sociali, musicali e culturali di Belmonte Mezzagno in collaborazione stretta con le istituzioni scolastiche e patrocinio gratuito del Comune.
Siamo arrivati alle terza edizione della giornata dei diritti a Colori. Per i bambini e ragazzi belmontesi è ormai diventato un'occasione di incontro per "riflettere" sulla carta dei diritti del fanciullo. Tante le attività programmate dalle associazioni del territorio belmontese . Si proprio cosi'! In particolare "La pace" sarà il filo conduttore che sta alla base delle iniziative in cantiere: concorso grafico pittorico per le classi delle due scuole dal titolo "Dipingi e scrivi la pace", musica dal vivo, performance art con danze e mimo anche con nomi prestigiosi come quello dell'artista Lino Pantano.
Ecco l'elenco delle associazioni impegnate in questo progetto: AC Volere Volare, Associazione Culturale EraOra, Bruno’s Art, Gruppo Scout Belmonte Mezzagno, AC Arte Vita, Comitato Organizzazione Eventi Belmonte, Pro Loco Belmontese, Basket Belmonte, IdeAzione Onlus, Nuove Idee Onlus, Il Tesoro Ritrovato, Associazione Missione Nyololo, Musica e Solidarietà, Associazione Piume D’Argento, Associazione Techno Fitness, In più si aggiunge l'iniziativa del Comitato CambiaMenti che all'interno di queste iniziative ha messo in moto la macchina della solidarietà al fine di raccogliere fondi per riportare alla luce luoghi e spazi dedicate al mondo dei minori.
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Continuano gli incontri del Forum del Terzo settore a Belmonte Mezzagno.
Giorno 8 Ottobre 2013
ore 21.30 presso l'Ex Arena a Belmonte Mezzagno.
Ecco l'ordine del giorno
1. Costituzione del Forum e comunicazione all’Amministrazione Comunale.
2. Stesura Statuto del Forum .
3. I servizi sociali territoriali: criticità e spunti di miglioramento.
Inoltre è previsto un momento dedicato alla progettazione e pianificazione delle attività socioculturali che riguardano l'evento previsto per il 24 Novembre 2013 a Belmonte Mezzagno: La giornata dei diritti a Colori terza edizione.
Tutte le associazioni del territorio sono invitate a partecipare.
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Belmonte Mezzagno 26 Settembre 2013, le associazioni e organismi no-profit del territorio si incontreranno presso l'ex arena alle ore 17.30.
Si tratta del quarto incontro di questo forum che ogni mese prende più forma e forza. Un forum libero da appartenenze politiche e che vuole essere un punto di riferimento come osservatorio particolareggiato delle questioni sociali del paese promuovendo azioni di solidarietà e interesse per contribuire alla crescita civica e sociale, nella consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee ed esperienze.
Un forum autogestito, infatti ogni tre mesi un referente di ogni associazione si fa da coordinatore dell'incontro mensile.
Gli ultimi tre incontri sono stati coordinati da me ( Marco La Diega) dell'associazione Culturale EraOra, i prossimi incontri invece da Salvo Dragna dell'associazione Basket Belmonte e poi si cambierà ancora. Una piccola regola che oltre ad evitare protagonismi favorisce la trasparenza, mette in moto tutti i partecipanti del Forum che favorisce la dinamicità relazionale necessaria ad un forum di questo tipo.
Perché questo forum ed a che serve? il nostro territorio vanta nelle sue tradizioni culturali e di volontariato sociale, una storia ricca di esperienze ma che non ha visto mai le associazioni unite attorno ad un tavolo per condividere esperienze, difficoltà, buone prassi o ancora sperimentare forme innovative di co-progettazione con la scuola o municipalità se occorre e se necessario.
Rispetto ad altri “Forum delle Associazioni” questo che è nato a Belmonte ha come riferimento il valore della cittadinanza attiva e responsabile e ci auguriamo potrà aiutare i cittadini residenti a sentirsi protagonisti, a provare interesse per lo sviluppo delle politiche culturali.
Sicuramente vi chiederete Cosa si è fatto fino ad ora?
Ci siamo innanzitutto conosciuti, per poi iniziare una fase"fondante" del forum lavorando alla Carta dei valori soffermandoci a quelle comuni a tutti come il valore della Gratuità. Cosa faremo al prossimo incontro ?
Sicuramente passeremo alle azioni, parleremo dei prossimi appuntamenti come la terza edizione della "FESTA DEI DIRITTI" ma non solo si discuterà di una proposta di modifica del regolamento comunale da proporre al Comune Di Belmonte Mezzagno.
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Tante volte incontriamo persone che ci chiedono, con un po' di rassegnazione:
<< possiamo far migliorare questo paese? >>
Se tu sei uno di questi allora ti aspettiamo al raduno dei
"cittadini in movimento"
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| durante i lavori di oggi |
Anche Belmonte Mezzagno si veste di festa!
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| Piazza Garibaldi |
Grazie agli operai forestali belmontesi (i quali alcuni giorni fa hanno anche gratuitamente potato, e ripulito le aiuole della scuola media) , ed alcuni cittadini che da stamattina, fino al tardo pomeriggio, si sono adoperati per portare fino a Piazza Garibaldi e poi "piantare" un pino di circa 9m di altezza.
Sia l'albero che il lavoro svolto è stato offerto in maniera totalmente gratuita dai cittadini, e dagli operai forestali, il cui intento era "FARE QUALCOSA DI BUONO PER BELMONTE", senza dubbio uno spirito di cittadinanza attiva che fa piacere vedere, e non soltanto nel periodo natalizio.
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I cittadini incontrano il sindaco e gli assessori del Comune di Belmonte Mezzagno.
Le domande dei cittadini sulle questioni di interesse pubblico. - Question Time su AMBIENTE E TERRITORIO - MONDO DEL SOCIALE - AREA ECONOMICO FINANZIARIA DEL COMUNE - ed altro ancora.
Le iscrizioni per intervenire saranno raccolte dalle 16.30 alle ore 17.00 nella stessa sede dell'incontro.
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Domenica 30 settembre, dalle ore 9 alle ore 14.00 l'Associazione Missione Nyololo ed il circolo ACLI di Belmonte Mezzagno organizzano la ormai storica
"PASSEGGIATA ECOLOGIA" in memoria del dott. Peppuccio Pizzo.
Alla passeggiata possono partecipare persone di ogni età.
Al termine della passeggiata seguirà GINKANA in bicicletta per i più giovani.
le iscrizioni avverranno sul posto.
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| in cima su Pizzo Belmonte |
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| trekking al tramonto |
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Venerdì 22/06/2012 alle ore 16.00 presso l'aula consiliare, l'assessore Nadia Bonadonna incontra un primo gruppo di ragazzi che hanno intenzione di animare l'estate belmontese con eventi, tornei, concorsi, spettacoli.
L'invito è esteso a tutte le associazioni e a tutti i cittadini che vogliono dare il proprio contributo fattivo all'organizzazione di un cartellone estivo che consenta di rianimare la vita cittadina e attrarre visitatori.
Pertanto invitiamo i nostri lettori a dare massima diffusione a questo invito e sollecitiamo le forze creative belmotesi a fornire la propria collaborazione.
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Ci hanno sempre preso in giro i film americani che ci hanno fatto il lavaggio del cervello rispetto al significato del Tempo.
IL TEMPO NON E' DENARO ..... MA VALE DI PIU'
IL TEMPO E' VITA, LA TUA VITA .....
M.L.
( ... )
Il tempo come risorsa.
Pensare al proprio tempo libero come qualcosa da offrire in cambio del tempo di altri.
In quest'ottica sono nate le "banche del tempo", piccole associazioni di persone che offrono le proprie capacità, i propri talenti per ricevere in cambio servizi dei quali hanno bisogno. Così si può fare che oggi porto io il tuo bambino ai giardini visto che tu hai quella riunione importante e domani, in cambio, potrai fare la spesa per me e portarmela a casa.
Si può trovare di tutto alla banca del tempo, corsi di fotografia, piccole riparazioni domestiche, servizi di sartoria, baby sitting, dog sitting, persino la compagnia per una passeggiata o per un cinema.
Chi aderisce all'iniziativa offre sì le proprie competenze ma il loro valore sarà misurato unicamente in base al tempo messo a disposizione; così un'ora di ripetizioni di matematica varrà esattamente tanto quanto un'ora di baby sitting, mezz'ora di cucito come mezz'ora per riparare una tapparella, perchè in questo contesto il tempo è uguale per tutti.
Scambiarsi il proprio tempo diventa inoltre una buona opportunità per conoscere persone, stringere nuove amicizie, scoprire nuovi talenti e nuove opportunità per trascorrere il proprio tempo libero.
Forse non servirà allo sviluppo economico di questa sempre più povera società dei consumi, ma potrebbe essere assai utile per il rinnovamento di una società che intenda riportare in vita valori come lo scambio, la condivisione, la cooperazione, il riconoscimento delle proprie e altrui competenze, delle capacità, delle passioni, una società che sappia restituire al tempo libero almeno una parte del suo prezioso valore.
( tratto dal post di Annagi )
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La co-progettazione (o progettazione partecipata), che faremo venerdì 15 giugno, sarà il primo passo per la costruzione di un gruppo di lavoro, formato esclusivamente da giovani.
Il gruppo diventerà soggetto attivo e propositivo nell'elaborazione di progetti culturali per lo sviluppo locale di Belmonte.
Seguendo quello che succede in tante altre parti del mondo, dove le POLITICHE CULTURALI di un territorio sono progettate insieme agli abitanti, anche a Belmonte la cultura sarà co-progettata da tutti. (Filippo Pistoia)
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Il partito dei Pirati in Germania è arrivato al 9% sta prendendo consensi giorno dopo giorno come il movimento fondato da Beppe Grillo.
E' interessante osservare come i "pirati" abbiano creato un software chiamato LiquidFeedback.In questi giorni vorrei provare ad installare su di un server l'applicativo per utilizzare questo strumento per testare l'applicabilità anche su organizzazioni diverse dal Partito.
Sarebbe interessante testarlo sulle scelte decisionali anche di un movimento o associazione. La democrazia va vissuta a mio parere su tutti i livelli e se le nuove tecnologie aiutano che ben venga.
Chiunque può fare un proposta e sottoporla al giudizio popolare, si possono effettuare le "deleghe" e quello che si decide in rete diventa legge all'interno dell'organizzazione di riferimento: partito, associazione, movimento.
- ognuno può proporre un'iniziativa; può contribuire formulando suggerimenti, può creare un'iniziativa alternativa e tutti possono votare alla fine.
LiquidFeedback è stato sviluppato dal gruppo Software pubblico a Berlino, Germania. E 'disponibile sotto una licenza del Massachusetts Institute of Technology (MIT), simile alla BSD 3-clause licenza della University of California a Berkeley. Molti gruppi utilizzano Facebook o i classici forum per discutere, votare o altro ma spesso il risultato è troppo disordinato e dispersivo, perdendo di vista argomenti cioè post , commenti senza però riuscire ad ordinare i contenuti. Un software di questo tipo è diverso; organizzato per aree, libero, gratis e potente. In più visto che è Open Sorce la piattaforma è modificabile ....
Lo proverò .... e vi farò sapere....
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a) La partecipazione
Scrivo questa nuova riflessione per dare seguito all’impegno preannunciato a conclusione dell’ultima, per un nuovo contributo sul tema della partecipazione.
La partecipazione del cittadino alla gestione della cosa pubblica e, quindi, al suo coinvolgimento nell’attività amministrativa, trova riscontro in varie norme regionali, nazionali ed europee. Si riportano alcuni esempi.
Il sesto comma dell'articolo 1 della legge 328/2000 - Legge quadro per
la realizzazione del sistema imtegrato di interventi e servizi sociali
- così dispone. " La presente legge promuove la partecipazione attiva dei cirradini, il contributo delle organizzazioni sindacali, delle associazioni sociali e di tutela degli utenti per il raggiungimento dei fini istituzionali di cui al comma 1" (La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità....).
Come si vede è un obiettivo non di poco conto......... che i cittadini concorrono a conseguire.
Sempre la stessa legge al terzo comma dell’articolo 6 : “ Nell'esercizio delle funzioni di cui ai commi 1 e 2 i comuni provvedono a:
e) garantire ai cittadini i diritti di partecipazione al controllo di qualità dei servizi, secondo le modalità previste dagli statuti comunali”.
La legge 142/90, recepita dalla Regione siciliana con la legge 48/91 dedica l’intero capitolo III agli Istituti di partecipazione.
In tale contesto viene disposto, tra l’altro:
- I comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione dei cittadini all'amministrazione (art. 6, co.1);
- Nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto (art.6 co.2)
Diverse regioni, poi, sono intervenute sul tema in discussione.
La Regione Toscana con legge 69/2008 dispone la partecipazione come forma ordinaria di governo, in tutti i settori dell’amministrazione pubblica, a scala regionale e locale.
Il 22 settembre 2008 il Consiglio Regionale della Toscana, in base alla legge prima citata, ha nominato l‘Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione.
L’Emilia Romagna ha approvato la Legge 09 febbraio 2010, n.3 “Norme per la definizione, riordino e promozione delle procedure di consultazione e partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”.
Alcune regioni, poi, hanno costituito l’Osservatorio della partecipazione che è un mezzo attraverso il quale l’amministrazione regionale può conoscere e far conoscere i processi partecipativi sul territorio.
Il tema della partecipazione ha avuto una rilevanza anche a livello europeo.
L’UE, infatti, ha approvato il Regolamento n. 211/2011 grazie al quale i cittadini dell'Unione possono chiedere direttamente alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa, su temi per i quali i cittadini ritengono necessario un atto legislativo dell'Unione. Il Regolamento si applicherà a partire dal 1 aprile 2012. Entro tale data gli Stati membri, avrebbero dovuto provvedere ad individuare le Autorità nazionali competenti alla verifica delle iniziative ed il sistema sanzionatorio applicabile in caso di violazione del regolamento.
Tra le fonti normative sulla partecipazione non poteva mancare lo Statuto del nostro comune, fresco di rimodulazione essendo stato approvato il nuovo testo con deliberazione del consiglio comunale n. 25 del 23 maggio 2011 e n. 33 del 14 giugno 2011.
Numerosi sono i richiami all’istituto della partecipazione. Forse è il caso che in una prossima occasione venga ripreso per sottolineare e commentare le norme più importanti.
Per il momento mi limito a ricordare che il documento statutario dedica il titolo II alla partecipazione popolare e l’articolo 24, avente come oggetto “i principi della partecipazione” così recita: “ Il Comune promuove la partecipazione degli interessati, degli utenti e loro rappresentanze, delle formazioni sociali e delle associazioni titolari di interessi collettivi, come espressioni della comunità locale, alla formazione dell’indirizzo, allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’Amministrazione nel modi stabiliti dallo statuto e dalle norme regolamentari”.
Da questi pochi cenni si vede come la partecipazione del cittadino all’attività degli enti locali, in modo particolare, sia efficacemente sostenuta dalla legge. Anche questa consapevolezza induce a sostenere la necessità di attuare il principio secondo cui occorre “amministrare con gli amministrati”.
Alla luce di quanto sin qui detto, per la nostra realtà belmontese, mi permetto le seguenti annotazioni:
- nelle deleghe assessoriali assegnate recentemente dal Sindaco non è prevista quella della “partecipazione”, una delega cioè che si occupi di affrontare in maniera complessiva il tema della partecipazione alla gestione amministrativa del Comune. Sarebbe stato opportuno, a mio avviso, dopo tutto quello che si è detto sulla importanza del coinvolgimento del cittadino, della comunità locale, attraverso le sue varie articolazioni, alla gestione amministrativa, un segnale come quello qui annotato;
- la nomina dei senatori a vita, mi suggerisce quella dei consiglieri a nomina temporanea, per una sola consiliatura, ad esempio, fra cittadini che, oltre a possedere i requisiti del buon padre di famiglia, non devono avere mai ricoperto cariche all’interno dell’Amministrazione comunale, proprio per garantire la massima genuinità della loro collaborazione A questi, ovviamente, va concesso soltanto il diritto di parola. Una simile iniziativa comporta, certamente, la necessità di una modifica dello statuto comunale. In questa sede vanno definiti, tra l’altro, requisisti, numero e tempi di nomina.
- I consiglieri esterni, più dei consigli comunali aperti, che sono molto importanti, consentono un contributo non solo nella produzione dell’attività di competenza dell’organo consiliare, ma nella decantazione delle tensioni e, quindi, nel mantenimento di una certa serenità nell’attività dell’organo, condizione importante per la qualità della stessa attività. Mi rendo conto della originalità della proposta, forse unica, però va considerata concretamente;
- Istituzionalizzare gli incontri dell’esecutivo con i cittadini per gli adempimenti più importanti come ad esempio bilancio, strumenti urbanistici, servizi sociali, ecc.
Conclusivamente sento di precisare che avevo iniziato la mia collaborazione, su sollecitazione di Marco La Diega, pensando di provocare un confronto. Il monologo serve poco a fare crescere il nostro paese, obiettivo al quale tendiamo tutti. Quindi, mi rivolgo alla politica e alla comunità locale: se ci siete, battete un colpo, per dare vita al tanto auspicato dialogo.
In ogni modo, come già detto in altre occasioni, conto di preparare una pubblicazione sul tema di cui ci stiamo occupando e farne oggetto di confronto verbale. Non rinuncio al progetto di fare “caminetto” sui temi che riguardano la vita del nostro paese.
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Le elezioni amministrative (le prime dell’era post berlusconiana -a proposito: chi ha più notizie del Cavaliere?-) hanno avuto un effetto “deflagrante” sul sistema politico italiano.
Il voto (e il non voto) degli Italiani si è abbattuto sui partiti come uno “tzunami democratico”, rischiando -ancor più col probabile ritorno dell’onda lunga grillina alle politiche- di spazzare via dalla scena molte “prime donne” di questa giovane morta Seconda Repubblica.
Ciò che più preoccupa la Casta, nondimeno, è la sopravvenuta consapevolezza di come questa scossa possa essere solo la prima di una lunga serie di “terremoti politici” dalle conseguenze imprevedibili!
PRIMO “BOOM!”
Disfatta per la Lega, schiacciata dal peso dell’oro del tesoriere Belsito e dalla beffa di dover giustificare stravaganti investimenti in Tanzania e miracolose lauree albanesi!
Unica affermazione di rilievo quella del “barbaro sognante” Tosi a Verona (in realtà anch’essa uno schiaffo per il Senatur, trattandosi del successo personale del primo degli oppositori interni al Capo!).
Per il resto, crollo dei consensi e macerie politiche:
- sconfitta al primo turno in città come Legnano (storica sede del Carroccio) e Sarego (sede del Parlamento Padano, dove si è insediato il primo sindaco grillino d’Italia!);
- e disfatta anche al secondo, dove la Lega ha perso in tutti e 7 i capoluoghi in cui aveva conquistato il ballottaggio, tra cui Monza (ovvero sede distaccata dei fantomatici Ministeri di Roma tanto reclamati da Bossi) e Cassano Magnago (città natale del Senatur).
Oggi i consensi del Carroccio si attestano attorno al 5%, anche meno stando ai sondaggi (contro l’8% delle ultime elezioni politiche e il 10% delle europee).
Riuscirà l’incoronato Maroni nell’impresa titanica di rianimare un movimento indipendentista e legalitario scopertosi d’improvviso centralista e ladrone?
SECONDO “BOOM!”
Tracollo per il Pdl, accomunato al suo leader da uno stesso destino decadente.
Sia l’“imbarazzante scomparsa” del Cavaliere (sparito dalla scena pubblica pur di togliersi dall’incombenza di dover commentare l’annunciata sconfitta) che la sua “ingombrante eredità” politica (un Paese “rimasto al palo” dopo un ventennio berlusconiano) hanno inevitabilmente pesato sui destini del Partito.
Non sorprende, allora, come quello che si vantava d’essere il primo partito d’Italia si sia ridotto in molte città a non raggiunge nemmeno percentuali di voto in doppia cifra o ad essere scavalcato dal neonato Movimento Cinque Stelle!
Per citare qualche dato:
- sui 15 capoluoghi chiamati al voto in precedenza amministrati dal centrodestra, il Pdl ne ha mantenuti appena 6;
- e sui 98 comuni non capoluogo superiori a 15 mila abitanti dove si è votato, il Popolo della Libertà si è confermato alla guida della città solo in 33.
Sorprendente, in particolare, i responsi di Parma e Palermo: nei due capoluoghi amministrati dal centrodestra, il Pdl non è riuscito nemmeno a conseguire i ballottaggi!
La prima preoccupazione di Alfano è stata “minimizzare” la debacle elettorale, annunciando la più grande novità nella politica italiana degli ultimi anni.
Quale altra sorpresa attenderci dal Cavaliere (dopo la nascita del “partito di plastica” e la sua trasformazione nel “partito del predellino”)?
TERZO “BOOM!”
Grande fiasco anche per il Terzo Polo, passato dal ruolo di “ago della bilancia” tra i due poli ad anonimo protagonista di un’esclusiva puntata di “Chi l’ha visto?”.
Il grande Centro sognato da Casini si è ristretto ad un “centrino”: una coalizione di partiti ad personam (l’Udc, il Fli e l’Api) incapace di tener testa persino al novellino Movimento Cinque Stelle!
I moderati, finiti “sotto un cumulo di macerie” -parole di Casini-, pensano adesso a come riscattarsi…
Che si punti a riesumare dalle urne (cinerarie) della Prima Repubblica una nuova Democrazia Cristiana?
QUARTO “BOOM!”
Il vero exploit di queste elezioni è quello del Movimento Cinque Stelle, presentatosi nelle vesti di una “Lista civica nazionale” al di fuori delle logiche di partito.
Cinque, alla fine, i sindaci eletti, e ballottaggio sfiorato per un soffio a Genova.
Il Movimento ha raggiunto una media di voti che si attesta attorno all’8-10% (con numerosi sondaggi che, in vista delle prossime politiche, lo collocano tra il 12 e il 18%, proiettandolo come possibile secondo partito nazionale!).
Sorprendente, in particolare, la conquista del Comune di Parma, dove una sciagurata amministrazione di centrodestra (che ha lasciato in eredità 600 milioni di euro di debiti!) non è bastata all’opposizione di centrosinistra per conquistare la fiducia dei cittadini.
Un “boom!” tanto eclatante quanto non più trascurabile...
Qualche eco sarà finalmente giunto anche alle “orecchie presidenziali”???
…E IL “PLIN PLIN” DEMOCRATICO!
E il Pd?
Più che “boom, boom!” il Partito Democratico sembra aver fatto “plin plin”!
Si sono sprecati i giudizi entusiasti o quantomeno rassicuranti dei dirigenti del Partito: da quello del presidente Rosy Bindi (pronta a minimizzare i risultati di Parma e Palermo, elencando prosaicamente tutti i paesini più sperduti d’Italia dove il Pd potrà vantare di aver piantato una bandierina!) a quello del segretario Bersani (dettosi certo di poter affermare che il Pd ha vinto le elezioni “senza se e senza ma!”).
I freddi numeri, in effetti, certificano un’indiscutibile vittoria elettorale del centrosinistra:
- dei 26 capoluoghi in cui si è votato, 15 sono stati aggiudicati dal centrosinistra (rispetto agli 8 precedenti);
- e dei 157 comuni non capoluogo superiori ai 15 mila abitanti chiamati al voto, 96 sono stati vinti sempre dal centrosinistra (contro i 58 precedenti).
Ma questa vittoria “elettorale” certifica anche una vittoria “politica” del centrosinistra?
Il centrosinistra si conferma unica, vera, valida, forte alternativa al centrodestra agli occhi degli elettorati?
Guardiamo alla sostanza.
Quattro erano i “test elettorali” di un qualche rilievo nazionale: le elezioni a Palermo, Parma, Genova e Verona.
Com’è uscito da queste prove il Pd?
A ben vedere, nessuna è stata superata a pieni voti!
Il Partito Democratico:
1- non è stato in grado d’indicare un candidato vincente a Genova (il sindaco Doria, premiato dalle primarie, non è certo espressione del Pd!);
2- non è stato capace di “segnare un gol a porta vuota” a Parma (il candidato democratico, già presidente della Provincia, è stato clamorosamente battuto al ballottaggio da uno sconosciuto bancario grillino, Pizzarotti!);
3- non ha avuto la forza quantomeno d’impensierire l’annunciata vittoria del sindaco Tosi a Verona;
4- e non è riuscito a strappare Palermo né a un centrodestra ormai allo sfascio né all’ex alleato Leoluca Orlando (pur avendo il facile pretesto di poterlo accusare di aver tradito lo spirito delle primarie e di non essere certo la risposta alla richiesta di rinnovamento della classe politica!).
La vera “sconfitta politica” del Pd, inoltre, è evidenziata da altri impietosi dati, per i quali:
1- da un lato, il primo partito d’Italia si è confermato quello degli astenuti (al secondo turno, quasi 1 elettore su 2 ha preferito restare a casa; l’astensionismo, forse per la prima volta, si è presentato più al nord che al sud; a Genova, in particolare, al ballottaggio solo il 39% degli elettori hanno scelto il proprio Sindaco!);
2- dall’altro lato, il Pd non è stato minimamente capace di riempire il “vuoto politico” lasciato dal centrodestra, di attrarre consensi al di là del proprio bacino elettorale di riferimento (a fronte dell’“emorragia di voti” della Lega e del Pdl, il Pd non ha accresciuto i propri);
3- e, per di più, anche il Partito Democratico ha visto erosi i propri consensi dall’espansione del Movimento Cinque Stelle.
L’esercizio yoga in gran voga tra i dirigenti del Pd (elencare come un “mantra” le vittorie in tutte le decine di comuni medio-piccoli conquistati dal Partito) può aver l’effetto consolatorio di una zolletta di zucchero utile a togliere l’amaro in bocca ma non può, al contempo, cancellare la realtà di un Paese che ha voltato le spalle al centrodestra senza per questo consegnarsi al centrosinistra!
C’è ben poco di cui stare sereni, dunque, in vista delle prossime elezioni politiche.
E se i partiti non saranno in grado di riformarsi e rinnovarsi in gran fretta, la “bomba elettorale” innescata a Parma rischia di non essere affatto l’ultima, bensì solo la prima di una lunga serie di deflagrazioni destinate a cambiare “contenitori e contenuti” nel marasma politico italiano...