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Esiste un servizio denominato “La Bussola della Trasparenza dei siti Web“, che serve a verificare che i portali degli Enti Pubblici rispettino tutte le indicazioni delle linee guida della normativa in questione.Il controllo è semplice; inserendo l’indirizzo del sito internet da controllare e cliccare su "cerca".Il sistema automatico che "controlla" non riesce spesso a rilevare l'anomalia dando spesso dei falsi errori, tuttavia leggendo il report possono essere comunque utili in quanto possono fungere da "allarme" su quali sono le mancanze normative rilevate.In conclusione quindi il servizio risulta utile per un'analisi complessiva delle mancanze e delle migliorie da eventualmente apportare.Trovate il link del portale cliccando qui( La Bussola della Trasparenza consente alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini di utilizzare strumenti per l’ analisi ed il monitoraggio dei siti web. Il principale obiettivo è di accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali. Fonte: ww.magellanopa.it) -
<< Parte della disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta. >> Il vento è cambiato, 1983.
Mi piace molto questa citazione, fra l'altro molto attuale. Ormai è moda parlare di "bene comune", "partecipazione attiva cittadina" e "politiche dal basso".Oggi è possibile "programmare" un sistema informativo comunale che abbia nel suo "cuore" una "democrazia" programmata. Chi è pronto a fare un vero cambiamento dentro un ENTE PUBBLICO deve lavorare anche, a mio avviso, molto dall'interno.Già dal 2004, ad esempio, i Comuni hanno l'obbligo di utilizzare un sistema di protocollo elettronico. Quindi ormai tutti gli amministratori, dirigenti, almeno in Italia, non possono più "prenotare", "scavalcare" i numeri di protocollo e neanche inventarsi quei protocolli BIS, TRIS per aiutare l'amico che non aveva fatto in tempo a presentare un'istanza.
DPR 28 dicembre 2000, n. 445 art. 50, comma 3 recita così:
Le pubbliche amministrazioni provvedono a realizzare o revisionare sistemi informativi automatizzati finalizzati alla gestione del protocollo informatico e dei procedimenti amministrativi in conformità alle disposizioni del presente testo unico ed alle disposizioni di legge sulla tutela della riservatezza dei dati personali, nonché dell’articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 e dei relativi regolamenti di attuazione.
E questo viene fatto ormai da tutte le amministrazioni.
Quello che ancor oggi invece non viene fatto, in molti Comuni, compreso Belmonte Mezzagno è la gestione della "vita del documento". ( Nonostante il Sistema informativo Comunale lo permetta ) ;
Così il cittadino potrebbe sapere chi ha in "carico" il proprio documento protocollato, da quali uffici è passato, i tempi e tutte quelle informazioni necessarie a tenere sotto-controllo liberando dalla "confusione" cittadini e personale interno del Comune.
Se fosse fatto, avremmo sicuramente un'amministrazione più efficiente, più trasparente, dove si potrebbero facilmente misurare i carichi di lavoro e valutare le performance.
La difficoltà sta senza dubbio sulla capacità di cambiamento degli attori di questa piccola rivoluzione. Abituarsi ad utilizzare una tastiera anzichè la penna, non è facile a tutti.
Marco La Diega
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Come è ormai noto Il 27 Gennaio 2012 il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto semplificazioni.All'interno dei Comuni c'è abbastanza movimento; i dirigenti devono dare tempi certi nell'esecuzione dei procedimenti verso aziende e cittadini.
Il decreto mette insieme tante cose nuove dalla più utile ed importante a quella più di propaganda e poco concretizzabile.Ormai tutti i giornali ne hanno dato evidenza come la bella novità sulla data di scadenza dei documenti di identità di riconoscimento che dovrà corrispondere a quella del proprio compleanno. Così non ci dimenticheremo più la data di scadenza!Ma non solo, il decreto si propone di accellerare il cambio di residenza (che interessa mediamente 1,4 milioni di italiani l’anno) il quale deve essere ottenuto al momento della dichiarazione inviata al Comune di destinazione.Per far ciò è necessario un collegamento informatico tra le diverse amministrazioni per quanto riguarda gli atti di stato civile e serviranno investimenti e STANDARD di riferimento che non ci sono.
Altra novità in arrivo per i cittadini disabili: al posto dei continui certificati medico-legali basterà presentare il verbale della Commissione medica che ha accertato la disabilità.Questo è il sunto di quello che trovate on-line. Ma ciò che gira in rete non sottolinea quello che secondo è veramente un cambiamento.
Non mi riferisco al via verso l'OPEN DATA e neanche alla stimata "agenda digitale" .
Tutte "innovazioni" già avviate dal Ministro Brunetta e già riviste, ma dove sta la vera novità?
Ecco la vera novità ...... APPLICAZIONE DEL POTERE SOSTITUTIVO IN TUTTE LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI COMPRESI I COMUNI.
Se UN DIRIGENTE di un’amministrazione, non rispetta i tempi di conclusione delle pratiche, cittadini e imprese potranno rivolgersi ad un altro dirigente preventivamente individuato dal vertice dell'amministrazione che avrà il compito di provvedere in tempi brevi.
Se il funzionario non rispetta i tempi di conclusione delle pratiche, rischia sanzioni disciplinari e contabili.
Infatti il primo articolo del decreto introduce un potere sostitutivo, rivolto a cittadini ed imprese in caso di inerzia dell'amministrazione.
Per ogni provvedimento il Comune ad esempio ha l'obbligo di indicare il termine previsto dalla legge o dai regolamenti riguardo ogni procedimento.
Oggi il cittadino o un'azienda ha uno strumento in più; decorso inutilmente il termine per la conclusione di un procedimento come ad esempio il rilascio di una concessione edilizia o altro atto, il privato potrà rivolgersi ad un dirigente incaricato dal sindaco, affinché quest'ultimo, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti è può anche addebitare i costi aggiuntivi al dirigente "lento" o incompetente. Inoltre ogni anno il dirigente cui è stato attribuito il potere sostitutivo comunica all'organo politico i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsto dalla legge o dai regolamenti.
Per chi ha determinato il ritardo nella procedura amministrativa, scatteranno sanzioni disciplinari e contabili. -

Attenzione ai Dati di una Pubblica amministrazione sono patrimonio di tutti.Oggi parliamo di Pubblica Amministrazione nello specifico come un Comune sta per cambiare verso una gestione sempre più digitale.
Soltanto sei mesi fa il rapporto della corrispondenza che gestiva un Comune era di circa 20-80 cioè su 100 documenti 20 erano elettronici ( mail certificate contenenti documenti firmati digitalmente ) e 80 invece cartacei (analogici).
Si prevede da Gennaio il ribaltamento di questo rapporto. 80% di documenti digitali, e 20% documenti cartacei.
Tutto bene molto positivo potremmo dire. Positivo per l'ambiente perchè gira meno carta, positivo per le tasche perchè ( in teoria) si risparmia.Scrivo in teoria inquanto in moltissimi Comuni c'è l'abitudine di stampare i documenti elettronici dimenticando che così facendo perdono il loro valore legale !
Noi informatici sappiamo che dobbiamo avere tanta pazienza, la carta ha una storia di oltre 20.000 anni l'informatica è appena nata.
Utilizzare i documenti elettronici per la corrispondenza è molto utile perché la posta certificata ha un valore di raccomandata con ricevuta di ritorno con la caratteristica che l’invio e la ricezione del deposito è gratuito.
Pensate a quanto sta risparmiando ad esempio il Comune di Belmonte Mezzagno nelle comunicazioni con gli altri enti quali Provincia, Regione, Agenzia del Territorio, ecc. Si proprio così, tutti gli Enti hanno l’obbligo di comunicare tra loro attraverso PEC.
Ma andiamo a i RISCHI.
Nasce il problema della Conservazione di documenti nativi elettronici.
Tutti i documenti elettronici vengono conservati? Archiviati? Dove ? E’ stato previsto un sistema di Copie di sicurezza o D.R. ?
Spesso la politica è lontana da questi problemi, ma oggi è necessario concentrarci su come usare bene la tecnologia. Tutti i dati del Comune se gestiti possono essere trattati per conservazione e per diffusione ( filtrati dai dati sensibili – NEL RISPETTO DELLA PRIVACY ) per usi sociali.
C’è un movimento mondiale che si Chiama OPEN DATASecondo i sostenitori del movimento Open data, i dati andrebbero trattati come beni comuni; di seguito alcuni degli argomenti usati.
• I dati appartengono al genere umano. Esempi tipici sono i genomi, i dati sugli organismi per la scienza medica, dati ambientali e meteorologici, ecc.• I dati prodotti dalla pubblica amministrazione, in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili
• Restrizioni sui dati e sul loro riutilizzo limitano lo sviluppo della comunità
• I dati sono necessari per agevolare l'esecuzione di comuni attività umane (ad esempio i dati cartografici, le istituzioni pubbliche, ecc.)
• In campo scientifico il tasso di scoperta è accelerato da un migliore accesso ai dati.
• E' essenziale che i dati scientifici siano resi aperti per fare in modo che la scienza sia più efficace e la società ottenga il massimo beneficio dalle ricerche scientifiche
L'open data nel mondo
Dati.gov.it è solo il più recente portale nazionale dei dati aperti dopo una serie di data store governativi lanciati negli ultimi anni. Il primo e più celebre, che ha sostanzialmente fatto da modello ai successivi, è stato Data.gov americano, lanciato dal governo Obama a seguito della Direttiva sull’Open government nel dicembre 2009; di lì a pochi mesi anche il Regno Unito ha aperto il suo Data.gov.uk fortemente voluto e sponsorizzato da Tim Berners-Lee “l’inventore del World Wide Web”. In pochi anni la pratica degli open data e dei data store governativa si è estesa fino in Australia con Data.gov.au, Canada con Data.gc.ca, Norvegia con Data.norge.no e Francia con Data.gouv.fr. Mentre il primo data store made in Italy si è avuto su iniziativa della regione Piemonte, che nel maggio 2010, ha aperto Dati.piemonte.it, quasi un anno dopo anche la regione Emilia Romagna ha pubblicato il proprio data store regionale Dati.emilia-romagna.it. -

Attenzione ai Dati di una Pubblica amministrazione sono patrimonio di tutti.Oggi parliamo di Pubblica Amministrazione nello specifico come un Comune sta per cambiare verso una gestione sempre più digitale.
Soltanto sei mesi fa il rapporto della corrispondenza che gestiva un Comune era di circa 20-80 cioè su 100 documenti 20 erano elettronici ( mail certificate contenenti documenti firmati digitalmente ) e 80 invece cartacei (analogici).
Si prevede da Gennaio il ribaltamento di questo rapporto. 80% di documenti digitali, e 20% documenti cartacei.
Tutto bene molto positivo potremmo dire. Positivo per l'ambiente perchè gira meno carta, positivo per le tasche perchè ( in teoria) si risparmia.Scrivo in teoria inquanto in moltissimi Comuni c'è l'abitudine di stampare i documenti elettronici dimenticando che così facendo perdono il loro valore legale !
Noi informatici sappiamo che dobbiamo avere tanta pazienza, la carta ha una storia di oltre 20.000 anni l'informatica è appena nata.
Utilizzare i documenti elettronici per la corrispondenza è molto utile perché la posta certificata ha un valore di raccomandata con ricevuta di ritorno con la caratteristica che l’invio e la ricezione del deposito è gratuito.
Pensate a quanto sta risparmiando ad esempio il Comune di Belmonte Mezzagno nelle comunicazioni con gli altri enti quali Provincia, Regione, Agenzia del Territorio, ecc. Si proprio così, tutti gli Enti hanno l’obbligo di comunicare tra loro attraverso PEC.
Ma andiamo a i RISCHI.
Nasce il problema della Conservazione di documenti nativi elettronici.
Tutti i documenti elettronici vengono conservati? Archiviati? Dove ? E’ stato previsto un sistema di Copie di sicurezza o D.R. ?
Spesso la politica è lontana da questi problemi, ma oggi è necessario concentrarci su come usare bene la tecnologia. Tutti i dati del Comune se gestiti possono essere trattati per conservazione e per diffusione ( filtrati dai dati sensibili – NEL RISPETTO DELLA PRIVACY ) per usi sociali.
C’è un movimento mondiale che si Chiama OPEN DATASecondo i sostenitori del movimento Open data, i dati andrebbero trattati come beni comuni; di seguito alcuni degli argomenti usati.
• I dati appartengono al genere umano. Esempi tipici sono i genomi, i dati sugli organismi per la scienza medica, dati ambientali e meteorologici, ecc.• I dati prodotti dalla pubblica amministrazione, in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili
• Restrizioni sui dati e sul loro riutilizzo limitano lo sviluppo della comunità
• I dati sono necessari per agevolare l'esecuzione di comuni attività umane (ad esempio i dati cartografici, le istituzioni pubbliche, ecc.)
• In campo scientifico il tasso di scoperta è accelerato da un migliore accesso ai dati.
• E' essenziale che i dati scientifici siano resi aperti per fare in modo che la scienza sia più efficace e la società ottenga il massimo beneficio dalle ricerche scientifiche
L'open data nel mondo
Dati.gov.it è solo il più recente portale nazionale dei dati aperti dopo una serie di data store governativi lanciati negli ultimi anni. Il primo e più celebre, che ha sostanzialmente fatto da modello ai successivi, è stato Data.gov americano, lanciato dal governo Obama a seguito della Direttiva sull’Open government nel dicembre 2009; di lì a pochi mesi anche il Regno Unito ha aperto il suo Data.gov.uk fortemente voluto e sponsorizzato da Tim Berners-Lee “l’inventore del World Wide Web”. In pochi anni la pratica degli open data e dei data store governativa si è estesa fino in Australia con Data.gov.au, Canada con Data.gc.ca, Norvegia con Data.norge.no e Francia con Data.gouv.fr. Mentre il primo data store made in Italy si è avuto su iniziativa della regione Piemonte, che nel maggio 2010, ha aperto Dati.piemonte.it, quasi un anno dopo anche la regione Emilia Romagna ha pubblicato il proprio data store regionale Dati.emilia-romagna.it.













