L’Associazione TRENO D.O.C. organizza la settima edizione del TRENO DEI TEMPLI – Palermo Centrale – Agrigento Tempio di Vulcano.
Il convoglio storico siciliano di Trenitalia s.p.a. affidato a TRENO D.O.C. il giorno 25 marzo partirà da Palermo Centrale per raggiungere la Valle dei Templi di Agrigento, alla quale i viaggiatori potranno accedere dalla fermata di Tempio di Vulcano. Questa fermata consente un accesso diretto al Giardino della Kolymbetra, splendido luogo ricco di suggestioni gestito dal FAI Fondo Ambiente Italiano e al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Il 25 marzo in occasione del Treno dei Templi sarà ufficialmente inaugurata la locomotiva elettrica E626.428 il cui restauro estetico è stato eseguito dai soci di TRENO D.O.C.. Inoltre sarà la prima uscita della locomotiva E626.045 recentemente affidata a TRENO D.O.C.
Il convoglio pertanto avrà una composizione davvero interessante, con doppia trazione simmetrica costituita da due locomotive del gruppo E626!
Prosegue così la collaborazione tra l'Associazione TRENO D.O.C. e la Direzione Regionale Sicilia di Trenitalia s.p.a. che dal 2005 offre agli appassionati della ferrovia un modo originale di fruire delle bellezze del paesaggio siciliano e della ricchezza di cultura che contraddistingue la nostra isola, raggiungendo le mete di interesse con il treno storico costituito dalle carrozze centoporte in livrea castano e isabella.
La manifestazione si svolge con il patrocinio dell'Assessorato Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, dell'Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, del Comune di Agrigento e del Comune di Porto Empedocle.
Inoltre l’Associazione TRENO D.O.C. si avvale della collaborazione del Fondo Ambiente Italiano, che ha organizzato uno speciale benvenuto ai viaggiatori che scenderanno dal treno storico alla fermata Tempio di Vulcano e curerà in modo particolare la permanenza dei viaggiatori al Giardino della Kolymbetra. La visita al giardino sarà assistita da guide che ne descriveranno le particolarità storiche ed ambientali.
Infine, l’Associazione TRENO D.O.C. si avvale della collaborazione dell’Associazione Ferrovie Kaos, con la quale è organizzata l’accoglienza alla stazione di Porto Empedocle di coloro che desiderano vedere da vicino e visitare il convoglio storico siciliano.
Programma della giornata
07:25 apertura del check-in alla stazione Centrale di Palermo
07:55 partenza del convoglio
08:11 fermata a Bagheria
08:39 fermata a Termini Imerese
09:10 fermata a Roccapalumba Alia
10:35 arrivo a Tempio di Vulcano
Tempo libero per la visita al Giardino della Kolymbetra e per la colazione in zona riservata.
13:00 distribuzione della colazione a sacco ai viaggiatori che la hanno prenotata.
Facoltativa: visita al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi (acquisto del biglietto sul posto).
16:00 rientro alla fermata Tempio di Vulcano
16:27 partenza del convoglio storico
17:49 fermata a Roccapalumba Alia
18:16 fermata a Termini Imerese
18:37 fermata a Bagheria
18:50 arrivo a Palermo Centrale – fine della manifestazione
Colazione a saccoLa colazione a sacco, confezionata da “L’Antico Forno” di Raffadali, è costituita da alcuni prodotti tipici locali da forno: “Muffulettu cunzatu” con olio extravergine di oliva, aromi, fette di pecorino primosale; “Cuddiruni cu i zarchi” - pizza ripiena con patate, cipolla e bietola selvatica; “Mbuliata” pane croccante con olive nere, salsiccia, olio e pepe nero.
Comprende inoltre frutta (Mandarini di Sicilia n° 2 frutti) e acqua (bottiglia ½ litro).
Sul treno sarà disponibile anche un servizio di piccola ristorazione (caffè, acqua, ecc.)
CostiCon partenza da Palermo: adulti € 22,50 - ridotto ragazzi € 13,50;con partenza da Bagheria: adulti € 21,50 - ridotto ragazzi € 13,50;con partenza da Termini Imerese: adulti € 19,50 - ridotto ragazzi € 12,50;
con partenza da Roccapalumba Alia: adulti € 16,50 - ridotto ragazzi € 10,50.
Colazione a sacco (facoltativa): € 7,50.
Precisazioni sulle tariffeLa tariffa comprende l’ingresso e la visita del Giardino della Kolymbetra.I bambini di età inferiore ai 4 anni viaggiano gratis, senza posto a sedere garantito.
I ragazzi che non hanno ancora compiuto i 12 anni accedono al biglietto ridotto.
Si precisa che, come da indicazioni della Direzione Regionale Sicilia di Trenitalia, sul treno speciale “Treno dei Templi” sono sospese tutte le forme di agevolazione e/o riduzione tariffaria, comprese quelle per i dipendenti Trenitalia.Le tariffe non comprendono il biglietto per la visita al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, che è facoltativa. È possibile l’acquisto del biglietto sul posto, con accesso diretto dal Giardino della Kolymbetra.
Modalità di acquisto
L’acquisto dei biglietti per partecipare al Treno dei Templi è possibile solo ed esclusivamente presso gli uffici del Dopolavoro Ferroviario di Palermo, in via Antonino Pecoraro n° 2 (palazzo adiacente alla stazione Palermo Notarbartolo) – tel. 091 6268292.
La vendita dei biglietti (orario: 10:00-13:00 e 16:00-18:30) avrà inizio venerdì 16 marzo e proseguirà sabato 17 marzo e l'intera settimana da lunedì 19 a sabato 24 marzo, sempre con orario 10:00-13:00 e 16:00-18:30.
PrenotazioniA partire dalla pubblicazione del presente articolo è possibile prenotare i posti sul Treno dei Templi inviando una email all’indirizzo info@trenodoc.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , con un massimo di sei posti per email.
A tale scopo occorre specificare nella email cognome e nome del responsabile della prenotazione con il relativo indirizzo email ed un recapito telefonico, al quale verranno inviate eventuali comunicazioni.
Inoltre occorre elencare cognome e nome degli altri partecipanti (max. 5) per i quali si prenotano i posti, specificando luogo di partenza e eventuale prenotazione della colazione a sacco.
Infine, indicare l’importo totale della prenotazione.
Verrà inviata una email di conferma della prenotazione.Attenzione: tutte le prenotazioni che non saranno perfezionate entro martedì 20 marzo con l’acquisto dei relativi biglietti saranno considerate decadute ed i relativi posti saranno posti in vendita. Naturalmente, chi non confermerà la prenotazione entro il limite indicato potrà sempre acquistare successivamente i biglietti nei soli limiti delle disponibilità.
Abbiamo reperito in rete questo documento molto interessante riguardante la storia dello stagnone e il suo progetto di recupero.
"La costruzione risale ad età posteriore a quella della Chiesa Madre, la data della quale si fa risalire tra gli anni 1752-1756. Venne costruito per la raccolta e la conservazione dell’acqua “…da distribuire agli abitanti del paese per tutti gli usi, poiché da tempo soffrivano una grave carenza idrica…”. Lo “stagnone d’acqua” è con molta probabilità opera architettonica di Fra Felice da Palermo, al secolo il frate cappuccino Giovanni Battista La Licata, nato a Palermo nel 1751 e ivi morto il 10 agosto 1824, nell’infermeria del convento dei Cappuccini sempre a Palermo. Tra i tanti motivi che hanno indotto il principe di Belmonte a costruire una grande cisterna sotterranea per la raccolta dell’acqua anziché all’esterno, ce ne fornisce una dotta spiegazione scientifica, l’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico che operò in Sicilia nella prima metà del Settecento: il principale motivo della prima elevazione, era quello di riuscire a “… mantenere l’Acquedotti senza poter patire fratture, deve essere quel terreno libero di qualsivoglia radice d’albero, o altre erbe di campagna, ed essendoci, si devono tagliare, e mantenersi lontani almeno piedi cinque dall’Acquedotto d’una parte, e l’altra. Siano…”.1. Lo Stagnone è costruito interamente sulla roccia viva con una capacità di 1715 metri cubi di acqua. Tutta la struttura è in pietra di roccia e calce semplice, con rivestimento esterno di calcestruzzo battuto della stessa materia sono ricoperti i muri di cinta e il pavimento. Questo fa sì che la durezza delle pareti e quella del pavimento hanno mantenuto integro l’aspetto originario dell’architettura. La copertura è costruita a volte dammusate per far si che l’acqua piovana si accumulasse nello stesso punto. “… L’acqua allo “stagnone”, giungeva dalla soprastante sorgente, detta localmente a giarritedda che nasce nella Chiusa d’Elia, a pochi metri del Beveratoio Vecchio alle falde del Pizzo di Belmonte. Quest’ultimo è un massiccio roccioso che sovrasta il centro di Belmonte Mezzagno. La polla d’acqua non è distante in linea d’aria dalla “sella” dell’antica “Scala di Belmonte”, nota nella letteratura storica anche col toponimo di “Scala di Palermo” o di “Scala dei Muli…”. Attraverso una canalizzazione catusata, lunga circa 200 metri, l’acqua incanalata raggiungeva lo “stagnone d’acqua” grazie alla forte pendenza collinare.2. L’acqua era incanalata all’interno di un antico ingrottato
ancora l’Acquedotti convenevolmente sotterra, per conservarsi meglio, e difendersi dalle Stagioni
Da alcuni documenti archivistici della fine del Settecento, reperiti all’archivio di Stato di Palermo alla Gancia, la presenza di Fra Felice da Palermo nella baronia di Belmonte Mezzagno, è attestata a partire dal 1795. Studiando il numeroso carteggio
che il principe di Belmonte ebbe con vari personaggi della Baronia del Mezzagno, si evidenzia che le mansioni affidate al frate cappuccino, non si erano limitate ai soli lavori tecnici, ma andavano ben oltre, e ciò è deducibile dai contenuti che lo
raffigurano quale uomo di fiducia dei nobili. Le notizie degli ultimi anni della fine del secolo XVIII, infatti descrivono frate Felice ovviamente come architetto ed ingegnere idraulico, titoli acquisiti grazie agli studi, alle realizzazioni, alle modifiche o alle riparazioni di taluni sistemi di raccolta d’acqua
Quindi all’acqua piovana accumulatasi attraverso la copertura si aggiungeva quella della piccola sorgiva distante dal paese circa 1 km. La costruzione pare che abbia avuto un notevole costo come si deduce dai documenti storici, e tale costruzione ha un indubbio valore tecnico-artistico
alla quota di m. 560, che raggiungeva l’ingresso del grande recipiente, alla curva di livello di m. 410; un dislivello quindi di m. 150, notevole per un così breve tratto”3.