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L’associazione di volontariato “Tuteliamoci Onlus” e il gruppo scout “Palermo 2” organizzano la Seconda Mensa dei Poveri che si svolgerà domenica 13 luglio nel quartiere periferico palermitano, Acqua dei Corsari. Dopo il successo della prima, avvenuta il 30 marzo scorso, presso i locali della Parrocchia “SS. Crocifisso” del quartiere, dove numerosi indigenti hanno potuto gustare un pranzo completo formato da: primo, secondo e dessert, l’organizzazione intende ripetere l’iniziativa. L’evento avrà luogo ad Acqua dei Corsari domenica 13 luglio, sarà patrocinato da: Lions Club Palermo Mediterranea e Lions Club International.
Tuteliamoci ringrazia il partenariato, il presidente della Seconda Circoscrizione, Antonio Tomaselli; e il consigliere della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Guaresi; per l’impegno mostrato al fine di realizzare l’evento, sostenendo attivamente l’associazione nata l’11 settembre 2012, presieduta da Carmelo Castello e con sede operativa al civico 169 di Via Galletti a Palermo e che sin da allora, si impegna a migliorare lo stato delle famiglie di Acqua dei Corsari attraverso un centro, aperto sei ore al giorno per sei giorni alla settimana, dove si svolgono diverse attività, tutte gratuite. Tra queste: aiuto agli indigenti, distribuzione prodotti Agea, raccolta e distribuzione di beni di prima necessità, come le medicine e gli indumenti.
Tuteliamoci, in diverse iniziative collabora con le molteplici realtà associative del territorio come: gruppo scout “Palermo 2”, G.L.A., Magnavis, A.M.A.P., A.N.L. A. Nazionale, Associazione “Nuovo Mondo”, Gruppo Cinofili dei Mille, Archè di Villabate e Pro Loco Belmonte Mezzagno.
Il presidente Carmelo Castello commenta: “ La situazione sociale del nostro quartiere è un dramma, quasi un bollettino da guerra. Molte persone dormono nella propria automobile, altre non hanno nemmeno quella, C’è bisogno dell’aiuto di tutti. Ognuno può donare ciò che può. Aiutateci ad aiutare ”.
http://www.trinacrianews24.it/2014/06/24/palermo-tuteliamoci-gruppo-scout-palermo-2-propongono-seconda-mensa-dei-poveri/#.U6pxUUDolGM
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Abbiamo acceso i motori ... parte il progetto "un'estate a colori"
Un’estate a colori è un progetto d’animazione socio-culturale di un mese per i bambini dai 6 agli 11 anni. Ha tre obiettivi: animazione socio-culturale, recupero di uno spazio fisico di gioco, un nuovo modo di relazioni dove incontrare l’altro significa conoscere se stessi e dove base del crescere insieme è la gioia di stare insieme nei valori sani di fraternità e pace.
Un’estate a colori è portato avanti da uno staff di animatori professionisti insieme a operatori del luogo che permettono continuità dell’intervento.
"E’ ora che i grandi imparino un po’ dai più piccoli"
Un’estate a colori è un progetto studiato secondo le più moderne tecniche pedagogiche .. è un percorso dove si coniuga il divertimento e la "crescita" del bambino....

Sabato 7 giugno .... ORE 16.00 - 18.00 Belmonte
PER I TUOI BAMBINI FAREMO DUE ORE D'ANIMAZIONE E DAREMO TUTTE LE INFORMAZIONI SULLE MODALITA' DI PARTECIPAZIONE AL PROGETTO "UN'ESTATE A COLORI"
Molteplici e differenti sono le definizioni date al termine animazione. Non è facile orientarsi.
C’è chi assimila la figura dell’animatore a quella dell’intrattenitore da villaggio turistico o chi la confonde con colui che possiede tante <<tecniche>>. Animatore è, innanzi tutto, una mente pensante e un cuore sensibile. Appassionato della vita, l’animatore si rapporta con fiducia alla realtà, credendo nel valore del gruppo, nel rispetto dell’originalità e della dignità del singolo. Noi crediamo che il gioco è serio quando "sembra inutile", che saper giocare è saper vivere, che il gioco è cultura.
TI ASPETTIAMO -
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Il C.I.A.P.I. acronimo del Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato , dopo aver avviato il progetto prometeo a Ragusa , con l’obiettivo di formare soggetti idonei alla cura dei diversamente abili , si sposta a Palermo, precisamente a Belmonte Mezzagno. Il corso, annunciato poche settimane fa, ha come obiettivo finale quello di formare delle figure in grado di provvedere hai bisogni dei diversamente abili afflitti da gravi patologie. Il seminario, che durerà 810 ore, si concentra infatti su tematiche quali anatomia e fisiologia, elementi di igiene, patologia e farmacologia, in modo tale da offrire un assistenza diretta e potenziare il livello di autonomia ai soggetti non autosufficienti . I candidati , 15 in totale , riceveranno una retribuzione pari a 4 euro al giorno e dovranno presentarsi entro i primi di maggio , data a cui si adduce l’inizio del corso.
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Con Fondi PON FESR 2007-2013 al via la gara per la ristrutturazione della palestra e l'isolamento termico dell'involucro edilizio per un importo di circa 250.000 euro.
Il plesso è quello di via Papa GIovanni XXIII.
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Comunicato Stampa
LA PORTA ARANCIONE
Istituzioni e Volontari
insieme per le necessità dei più piccoli
Il 4 febbraio prossimo venturo alle ore 10,00, nei locali della Direzione Didattica si terrà l'incontro di condivisione con istituzioni e agenzie (Parrocchia S.S Crocifisso, Istituti scolastici locali, Comune di Belmonte Mezzagno, servizio socio-pedagogico distretto S.S . 42 , agenzie del privato sociale e famiglie) per l'implementazione del progetto “La Porta Arancione”. Questo progetto prevede attività di tutoraggio rivolte ad alunni della scuola media inseriti alla frequenza dell'istituto comprensivo e misure e laboratori indirizzate a famiglie e bambini inseriti alla frequenza dellla scuola primaria e dell'infanzia di questa Direzione Didattica.. Il progetto avrà decorrenza immediata e si concluderà con la fine dell'anno scolastico in corso e rappresenta un'importante azione di coinvolgimento di tutta la comunità educante, che lavora in favore di giovani e bambini del territorio.
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La cultura non è un lusso, è una necessità Gao Xingjian, La montagna dell'anima, 1989
Se guardiamo alla nostra comunità e a quanto è stato fatto in termini di opere pubbliche nell’ultimo ventennio l’una e sola cosa ottima e ben funzionate è la biblioteca comunale, un piccolo tempio della cultura, del saper fare e dell’amore. E’ l’una e sola entità istituzionale che emana calore in questa valle desolata, lo emana perché chi ci lavora la ritiene casa propria, un bene da proteggere, lo è perché riempie un vuoto, da pienezza alle ricerche di piccoli e adolescenti. Lo è perché è stata in grado di stare al passo con i tempi e di portare la rivoluzione della banda larga a portata di tutti piccoli e non, anche di chi non può permettersi un abbonamento con le compagnie telefoniche. E’ un servizio al cittadino, unico ed insostituibile.
Eppure si consente di definirlo non prioritario, “servizio periferico” e si consente di spegnere la luce, quella poca che serve per rimanere aperti sino alle 8 di sera con 4 pc accesi.
Così come per Cesare Zavattini“ per me cultura significa creazione di vita”, per me cultura vuol dire dare una possibilità, offrire un’alternativa ed oggi non possiamo permetterci di stare 100 giorni senza luce nell’unico centro culturale del paese, sono 100 giorni persi per una generazione che ha bisogno di correre, di apprendere, perché domani sarà chiamata a guidare una famiglia, sarà chiamata a delle responsabilità come cittadino e come essere umano. Dovrà proteggere se stesso e gli altri dall’inquietudine della massificazione, dovrà contribuire ad un miglioramento necessario che non può e non deve essere arrestato.
Da piccoli rimangono segni indelebili, come a me rimangono le immagini della strage di Capaci segno di uno stato che non c’era e non c’è tutt’ora, oggi lasciamo a loro il segno di un’amministrazione non in grado di accendere quattro lampadine, di un sistema “giustizia” che consente buchi da 1 milione di euro solo alla voce ENEL e senza che alcuno ne paghi le conseguenze, senza che alcuno muova un atto di accusa, senza che alcuno rimborsi e con le devastanti conseguenze sociali che un operare così incosciente ha generato. Ed è a mio parere ancor peggio dell’assenza dello Stato, perché se non c’è il “comune”, così geograficamente vicino figuriamoci lo Stato o l’UE…
Chi si prende queste responsabilità ? Saranno come noi, diranno “tanto non cambia nulla” , “munnu a statu e munnu sarà”!
100 giorni sono già troppi ma non tanto per il fatto in sé, grave si, ma per il risvolto sociale che ha avuto “nei grandi” di questa cittadina, un risvolto NULLO, nulla si muove, questa è la morte della cultura. Un disinteresse procrastinato sino all’auto distruzione.
Della cultura ne sottovalutiamo la forza, spesso eretica e necessaria che possiede. Devono manifestare i bambini ? Ma ci guardiamo intorno? E’ tutto spento se osserviamo per bene, c’è un moto perpetuo biologico, “si tira a campare” senza sperare ed osare al meglio. La nostra diligenza viaggia senza meta perché non comprendiamo i meccanismi che ci governano, perché non siamo stati in grado di creare modelli relazionali con le cose che ci stanno attorno e coi poteri visibili e non che ne determinano l’agire.
Vogliamo un mondo migliore ? Si per la miseria! E allora dobbiamo innaffiare l’albero della vita, innaffiare i nostri semini che diverranno adulti e certamente più preparati alla sfida del cambiamento che passa prima di tutto per la comprensione di sé e del mondo, ma senza stimoli alla cultura faremo solo passi indietro, è naturale che ciò accada.
Diceva Karl Kraus “Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l'aspetto di giganti.”, ed i giganti di oggi pur essendo così brutti (vedi Enrico Letta e Angelino Alfano) dimostrano di fare ciò che gli pare e piace pur di rimanere tali, così lontani, potenti, incomprensibili e sempre con la scusa pronta.
Dobbiamo consentire alle nuove leve di poter essere ciò che vogliono avendo la consapevolezza della responsabilità che ogni singola azione comporta, di poter lottare alla pari, da giganti a giganti e poi si vedrà, se sono rose fioriranno.
“Una biblioteca potrebbe essere una polveriera.” ma magari, magari…
È allora chiediamo con forza all’attuale amministrazione di dare immediato riscontro risolutivo ad un esigenza improcrastinabile se si ritiene la cultura strategica al benessere collettivo, si faccia qualsiasi cosa anche “carte false” ma il servizio deve essere garantito, spostate l’internet point in locali serviti da corrente elettrica…fate un nuovo contratto intestato ad un prestanome, fate ciò che dovete, concordate un pagamento dilazionato del debito pregresso o a mali estremi, estremi rimedi, fate staccare la luce al centro anziani e diamo luce al futuro, i giovani.
“Il malcontento è il primo passo verso il progresso.”
“A un certo punto non fu più la biologia a dominare il destino dell'uomo, ma il prodotto del suo cervello: la cultura.”
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di Salvatore Migliore
In concomitanza con la prossima venuta a Belmonte (fine prossimo febbraio?) di Padre Mariano, verrà presentato il mio libro “Belmonte Mezzagno: storia – prospettive”. La coincidenza dei due eventi si deve al fatto che, come per circostanze analoghe precedenti, la presentazione del libro sarà anche un’occasione per raccogliere fondi per la Missione Njololo di cui padre Mariano è fondatore e responsabile.
Fatta questa precisazione desidero proporre un passaggio del libro che, sia pure nella sua sinteticità riepilogativa, mi sembra centrale di un progetto che si propone di realizzare un percorso che aiuti Belmonte a crescere. Spero di avere tanti suggerimenti..
“ Ancora una proposta che mi auguro non venga liquidata come ripetitiva e, quindi, da accantonare. Vuole essere, invece, una ulteriore opportunità di sollecitazione a quanti, mi auguro tanti, hanno avvertito, leggendo il libro, la esigenza di un impegno per rispettare il principio della “carte in regola” e, quindi, adoperarsi per costruire un aiuto che serva a fare crescere Belmonte. Un impegno più che mai necessario in questi tempi che stanno segnando la nostra società, la nostra comunità compresa ovviamente, di tante sofferenze. Bello sarebbe, ad esempio, dare inizio nel nostro paese ad un’attività politico-istituzionale-culturale (quanta roba!) con un confronto fra cittadini di buona volontà, utilizzando, magari, come base di discussione, lo schema pubblicato subito dopo, non perché l’unico possibile, ma solo perché, almeno credo, l’unico disponibile. Evidentemente, aperto al contributo di tutti.
Mi auguro che quanto qui auspicato, ma anche in tante altre parti del libro, si realizzi.
Se sono rose fioriranno: spero tanto che siano ROSE!
OBIETTIVO: la crescita della comunità locale
si realizza con
la crescita della qualità della vita della c.l.
si realizza con
una buona politica
si realizza con
la soluzione tempestiva ed efficace dei problemi
si realizza con l’aiuto di
un dialogo/confronto di alto profilo tra:
Politica – Istituzioni – Cittadini
si realizza con : Politica !
Istituzioni ! virtuosi
Cittadini !
lo sono quando hanno le carte in regola
le hanno quando assolvono ai loro compiti
generosamente
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Qualcosa si sta muovendo ....
"Slotmob" è una rete di Cittadini mobilitati per il buon gioco contro le nuove povertà e la dipendenza dal gioco d’azzardo
Il dilagante e irrazionale affidarsi alla ‘dea fortuna’, sta creando nuove vittime, povertà e dipendenze. Si rovinano famiglie, si riempiono i centri di cura delle ASL, si arricchiscono le multinazionali del gioco d’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.
Non stiamo più a questo gioco!
Per questo vogliamo agire su tre fronti:
Richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell'interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili
Non aspettare i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ed agire subito, e soprattutto insieme, dando vita ad uno slot mob, recandoci insieme a fare colazione in un bar che ha scelto la disinfestazione dalle slot e/o altri giochi d’azzardo
Curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale, organizzando, in concomitanza dello slot mob, un torneo di calcio balilla.
Lo Slot Mob partirà da Biella il 27 settembre e il 28 settembre da Milano, e si ripeterà nei mesi successivi in diverse città d’Italia. E’ un modo per “premiare” le virtù civili, e soprattutto fare cultura e opinione. Renderemo la scelta di questi esercenti visibile ed imitabile, attraverso un marchio etico, il coinvolgimento della stampa, i social network ed il passaparola.
In vista dei vari eventi ci stiamo attivando per mappare le città e stilare un elenco di esercizi commerciali che sono già slot-free e di quelli che lo vorrebbero diventare.
Per questo contiamo su ciascuno!
Riusciremo solo se saremo assieme e in rete con i tanti che si stanno già muovendo.
di seguito riportiamo un articolo ironico e interessante .....
( di Andrea Bocconi ) Oggi per fortuna rovinarsi è molto più facile: una volta il gioco d’azzardo vero comportava lunghe trasferte per chi non aveva la fortuna di vivere a Sanremo, a Venezia o a Campione. Naturalmente c’erano bische clandestine a portata di mano in ogni città, ma ci si avventuravano pochi audaci, non certo i pensionati e le casalinghe. Ricordo che il sindaco di un paesello dalle mie parti, Bagni di Lucca, riaprì il casinò per una sera per rompere il monopolio e finì sulla stampa nazionale. Non riuscì a ottenere la riapertura dello storico casinò, con rammarico di un avvocato penalista che aveva già fatto affidamento sulla mole di lavoro che avrebbe portato l’aumento di criminalità che è l’indotto di questa impresa: usura, ricatti, qualche bel delitto.
Tempi lontani, ricordi che quasi inteneriscono: oggi un bel videopoker non si nega a nessuno, c’è la macchinette vicino al bancone del bar dove si prende il cappuccino, tappezzato peraltro di gratta e perdi che ti vengono proposti anche alle poste, appena ritirata la pensione.
Chi si ferma vede persone che ne comprano uno, poi un altro, poi un altro…o che passano la mattinata alle slot machine.
Ma, si dice, lo
stato incassa ottocento milioni da queste attività, con la vendita delle
licenze, e se non lo facesse farebbe un gran favore alla malavita, a cui si rivolgerebbero i giocatori. Peccato che
molte persone siano affette da una patologia grave, la ludopatia, e siano così incoraggiate nella loro patologia, che avrà costi indiretti molto superiori agli ottocento milioni. Per non parlare del danno sociale, delle famiglie rovinate, del ricorso all’usura. Già i
Sert trattano queste dipendenze, come quelle da sostanze: eroina, cocaina etc.
E allora siamo coerenti, vendiamo alle drogherie licenze anche per queste sostanze: la qualità sarebbe
controllata, la malavita perderebbe l’esclusiva sul business e il consumatore non dovrebbe avventurarsi nei parchi di notte per trovare ciò che cerca. A Scampia un bel supermercato, anche se sospetto che il gestore sarebbe il solito.
Si potrebbero anche ideare delle macchinette più economiche per i minorenni, per allevare i nuovi benefattori dello stato.
Oppure si potrebbe cambiare bar e non andare in quelli con le slot machine, smettere di dare licenze per nuove sale giochi, proporre agli studenti la lettura de Il giocatore di Dostoevskji, rendere più difficile l’accesso ai giochi. La cosa più insopportabile è la pubblicità con le sue ipocrite avvertenze:gioca responsabilmente. Sniffa ma solo il sabato, bucati ma attento all’overdose.