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Palermo, 12 luglio 2014 - Comunicato stampa ufficiale Carabinieri
I Carabinieri della locale Stazione in stretta collaborazione con i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Misilmeri, a seguito di complesse indagini sono riusciti a trarre in arresto BOTTINO Giovan Battista , classe 1969, originario e residente a Belmonte Mezzagno per tentata estorsione e ricettazione.
Le indagini, avviate a seguito della denuncia da parte della vittima, alla quale erano stati rubati due veicoli ( una fiat panda ed un motociclo honda transalp ) dalla propria abitazione di residenza, situata in Misilmeri, in zona confinante con il territorio del Comune di Belmonte Mezzagno, hanno permesso di risalire all’estortore, il quale, si era reso disponibile a fargli riottenere quanto ingiustamente toltogli dietro il pagamento di una somma di denaro.
I servizi di osservazione e pedinamento realizzati in cooperazione dai due reparti dell’Arma dei Carabinieri, hanno permesso di risalire al pregiudicato belmontese il quale veniva fermato dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di Misilmeri mentre, a bordo di uno dei mezzi rubati, percorreva la S. P. 37 diretto verso il capoluogo siciliano al fine di disfarsene.
La vicenda si è quindi conclusa con la restituzione del veicolo al suo legittimo proprietario e l’arresto del BOTTINO che è ad oggi ristretto presso la propria abitazione di residenza in regime di custodia cautelare.
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Il 2 aprile al cinema king di Misilmeri saranno premiati anche Sergio Vespertino e DimartinoE' l'evento degli eventi per Misilmeri,centro alle porte di Palermo, Misilmeri Oscar, spettacolo organizzato dall'associazione "Misilmeri è viva", è ormai diventato un appuntamento imperdibile per mettere in risalto le positività della cittadina con le premiazioni dei cittadini eccellenti.Sono gli stessi cittadini misilmeresi, attraverso una votazione durata oltre un
mese, a scegliere i vincitori tra 110 nomination. Cantanti,ballerini associazioni, eventi culturali, sportivi, religiosi ma anche gli studenti della scuola. Tutti in lizza in una competizione sana che stimola le eccellenze a fare sempre meglio per emergere e meritare l'ambito premio.Anche quest'anno nella notte di gala, in scena il 2 aprile al cinema king di Misilmeri, verranno assegnati dei premi speciali a personaggi illustri che si sono distinti in vari settori, ad iniziare da Vittorio Sgarbi, celebre critico d'arte al quale verrà assegnato un premio speciale per il suo impegno in campo artistico e culturale.Il premio "identità siciliana" invece verrà assegnato a Sergio Vespertino per i suoi meriti nella diffusione della lingua siciliana attraverso la sua travolgente comicità, mentre Il premio orgoglio misilmerese sarà assegnato al cantautore misilmerese Antonio Di Martino che ha riscosso negli ultimi anni grandi consensi di pubblico e critica.Anche "piccoli" grandi ospiti a Misilmeri nella serata presentata da Massimo Minutella, come la giovane Miriam Di Pisa, vincitrice della IV edizione di "Io Canto" e Alex Bisconti, che ha interpretato il ruolo del giovane Arturo nel film "La mafia uccide solo d'estate" di Pif."Manifestazione come queste servono a tirar fuori il meglio di Misilmeri, a ridare morale ad un paese con le ruote sgonfie che ha voglia di rialzare la testa e ritornare a sorridere". Commenta Vito Lo Franco, presidente dell'associazione misilmerese organizzatrice dell'evento.Appuntamento il 2 aprile alle ore 20:45 al cinema king di Misilmeri. Ingresso gratuito.lo staff di Misilmeri Blog -
Per rilanciare la Misilmeri giusta e onesta, auguriamo a tutti i Misilmeresi ed in particolar modo all'ass. Misilmeri E'viv@ un'ottima riuscita della manifestazione.
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Pietro D'Aì e Giampiero Marchese avrebbero consentito
alle cosche locali di infiltrarsi nell'amministrazione
I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno notificato due avvisi di garanzia a Pietro D'Aì, sindaco di Misilmeri, paese del palermitano, e Giampiero Marchese, geometra ed ex vicepresidente del consiglio comunale. Entrambi sono indagati per concorso in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, avrebbero consentito alle cosche di Misilmeri di infiltrarsi nella politica e nell'amministrazione comunale. Nell'ambito della stessa inchiesta, che è una tranche dell'operazione denominata «Sisma» che decapitò il clan, i militari hanno perquisito le abitazioni del capo ufficio tecnico dei Comuni di Misilmeri e Altavilla Milicia e del presidente del cda del consorzio tra Comuni Metropoli Est.,
05 luglio 2012 (modifica il 06 luglio 2012)
corriere del mezzogiorno
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I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato 17 persone (uno è ricercato) su disposizione del Tribunale di Termini Imerese per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e rapina in concorso. L’operazione denominata “Piazza Pulita” conclude una complessa attività investigativa, sviluppata dalla Compagnia Carabinieri di Misilmeri con la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese (Procuratore Capo Alfredo Morvillo e Sostituto Procuratore Giacomo Urbano).I soggetti interessati dal provvedimento cautelare:1. URSO Massimiliano 36enne di Misilmeri;
2. DIOGUARDI Loredana, 38enne di Misilmeri, convivente dell’URSO;
3. DI GRIGOLI Vincenzo, 48enne di Palermo;
4. VITRANO Nunzia, 42enne di Misilmeri, compagna del DI GRIGOLI;
5. CIRRITO Domenico, 19enne, figlio della VITRANO;
6. BENIGNO Santo, 40enne di Bagheria;
7. SERRA Francesco, 35enne di Misilmeri, frazione Portella di Mare;
8. VIVIRITO Giuseppe, 40enne di Palermo;
9. ROMANO Giovanni, 37enne di Palermo;
10. GUIDA Antonino, 41enne di Palermo;
11. GUIDA Fabio, 31enne di Palermo;
12. PEREZ Davide, 22enne di Belmonte Mezzagno;
13. SCHIMMENTI PATINELLA Giovanni, 27enne di Misilmeri;
14. LIOTTA Paolo, 31enne di Avola (SR);
15. DI MARZO Angela, 49enne di Melito di Napoli;
16. PALADINI Ciro, 44enne di Napoli;
17. RUSSO Fabio, 25enne di Napoli.Le indagini hanno preso spunto nel 2010, e hanno consentito di individuare una rete di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish nell’hinterland orientale di Palermo, con particolare riguardo alla piazza di spaccio di Misilmeri, il cui giro d’affari è stato stimato in oltre 15.000 euro settimanali.Le indagini hanno inizio quando, nel corso di un controllo alla circolazione stradale, un giovane di Misilmeri, assuntore abituale di cocaina, dichiara di averla acquistata in quel centro da un certo “Massimo” poi identificato in Massimiliano Urso, uno degli arrestati.I militari davano quindi inizio a un’intensa attività a carico del giovane Urso che, consentiva di delineare il suo ruolo attivo nello spaccio di stupefacenti sulla “piazza” locale ed a Palermo (in zona corso dei Mille), e di identificare altri soggetti a lui vicini che collaboravano nell’approvvigionamento e nello spaccio al dettaglio.In particolare, le attività investigative hanno consentito di appurare che l’Urso era noto a Misilmeri quale punto di riferimento per quanti avessero voluto, anche occasionalmente, acquistare stupefacenti. A suo carico sono emersi oltre 100 episodi di spaccio di singole dosi, la maggior parte delle quali recuperate e poste sotto sequestro.Lo spaccio spesso era preceduto da una chiamata o da un sms dell’acquirente, che proponeva all’Urso di incontrarsi in uno dei bar della piazza centrale di Misilmeri. La dose era indicata col termine “birra” o “mezza birra”, secondo il quantitativo da acquistare, un grammo o mezzo grammo. La consegna avveniva quindi su appuntamento, in luoghi aperti al pubblico, in modo da non destare alcun sospetto.Il giovane pensava di avere messo a punto un sistema infallibile: si muoveva a bordo di una motocicletta di grossa cilindrata e portava con se una singola dose, così che, in caso di controlli da parte dei Carabinieri avrebbe rischiato al massimo una segnalazione alla Prefettura per uso personale di stupefacenti. Non aveva tuttavia immaginato che i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Misilmeri lo stessero monitorando a distanza.L’Urso inoltre – come già detto – si avvaleva di persone a lui vicine che lo coadiuvavano nello spaccio: la sua convivente e compagna Loredana Dioguardi Loredana, Santo Benigno, Francesco Serra, Domenico Cirrito, Giuseppe Vivirito, Daniele Perez.A procurare loro lo stupefacente, principalmente cocaina, era DI GRIGOLI Vincenzo (detto Maurizio), che veniva talvolta collaborato dalla compagna VITRANO Nunzia, madre di CIRRITO Domenico inserito nel giro dello spaccio proprio dalla donna.La droga veniva fornita anche ad acquirenti di Villabate e Palermo, i quali si sentivano evidentemente più tutelati nella loro riservatezza dal sistema di approvvigionamento al dettaglio messo in atto a Misilmeri; l’acquisto su altre piazze di spaccio li avrebbe esposti a maggiori rischi di controlli e alla possibilità di essere segnalati alla Prefettura per uso personale non terapeutico di droga.Le risultanze investigative hanno ricostruito un’articolata catena criminale, che coinvolge anche corrieri residenti nel napoletano, confermando la provincia partenopea quale canale privilegiato di acquisizione dello stupefacente.Difatti DI MARZO Angela, PALADINI Ciro e RUSSO Fabio sul versante napoletano, e GUIDA Antonino, GUIDA Fabio e ROMANO Giovanni sul versante palermitano, hanno dimostrato di riuscire ad ideare e portare a compimento, anche grazie alle loro “conoscenze” importanti nelle piazze di spaccio di Scampia, il trasporto di ingenti quantitativi di eroina dalla Campania, come dimostrato il 24 marzo 2011, quando propriola DI MARZOe il PALADINI vennero tratti in arresto, poiché sorpresi con mezzo chilo di eroina purissima, nel porto di Palermo mentre sbarcavano da un traghetto proveniente da Napoli.Gli altri indagati VIVIRITO Giuseppe e SERRA Francesco fungevano invece da “corrieri”, trasportando chili di droga, soprattutto hashish da Palermo alla provincia di Siracusa, dove veniva acquistata e spacciata da LIOTTA Paolo, residente ad Avola. Proprio il 31 marzo 2011, infatti, il VIVIRITO e il SERRA vennero bloccati e tratti in arresto dai militari sull’autostrada “Palermo-Catania” poiché sorpresi con tre chili di hashish, che stavano trasportando a Siracusa e che erano destinati a LIOTTA Paolo che ne avrebbero curato lo spaccio al dettaglio.A carico dei soggetti implicati nelle attività di spaccio, sono altresì emersi gravi indizi di reità in ordine al reato di rapina, in relazione ad alcuni episodi di violenza con sottrazione di orologi e altri beni di valore ai danni di assuntori abituali in difficoltà nel corrispondere le cifre di acquisto dello stupefacente. L’11 gennaio 2011, mentre erano in corso le indagini, infatti, un giovane di Misilmeri, si presentava pressola Stazione Carabinieridenunciando di aver subito una rapina da parte di soggetti a lui sconosciuti, nel corso della quale gli era stata sottratta la somma contante di euro 150 e un orologio griffato del valore di circa 500 euro. La denuncia trovava invece riscontro nelle indagini in atto da parte dei Carabinieri, i quali erano in grado di stabilire che la rapina subita dal giovane mediante percosse e minacce era stata posta in essere da URSO Massimiliano e SCHIMMENTI PATINELLA Giovanni, i quali evidentemente esigevano il pagamento di una “partita” di droga.L’attività posta in essere dai Carabinieri ha consentito inoltre di identificare oltre 200 assuntori e segnalarli al competente Ufficio Territoriale del Governo.A poco più di due mesi dall’operazione “Sisma” con cui i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo avevano azzerato i vertici della famiglia mafiosa di Misilmeri, i militari della locale Compagnia hanno inferto un altro duro colpo alla criminalità locale, traendo in arresto soggetti che gestivano lo spaccio delle sostanze stupefacenti da Napoli a Misilmeri, con ramificazioni anche nella provincia di Siracusa.Sono tuttora in corso le ricerche di uno dei destinatari del provvedimento, al momento sottrattosi all’arresto.
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Venerdì 25 si sono riuniti i soci dell'ATO PA2 per l'approvazione del Bilancio spalleggiata dal comune di Monreale ma respinta dagli altri comuni soci.
Intanto una circolare esplicativa dell'assessorato regionale all'energia e ai servizi di pubblica utilità impone ai comuni e alle società d'ambito in liquidazione di costituire entro il prossimo 30 giugno le cosiddette Srr (Società per azioni per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti) e dal 30 settembre in poi le società d'ambito non potranno compiere alcun atto di gestione.
Con queste premesse "l'uscita" dall'ATO perde di significato anche se rimane aperta la partita sulle contestazioni. I comuni di Belmonte, Santa Cristina, Altofonte, Piana degli Albanesi ma anche Misilmeri e Marineo stanno discutendo sulle possibilità di cooperazione per la gestione della raccolta differenziata.
Il comune di Belmonte è deciso ci dicono il Sindaco e l'assessore Benigno a partire con una prima sperimentazione di raccolta differenziata porta a porta dal mese di giugno, il primo step coinvolgerà i commercianti ed un quartiere, intesa una circoscrizione elettorale, all'incirca 1000 abitanti.
Al momento verrà escluso l'umido.
Verrà approntato un "eco-calendario" ed un'isola ecologica con degli "scarrabili" dove verranno riversati i materiali raccolti con la metodologia del porta a porta.
Probabilmente verranno utilizzati dei "lapini" anche se si stanno vagliano altre opportunità in virtù della necessità di ridurre al minimo la volumetria dei rifiuti e conseguentemente il numero di viaggi verso i consorzi. E' al vaglio anche una possibile alleanza con altri comuni al fine di effettuare viaggi cumulativi.
Chi effettuerà la raccolta ?
Si consideri che ogni 1.000 abitanti occorre l'impiego di 1,2 persone.
Per coprire la fase sperimentale basteranno i 5 dipendenti transitati dal comune all'ATO mentre per coprire l'intero territorio comunale a calcoli fatti occorrono 13 persone e viste le 15 assegnate dall'ATO il problema occupazionale in ottica futura non si pone.
L'obiettivo in questa fase e quello di monitorare l'andamento e confrontarlo con i costi dell'indifferenziata. Occorrerà l'impegno dei cittadini chiamati a testare la differenziata, va fatta perché lo dice la legge, perché è un atto civico dovuto, perché si potrà in futuro risparmiare.
22/05/2012 Belmonte Mezzagno -
Scusaci Presidente,
se Misilmeri, oggi al tuo passaggio, non ti ha accolto e salutato.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri, nelle sue istituzioni, non era presente al ricordo di Paolo e Giovanni.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri, nelle sue istituzioni, non c’era ai funerali di Stato di Placido Rizzotto.
Scusaci Presidente,
se a Misilmeri la legalità è solo annunciata e non praticata.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri non è in grado di scegliere una classe dirigente che sappia amministrare.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri ha paradossalmente un’aula intitolata ad un suo figlio e non sa, con i fatti, rendergli onore.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri non è rappresentata in Consiglio Comunale.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri rischia per la terza volta di essere commissariata.
Scusaci Presidente,
se a Misilmeri l’opinione pubblica e la società civile vengono zittite.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri non dimostra il coraggio di cambiare.
Scusaci Presidente,
se Misilmeri non ha il coraggio di farti entrare in paese. Un paese non solo pieno di rifiuti ma pieno di vergogna.
Ignorandoti, oggi, Misilmeri, ha ignorato lo Stato.
Ignorandoti, oggi, Misilmeri ha ignorato le istituzioni.
Ignorandoti, oggi, Misilmeri ha ignorato la legalità.
Scusaci Presidente, Scusaci Italia.
Ma una promessa vogliamo fartela: scenderemo in campo come hai chiesto.
L’Italia ne ha bisogno, Misilmeri ne ha bisogno per andare oltre…
Misilmeri News
22/05/2012 Belmonte Mezzagno -
A seguito della recente operazione antimafia, 17 consiglieri comunali tra i quali il presidente e il vice-presidente ritenuti espressione di Lo Gerfo rimettono il mandato.
Così scrive MisilmeriNews
Avevamo chiesto un gesto d’amore per Misilmeri e stamattina è arrivata la notizia. Dopo una riunione notturna nell’Aula Consiliare “Rocco Chinnici”, 17 consiglieri comunali hanno rassegnato le loro dimissioni. In un foglio scritto a mano con un rudimentale verbale sottoscritto da tutti i dimissionari (scaricabile in allegato) si legge: “con elevato senso di responsabilità e nel rispetto della cittadinanza i consiglieri rimettono il proprio mandato rassegnando ognuno le dimissioni”. Solo tre si astengono dal dimettersi (Rosario Lombardo, Domenico Merendino e Giusto Strano).
Dopo il passo fatto dal Consiglio adesso ci aspettiamo che l’Amministrazione prenda una veloce e consapevole decisione in merito: un vero atto d’amore per Misilmeri.
Da Misilmeri News diversi i commenti dei cittadini che inviato anche la giunta alle dimissioni....credo a questo punto che il sindaco, la giunta e tutto il consiglio comunale debbano prendere atto dei malumori e della richiesta della cittadinanza: fate tutti un passo indietro e andate a casa...grazie!
Alcuni commenti dei cittadini"Misilmeri non merita tutto questo, è un paese dove tutto potrebbe andare molto meglio se non ci fossero questi atti di gioco sporco negli appalti e se principalmente non ci fosse il tipico "Pizzo", questo fa indietreggiare molti giovani che hanno intenzione di aprire una attività."
"L´invito a dimettersi é quanto mai opportuno, sinceramente si stà male a leggere e sentire accuminare il nome Misilmeri=Mafia............mi chiedo l´antimafia, quella intellettuale misilmerese, quel´associativismo che gridava all´antimafia e sbandiera quando non c´é da sbandierare, quell´antimafia ché ne fa una professione solo per poter apparire o recitare....... DOV´E´. SPERO CHE CI SIA UNO SCATTO DI ORGOGLIO. Sarebbe il caso che si mobilitassero a fare scendere tutta Misilmeri in Piazza e dare un segnale TANGIBILE a tutto il mondo e far capire che l´orgoglio di essere misilmerese esiste ovunque si sia"
Sarà inevitabile l'invio della commissione prefettizia e del conseguente commissariamento. -
Misilmeri, il Comune nelle mani della mafia
Il presidente del consiglio scelto dal boss
Un altro centro della provincia di Palermo nella bufera per le infiltrazioni di Cosa nostra. I carabinieri arrestano un esponente politico del Pid, Vincenzo Ganci: è accusato di aver fatto da ambasciatore dei padrini nel palazzo di città. In manette anche due capomafia e un imprenditore. Un terzo boss sfugge al blitz, si sarebbe rifugiato nel nuovo Elodorado dei padrini siciliani, il Sudafrica, dove il reato di associazione mafiosa non viene riconosciuto. E così i boss sono sicuri che l'estradizione non verrà mai concessa
di SALVO PALAZZOLO repubblica.it
L'ultimo ambasciatore di Cosa nostra nei palazzi della politica era un consigliere di circoscrizione del Pid, che sperava di essere eletto consigliere comunale di Palermo alle prossime elezioni del 6 e 7 maggio. Vincenzo Ganci, 46 anni, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del nucleo Investigativo, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia lo accusano di aver consegnato ai boss un intero Comune della provincia di Palermo, quello di Misilmeri. Microspie e telecamere hanno sorpreso Ganci mentre si accorda con il capomafia Francesco Lo Gerfo, per pilotare la campagna elettorale e poi fare eleggere un suo cugino, Giuseppe Cimò, presidente del consiglio comunale di Misilmeri.
Video / Il boss e il suo ambasciatore decidono l'elezione
I carabinieri hanno arrestato anche il boss di Misilmeri, Lo Gerfo; poi un altro presunto capomafia della zona, Stefano Polizzi, e l'imprenditore Mariano Falletta. Un terzo boss, Antonino Messicati Vitale, risulta latitante: sarebbe già da mesi in Sudafrica, meta sicura per i padrini siciliani, perché non riconosce il reato di associazione mafiosa (ne sa qualcosa il tesoriere di Totò Riina, Vito Roberto Palazzolo, che per anni ha vissuto tranquillo a Johannesburg). Questa mattina, i militari del Reparto Operativo di Palermo, guidati dal tenente colonnello Paolo Piccinelli, hanno notificato anche un avviso di garanzia, per concorso esterno in associazione mafiosa: il destinatario è il presidente del consiglio di Misilmeri. È probabile che presto arriveranno gli ispettori prefettizi al Comune, questo chiedono la Procura e i carabinieri: è il primo passo per lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Sarebbe la terza volta per Misilmeri, dal 1992.
Ha scritto il gip Luigi Petrucci nell'ordinanza di custodia cautelare: "Le indagini hanno dimostrato che Lo Gerfo, dopo aver indirizzato i voti della consorteria mafiosa e fatto eleggere nell'amministrazione comunale persone a lui vicine, è riuscito a far sì che le stesse ricoprissero ruoli istituzionali nevralgici, come quelli di presidente (Giuseppe Cimò) e vice presidente (Giampiero Marchese) del consiglio comunale di Misilmeri, creando dunque i giusti presupposti per controllare e indirizzare le scelte della pubblica amministrazione in favore degli interessi propri e dell'associazione da lui capeggiata".
Negli anni Novanta, Ganci era stato consigliere comunale a Misilmeri. Poi, la sua carriera era proseguita a Palermo, alla circoscrizione Oreto: in queste settimane, è impegnato nella lista "Amo Palermo", che sostiene la candidatura di Marianna Caronia a sindaco del capoluogo siciliano.
Intanto, continuava a incontrare i boss di Misilmeri. Questo dicono le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dai sostituti Nino Di Matteo, Geri Ferrara, Marzia Sabella e Lia Sava. Dal municipio i boss gestivano appalti, soprattutto per la raccolta dei rifiuti. E poi puntavano a modificare il piano regolatore, per far cambiare destinazione d'uso ad alcuni terreni che avrebbero potuto ospitare la nuova sede di Ikea a Palermo.
Il boss Lo Gerfo invocava prudenza al suo ambasciatore in politica: "Evitiamo un po' di telefonate", gli diceva. "Attenzione, perché se no lo sciolgono il consiglio comunale... e non mi interessa niente"NOTA INVIATA DA VALERIO BARRALE
Sottolineata l'inadeguatezza del precedente titolo(PID Misilmeri....") al post dedicato all'articolo di Palozzolo per Repubblica.it Valerio Barrale tiene a precisare quanto segue rispetto ai ruoli di Ganci e Cimò"Il sig. Ganci è un consigliere di circoscrizione eletto nelle liste del PDL di Palermo nelle elezioni del 2007 che non ha MAI aderito al progetto politico del PID, ne a livello regionale ne tantomeno a livello Misilmerese. Adesso si candida in una lista civica che sostiene il candidato del PID ma che ripeto è una lista civica che si chiama Amo Palermo, come del resto stanno facendo tantissimi esponenti politici palermitani che non hanno MAI aderito al progetto politico del PID (x esempio il consigliere comunale uscente del PDL PALMA ONOFRIO DETTO TOTO’)."
Su Cimò riportiamo agenzia di stampa del segretario regionale del PID ed un'estratto che racconta la traversata di Cimò pubblicato da Live Sicilia.
MAFIA: MAIRA (PID), CIMO' E GANCI NON SONO DEL PIDPalermo, 17 apr.- (Adnkronos) - "Il presidente del consiglio comunale di Misilmeri (Palermo) Giuseppe Cimo', cosi' come il consigliere di circoscrizione Vincenzo Ganci, non fanno parte del Pid". Lo rende noto il coordinatore regionale delPid in Sicilia, Rudi Maira in relazione alla notizia dell'arresto del consigliere di circoscrizione e candidato al Consiglio comunale di Palermo Vicnenzo Ganci, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e dell'avviso di garanzia a Giuseppe Cino'. Quest'ultimo, secondo Maira sarebbe dell'Udc. Ganci é candidato al Consiglio ocmunale di Palermo nella lista 'Amo Palermo' del candidato sindaco Marianna Caronia del Pid-Cantiere popolare.
__________________________________________________________________________ Live SiciliaA giugno del 2010 i misilmeresi lo celebravano. Giuseppe Cimò non era solo stato eletto in consiglio comunale: l’esponente centrista, oggi raggiunto da un avviso di garanzia, aveva stracciato la concorrenza, diventando con 424 preferenze il consigliere più votato. Era stato un plebiscito: colui che di lì a poco sarebbe diventato il presidente del consiglio comunale aveva anche superato i consensi raccolti da intere liste, a partire da quella del Pdl, che si era fermata a quota 400. Naturale, dicono oggi a Misilmeri, che l’assemblea cittadina decidesse di affidargli la poltrona più alta del consiglio: così, l’1 luglio, tutti e 17 i consiglieri che parteciparono al voto optarono per lui alla presidenza. L’unanimità. “Non era mai accaduto prima di oggi”, annotò il sito misilmeriblog.it, molto attento alla vita politica cittadina.L’unità, però, non sarebbe durata. Appena tre mesi dopo le elezioni, il 28 settembre del 2010, l’Udc – la lista nella quale era stato eletto Cimò – si spezzò in due tronconi: da un lato i “cuffariani”, dall’altro i fedelissimi di Pier Ferdinando Casini. Cimò scelse la prima delle due parti: così, a neanche cento giorni dall’elezione alla presidenza del consiglio, Cimò cambiò gruppo, aderendo al Pid. Neanche questa esperienza sarebbe durata: all’inizio di novembre del 2011, infatti, il presidente del consiglio comunale decise di lasciare il partito guidato da Saverio Romano, che fino a tre mesi prima era stato assessore proprio a Misilmeri, per tornare alla casa madre. “Da quel giorno – spiegano dal Pid misilmerese – Cimò passò di fatto all’opposizione. Adesso non c’è nessun legame con lo schieramento del sindaco”. Per un anno, però, era stato in maggioranza. E per un giorno, quell’1 luglio 2010, quella maggioranza è stata del 100%. -
Questo il testo di un biglietto che il PM Maurizio Agnello si è trovato sul banco dell'aula di tibunale il giorno in cui avrebbe dovuto dare il via al processo al deputato regionale Gaspare Vitrano, accusato di concussione.
«Vi siete fatti pubblicità - si legge - sulle spalle di un uomo la cui unica colpa è di avere sempre avere aiutato tutti. Ricordate oggi e sempre che a Misilmeri (paese d'origine del politico, ndr) c'e gente che per l'onorevole Gaspare Vitrano si farebbe ammazzare, che per Gaspare Vitrano è capace di ammazzare».
da Repubblica.it
IL COMMENTO DI VITRANO - «È un episodio spiacevole, evidentemente c'è qualcuno che ha tutto l'interesse a turbare la serenità del processo e vuole depistare. Tutto questo ci danneggia». «Questo episodio mi danneggia e mi mette in cattiva luce. Non penso proprio che ci sia qualcuno a Misilmeri pronto a uccidere per me», continua il deputato, «penso che ci sia qualcuno che lavora per turbare la serenità del processo. Di sicuro chi ha fatto questo è un mio nemico, tra l'altro con connotazione di stampo mafioso». «Faremo un esposto», ha detto il legale di Vitrano, Vincenzo Lo Re, «per sapere chi ha aperto l'aula questa mattina, chi ha fatto le pulizie, se era attivo il servizio di videoregistrazione, chi ha le chiavi dell'aula. Vogliamo andare fino in fondo perchè questo fatto ci danneggia molto».
ASSEGNATA TUTELA AD AGNELLO - Intanto dopo la lettera intimidatoria è stata assegnata la tutela al pm Maurizio Agnello. Il magistrato non è nuovo a simili minacce: nei mesi scorsi gli era stata recapitata una missiva anonima con le targhe delle auto dei familiari. Ad Agnello sono state date l'auto blindata e un carabiniere di vigilanza. La lettera conteneva intimidazioni al magistrato e all'ingegnere Piergiorgio Ingrassia che oggi ha deposto al processo per corruzione.MAZZETTE SUL FOTOVOLTAICO - Vitrano è accusato di avere intascato mazzette per le concessioni legate agli impianti di energia alternativa. Il deputato fu arrestato in flagranza l’11 marzo scorso per concussione. A incastrarlo è stato Gianni Correro, l’imprenditore del fotovoltaico che aveva denunciato la richiesta di tangente. In accordo con la squadra mobile si presentò all'appuntamento con una mazzetta di diecimila euro di banconote fotocopiate in precedenza e una microspia. Le ultime fasi di quel pomeriggio sono state ricostruite in aula, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, dall’imprenditore che ha deciso di denunciare con Vitrano anche Piergiorgio Ingrassia, il mediatore della tangente e direttore dei lavori in due cantieri a Roccamena (Palermo) e Francofonte (Siracusa) che ha patteggiato due anni.RIMESSO IN LIBERTA' - Vitrano è stato rimesso in libertà in primavera ed era sottoposto da circa 6 mesi al divieto di dimora in Sicilia. La terza sezione del Tribunale di Palermo, che lo sta giudicando, gli ha concesso il rientro nell’isola, limitando il divieto di dimora alla sola città di Palermo, in cui hanno sede gli uffici regionali e dell’Assemblea regionale, il Parlamento siciliano.
LE MINACCE - «Noi siamo il potere e senza l'intervento politico andrai incontro a un fallimento». Questa frase degli onorevoli Gaspare Vitrano e Mario Bonomo avrebbe convinto l'ingegnere Piergiorgio Ingrassia, titolare della società di impianti fotovoltaici Enerplus, a scendere a patti con i politici. A raccontarlo, davanti alla terza sezione del Tribunale che processa Vitrano per concussione, è stato lo stesso Ingrassia che ha iniziato a collaborare dopo essere stato arrestato assieme al deputato mentre prendevano una mazzetta da un imprenditore. «Alla fine del 2008 - ha detto il teste - conobbi Vitrano. Si interessò alla mia attività nell'ambito del fotovoltaico e mi fece incontrare Mario Bonomo. Mi dissero chiaramente che senza l'appoggio politico non avrei potuto portare a termine i miei progetti». A quel punto scattò la proposta. «Mi dissero che i lavori - ha proseguito Ingrassia - dovevano essere affidati a ditte di loro fiducia. Accettai perchè avevo paura a rifiutare l'accordo». Il secondo passo fu la costituzione di alcune società di cui Ingrassia aveva il 20%, il restante 80% era di parenti o persone riconducibili a Vitrano e Bonomo. Ma Ingrassia ha raccontato anche di aver dovuto dare ai deputati delle tangenti: «Lo chiamavano "costo politico" - ha detto - Vollero dei soldi quando vendetti la Enerplus per 2,3 milioni di euro». I soldi confluivano in un conto in Svizzera, così come volevano i politici.
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Un cadavere carbonizzato è stato trovato dai carabinieri nelle campagne di Misilmeri, nel Palermitano. Il corpo è stato rinvenuto in contrada Marraffa. Sarebbe di una donna. La vittima giaceva sul ciglio di una strada trasformata in discarica. E' stato un passante a notarla e ad avvertire i carabinieri, ai quali non sono pervenute denunce di donne scomparse. Nonostante il cadavere sia stato sfigurato dalle fiamme, il medico legale non avrebbe riscontrato tracce di colpi di arma da fuoco. Da una prima ispezione sono stati rilevati i segni del fuoco anche sul terreno attorno al corpo. Scartata l'ipotesi, avanzata in un primo momento, che la vittima possa essere Salvatore Unitario, l'uomo di cui si sono perse le tracce dal 7 ottobre scorso.il cadavere potrebbe invece essere di una prostituta nigeriana, la quale scomparsa è stata denunciata qualche giorno fa al commissariato di san lorenzo Dalle prime indagini risulta che il telefono della donna, in una delle sue ultime chiamate, ha agganciato una cella nella zona del paese in provincia di Palermo. Un elemento decisivo per le indagini che si aggiunge ad un altro particolare riscontrato sul cadavere. La donna aveva, infatti, la pancia scoperta.
Fonte: misilmeriblog.it
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Un cadavere carbonizzato è stato trovato dai carabinieri nelle campagne di Misilmeri, nel Palermitano. Il corpo è stato rinvenuto in contrada Marraffa. Sarebbe di una donna. La vittima giaceva sul ciglio di una strada trasformata in discarica. E' stato un passante a notarla e ad avvertire i carabinieri, ai quali non sono pervenute denunce di donne scomparse. Nonostante il cadavere sia stato sfigurato dalle fiamme, il medico legale non avrebbe riscontrato tracce di colpi di arma da fuoco. Da una prima ispezione sono stati rilevati i segni del fuoco anche sul terreno attorno al corpo. Scartata l'ipotesi, avanzata in un primo momento, che la vittima possa essere Salvatore Unitario, l'uomo di cui si sono perse le tracce dal 7 ottobre scorso.il cadavere potrebbe invece essere di una prostituta nigeriana, la quale scomparsa è stata denunciata qualche giorno fa al commissariato di san lorenzo Dalle prime indagini risulta che il telefono della donna, in una delle sue ultime chiamate, ha agganciato una cella nella zona del paese in provincia di Palermo. Un elemento decisivo per le indagini che si aggiunge ad un altro particolare riscontrato sul cadavere. La donna aveva, infatti, la pancia scoperta.
Fonte: misilmeriblog.it
















