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La norma che mirava ad abolire il vitalizio per coloro che sono stati condannati per reati legati alla mafia, è stata bocciata a grandissima maggioranza dall’Ars.
“E’ un verdetto vergognoso – affermano i deputati Cinquestelle – che manda un brutto messaggio alla gente. E la gravità del gesto è ingigantita dal plebiscito contro l’emendamento”.
Intanto è arrivato il parere della Corte dei Conti, che promuove le spese del gruppo parlamentare 5 Stelle, e che invece boccia tantissimi altri partiti all’Ars: Pid, Grande Sud, Pd, Udc, Partito dei Siciliani, Pdl, Drs.
“Lo abbiamo sempre detto – affermano i deputati – che avremmo chiarito tutto. A noi, del resto, venivano contestate cose veramente insignificanti, a dispetto dell’enorme e incredibile rilievo che la cosa ha avuto sui giornali. Capiamo che sono tantissimi quelli che aspettano di beccarci con le mani nella marmellata, ma temiamo che rimarranno delusi in eterno. Ora ci aspettiamo che coloro che hanno titolato con grande trasporto ed enfasi su di noi facciano lo stesso con chi, secondo la Corte dei conti, ha tantissime cose da chiarire”.
http://www.sicilia5stelle.it/ -
http://sollevazione.blogspot.it/
foglio telematico del Movimento Popolare di Libereazione
di Moreno Pasquinelli
22 maggio. Molti sono i fattori che determinano la scelta di voto dei cittadini. Si può votare questa o quella lista per adesione alla visione del mondo di cui è portatrice, per prossimità coi suoi principi etico-culturali, per il vincolo determinato dall’appartenenza ad una classe sociale, per simpatia verso uno specifico candidato, per un atteso vantaggio clientelare, perché votando questa lista si fa un dispetto a quell’altra. E si potrebbe proseguire.
Un fatto è certo: non siamo più nell’Italia del ‘900, dove al potente bipolarismo sociale tra le classi corrispondeva un’altrettanto radicale polarizzazione politica tra blocchi politici, ognuno dei quali era portatore di una visione della società, capitalista da una parte, socialista dall’altra.
Caduti il Muro di Berlino e l’Urss, trasformato, anche formalmente, il partito comunista in un partito borghese, squagliata la comunità proletaria coi suoi organismi difensivi, con la nascita della “Seconda Repubblica”, si riproponeva il bipolarismo di un tempo ma tra due blocchi entrambi capitalisti.
Poi è sopraggiunta la grande crisi sistemica la quale, come noi facilmente intuimmo, era destinata a terremotare l’intero contesto e quel peloso bipolarismo. Sarebbero cresciuti disoccupazione, precarietà, miseria, povertà, disperazione, rabbia, ciò che avrebbe creato lo spazio per un terzo campo politico.
Chi abbia occupato questo campo è evidente: il Movimento 5 Stelle il quale, nel giro di due o tre anni, è diventato il primo partito con influenza di massa: il partito più votato dagli operai, dai disoccupati, dai giovani, dagli studenti, dal popolo delle partite Iva, dai piccoli imprenditori.
Certo contano, e molto, le qualità istrioniche e pirotecniche di Grillo, ma il carburante della sua avanzata è la decomposizione sociale causata dalla crisi sistemica. Chi non capisce questo, come dire, è un cretino, e coi cretini discutere è solo tempo perso.
In poche parole proprio la grande crisi sta dando forma ad un blocco sociale, al blocco di chi sta sotto, di contro a quello di chi sta sopra. Questo organismo ancora informe, ma pulsante, sarà pure microcefalo, non è già un blocco antagonista, tuttavia solo nel “non ancora” c’è la potenza che può diventare atto, l’embrione dell’Italia che sarà.
Chi abbia davvero a cuore la possibilità di trasformare da cima a fondo questo Paese è accanto e con questo nuovo organismo vivente che deve stare, per dargli una forma adeguata, una testa, e non invece marcire nel regno dei morti. Noi di MPL questa scelta abbiamo fatto da tempo, e le prossime elezioni, per quel che valgono (e varranno) confermeranno che siamo nel giusto.
È forse più chiaro, ora, perché abbiamo deciso, l’anno passato, di dare indicazione di voto per M5S. Quanto accaduto da un anno in qua non ci ha fatto cambiare idea, al contrario!
Gli amici che fanno una scelta elettorale astensionista (stendiamo un velo pietoso su quelli che voteranno gli zombi della Lega o Fratelli d’Italia) si sbagliano profondamente.Hanno deciso solo in base al criterio binario “euro sì euro no”, un formalismo autoreferenziale schiacciato sul presente, del tutto incapace di guardare al futuro, di intuire o immaginare quali saranno le future dinamiche dello scontro sociale.In secondo luogo il difetto del discorso astensionista, tra gli altri, è quello di fermarsi ad osservare con la lente potentissima la superficie dei fenomeni politici, mentre la lente a poco serve, poiché occorre il bisturi per squarciarla, e quindi capire cosa pulsi sotto la pelle e sia destinato a manifestarsi, a trasformarsi, quindi a mutare la pelle medesima. In terzo luogo c’è di mezzo una concezione della tattica e della funzione di una posizione politica. Per una piccola organizzazione rivoluzionaria una scelta è anzitutto il modo per posizionarsi (accanto ai vivi? accanto ai morti? accanto al nulla?), e quindi uno strumento, una leva, per incidere sui processi politici di massa. L’astensione, in questo caso, è una non-posizione, è una leva sul puro niente. E niente potrà produrre.
ADDENDUM
Se sono stati colossali i fattori oggettivi la causa più profonda del successo di M5S, adesso, alle porte del 25 maggio, dobbiamo chiederci: i fattori oggettivi che hanno determinato lo sfondamento dei Cinque Stelle sono scemati? si sono affievoliti? oppure hanno aumentato la loro potenza? Io ritengo che questi fattori oggettivi sono ancora più determinanti di un anno fa.
Solo pochi ma indicativi dati.
La disoccupazione è cresciuta senza freni. Migliaia di aziende continuano a chiudere. Come dimostra la ridicola vicenda della TASI, la pressione fiscale continua a crescere (le entrate tributarie sono salite nel trimestre del 5,6% a 27,6 miliardi). Nel frattempo il debito pubblico ha sfondato la quota di 2.120 miliardi, con il particolare che è cresciuta la dipendenza dalla speculazione finanziaria (gli “investitori” esteri detengono ora 652 miliardi di titoli). I consumi, invece di salire, tra gennaio e marzo sono scesi del 3,7%. Il Pil è di nuovo sceso, compreso l’export (-0,8%. Parlavano di “ripresa” e l’inizio 2014 dice che l’Italia è sempre dentro la recessione.
In poche parole abbiamo sotto gli occhi non solo la crescita del pauperismo sociale, ma il totale fallimento delle cure da cavallo mercantiliste.
Le urne non potranno che fotografare questo stato di cose, portando consensi al partito della protesta sociale e diminuendo quelli al fronte della conservazione, approfondendo la crisi di regime e forse gettando il Palazzo nel panico.
I primi ad essere consapevoli che questa sia la tendenza sono proprio le forze dominanti le quali, dopo lo tsunami elettorale del febbraio 2013, sono corse ai ripari, muovendosi su due direttrici: primo, passare di corsa ad un sistema politico compiutamente oligarchico e post-democratico, che quindi blindasse il regime dalla possibilità di una sua caduta; secondo, hanno tirato fuori e fatto scendere in campo la “grande novità”, il “rottamatore” Matteo Renzi.
Per quanto attiene alla prima direttrice, di concerto, le forze di regime, hanno escogitato una legge elettorale fascista che ha uno scopo preciso: fare fuori il Movimento 5 Stelle. Lo ammettono gli stessi Lorsgnoori. L’ex- Ministro della difesa Mario Mauro, a fine gennaio, nella trasmissione Porta a Porta, apertis verbis, affermò: “Non è vero che la nuova legge elettorale è contro i piccoli partiti, è una legge per far fuori un grande partito, il Movimento Cinque Stelle”. Non fosse chiaro il concetto, il viceministro alle infrastrutture Riccardo Nencini ha ribadito: “L’Italicum è nato per mettere fuori gioco M5S”.
A chi convenga una sconfitta elettorale di M5S dovrebbe essere chiaro. Se il blocco dei dominanti terrà le sua posizioni (se cioè il Pd avanzasse in modo consistente) esso si sentirà legittimato a proseguire sulla strada tracciata. Se invece avanzerà M5S e il Pd non ottenesse la vittoria campale attesa, il regime potrebbe piombare in una crisi senza uscita.
Per quanto attiene alla seconda direttrice, i dominanti hanno puntato tutto su Matteo Renzi, considerato l’ultima risorsa prima del diluvio. Partito lancia in resta convinto di stravincere, man mano che la data fatidica del 25 maggio si è avvicinata, egli è passato dalla ostentata tranquillità ad un palese nervosismo. Nel suo comizio del 14 maggio a Palermo, tra i fischi, come in altre piazze, Renzi ha affermato minaccioso: “Le prossime elezioni europee del 25 maggio sono un referendum dove si sceglie la nostra Italia o l’Italia di Grillo“.
Non si poteva esprimere meglio il senso di queste elezioni.
La sera del 21 maggio, ospite della Gruber, Renzi ha ammesso che non spera nemmeno di raggiungere i risultati che il Pd ottenne come Veltroni. Indicativo! Ma ancor più significativo è quando, a domanda sui risultati che si attende, ha affermato: “Grilllo prenderà, in voti assoluti, meno dell’anno scorso. Il Pd un po’ di più di quelli che prese con Bersani”. Un ridimensionamento evidente della aspettative iniziali.
Vedremo. Di certo ai voti assoluti che occorre fare attenzione quando si dovrà capire come saranno andate le cose. Ammesso e non concesso che vada come prevede Renzi, per lui sarà una mezza sconfitta.
E se invece, come ritengo, M5S, i voti li aumentasse?Significherebbe che i fattori oggettivi della crisi si imporranno nelle scelte di milioni di elettori, a scapito dei tentativi diabolici e cosmetici del regime.La sconfitta apparrebbe inoppugnabile. E quindi saremmo entrati in una nuova fase della crisi, col regime indebolito e le forze sociali del cambiamento più forti. -
(ANSA) - MODENA, 23 MAG - Beppe Grillo ha consegnato a Maino Benatti, sindaco di Mirandola comune terremotato, 420.000 euro di attivo raccolti con la campagna elettorale Tsunami Tour.
Serviranno a costruire una nuova palestra a Quarantoli. ''In Emilia siete forti - ha detto Grillo davanti al municipio - Io sono abbastanza ottimista sulla ricostruzione ma il pericolo e' che una volta spenti i fari dell'informazione ci si dimentichi di voi. Non puo' passare il messaggio che adesso qui tutto sia ripartito e vada bene''. -
Le nuove generazioni sono senza padri, sono figlie di NN, dal latino "Nomen nescio : nome non conosco". Sulle loro carte di identità, sui loro documenti di lavoro, nei libretti universitari alla voce "figlio di" risulta la sigla NN, figlio di nessuno, figlio della colpa, figlio di padre ignoto, figlio di vecchi puttanieri che si sono giocati ogni possibile lascito testamentario indebitando gli eredi. Non ci sono però responsabili conclamati della miseria, della mancanza di un futuro, di una qualunque prospettiva a cui sono stati condannati questi ragazzi. Nessuno ammette responsabilità di sorta. E' opera del destino cinico e baro, dello Spirito Santo, della moderna divinità chiamata mercato che si manifesta all'improvviso come un nume iroso che chiede sacrifici umani. Lo sfascio ha origini soprannaturali, non è causa dei dilettanti, cialtroni, delinquenti che hanno smontato con determinazione e scientificità lo Stato italiano negli ultimi vent'anni. Quei padri che rifiutano ogni addebito del disastro nazionale, che percepiscono però vitalizi e doppie pensioni, gente canuta che non ha mai avuto il problema della disoccupazione e del pane quotidiano, è ancora qui, ancora a spiegarci come e perché siano le nuove generazioni, i choosy, i bamboccioni, i veri colpevoli. A raccontarci la favola che affidandosi a loro, alla loro esperienza e capacità e senso dello Stato, si cambierà il Paese. Questo dicono i Padri Puttanieri, quelli che hanno sulle spalle la più grande rapina ai danni delle giovani generazioni. Questi padri che chiagnono e fottono sono i Bersani, i D'Alema, i Berlusconi, i Cicchiito, i Monti che ci prendono allegramente per il culo ogni giorno con i loro appelli quotidiani per la governabilità. Hanno governato a turno per vent'anni, hanno curato i loro interessi, smembrato il tessuto industriale, tagliato lo Stato sociale, distrutto l'innovazione e la ricerca. Pdl e pdmenoelle sono vent'anni che ci prendono per il culo e non hanno ancora il pudore di togliersi in modo spontaneo dai coglioni dopo Penati, Tedesco, Dell'Utri, Cuffaro, Monte Paschi di Siena, dopo il Lodo Alfano, lo Scudo Fiscale e cento leggi abominio. Vent'anni senza riuscire a produrre una legge contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, vent'anni per trasformare la legge elettorale in una caricatura anticostituzionale, senza mai trovare il tempo (ah, il tempo...) per cambiarla. I figli di NN vi manderanno a casa, in un modo o nell'altro, il tempo è dalla loro parte. Hanno ricevuto da voi solo promesse e sberleffi, non hanno nulla da perdere, non hanno un lavoro, né una casa, non avranno mai una pensione e non possono neppure immaginare di farsi una famiglia. Vi restituiranno tutto con gli interessi.Immagine: Particolare di
Saturno che divora i suoi figli,
di Francisco Goyahttp://www.beppegrillo.it/ -
Il movinento cinque stelle incontra i cittadini di Belmonte MezzagnoMARTEDÌ 23 ottobre PIAZZA LIBERTA'ORE 17.00 - 19.00GAZEBO INFORMATIVO
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Domenica 21 Ottobre 2912 Corleone Ore 10.30.
Noi blogger di Nuovabelmonte siamo nella piazza princpiale di Corleone. I Forconi stanno cominciando il Comizio. Parla Nonò: << Entro Febbraio porteremo il costo del carburante in Sicilia ad euro 0,72 centesimi >> continua con la descrizione del programma.Intervistiamo uno dei candidati del Movimento dei forconi.Ci stupisce la grande preparazione in merito al funzionamento dell'economia "concreta" della Siciia ..... un'intervista a braccio condotta da Vincenzo Salerno toccando i punti più salienti delle questioni della nostra terra. Presto pubblicheremo l'intervista. A noi interessa dare voce s tutte quelle realtà politiche che vengono dal basso per dare evidenza ai movimenti di cittadinanza attiva.ore 12.30 Arriva Beppe Grillo e la piazza si affolla.Fa riflettere Grillo quando dice " il movimento 5 stelle " funziona soltanto se anche tu ti attivi .... in questi anni abbiamo lasciato che la POLITICA si occupasse di noi .... è arrivato il momento in cui invece noi dobbiamo occuparci di loro ... LA FATE VOI LA POLITICA .Di seguito un stralcio dell'intervento di Grillo. -
Scarica e leggi il curriculum vitaeGian Carlo Cancellieri, candidato alla Presidenza
della Regione Siciliana per M5S
Mi chiamo Giovanni Carlo Cancelleri e sono nato a Caltanissetta il 31 Maggio 1975, ho 37 anni e sono sposato conFrancesca. Sono convinto nel valore dell’uomo, essere buono e capace di azioni straordinarie. Nel 1999 ho prestato servizio civile presso l’Arci di Caltanissetta, per due motivi, il primo perchè non credo nell’uso delle armi e non ne condivido l’utilizzo in termini militari, quindi non riconosco alcun ruolo educativo al servizio militare ed il secondo perché il servizio civile mi dava la possibilità di mettermi al servizio degli altri in strutture di accoglienza sociale.Dal Gennaio del 2000 lavoro presso una ditta specializzata nel settore metalmeccanico nella quale fino al 2007 ho ricoperto il ruolo di magazziniere e dal Febbraio dello stesso anno sono stato promosso a geometra presso lo studio tecnico della stessa azienda.Nell’estate del 2007 è cominciata la mia avventura di attivista, mi sono sentito in dovere di ribellarmi in maniera civile contro il caro bollette inviate dall’ATO CL1 di Caltanissetta ed insieme ad alcuni miei concittadini abbiamo costituito un comitato contro il caro bollette e tutto questo mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà piena di problemi, di rassegnazione ma anche di tanta voglia di ribellarsi di fronte a queste “ingiustizie legalizzate”.L’entusiasmo, il coraggio, le provocazioni e le idee di Beppe Grillo mi hanno invogliato ad interessarmi di politica, quindi l’8 Settembre del 2007 con alcuni amici abbiamo fatto anche noi il 1° V-Day per proporre una legge di iniziativa popolare per un Parlamento pulito. Da quella data sono nati i Grilli Nisseni, divenuti nel frattempo MoVimento 5 Stelle Caltanissetta.Ho partecipato attivamente alle Regionali del 2008 in Sicilia con la lista certificata “Amici di Beppe Grillo“, non ero candidato ma mi sono speso affinchè riuscissimo ad avere il miglior risultato possibile, facendo banchetti informativi ed organizzando incontri con i candidati. Nel 2008 abbiamo organizzato il 2° V-Day per una informazione nazionale libera e senza soldi pubblici.Nel 2009 ho partecipato con la lista civica “Grilli Nisseni” alle elezioni comunali di Caltanissetta, ospitando per la seconda volta nella nostra città il comizio di Beppe Grillo. Dal Dicembre 2009 ho avviato il rinsaldamento del coordinamento regionale che oggi è una realtà. Con il gruppo di Caltanissetta abbiamo fatto tantissime battaglie.Rifiuti: proponendo una corretta gestione sia all’amministrazione che alla dirigenza ATO CL1 portando a Caltanissetta uno dei massimi esperti italiani in trattamento dei rifiuti, nonché delegato della Comunità Europea dal Parlamento di Strasburgo per le Eco-Innovation: la Dott.sa Carla Poli, recentemente chiamata al vertice del G-20 a Rio de Janeiro. Abbiamo fatto una battaglia per l’abolizione dell’aumento della TARSU ed abbiamo raccolto le firme per far adottare al Comune il porta a porta in tutta la città.Acqua: abbiamo partecipato alla campagna per raccogliere le firme per una legge di inizxiativa popolare per pipubblicizzare il servizio idrico. Abbiamo raccolto le firme per il referendum e fatto attività elettorale affinchè i cittadini andassero a votare per rendere l’acqua pubblica.Insieme con alcuni cittadini abbiamo fondato la Scorta Civica, un comitato nato nel 2012 che si propone di supportare i magistrati minacciati dalla mafia. La manifestazione del Gennaio 2010 ha portato in piazza oltre 3000 persone ed ha portato alla ribalta nazionale la comunità nissena. La trasmissione Anno Zero ha dedicato una sua puntata a questa iniziativa, puntata nella quale sono stato intervistato da Sandro Ruotolo. Seguono numerosi articoli di giornali nazionali che danno una rilevante risonanza all’iniziativa, nascono così altre Scorte Civiche in molte altre città italiane. Nel Giugno del 2012 la Scorta Civica di Caltanissetta vince il premio “Pippo Fava” per l’impegno civico, consegnato da Leo Nodari e Claudio Fava a Roseto degli Abruzzi. Questo premio adesso è conservato in una teca presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta.Con il MoVimento 5 Stelle abbiamo organizzato giornate di solidarietà per gli immigrati, piantumazione di alberi nel comprensorio comunale, banchetti in formativi, Gruppi di Acquisto per biciclette elettriche, la Rete Sociale nella quale abbiamo chiesto a professionisti di regalare un ora del proprio tempo settimanale per dare prestazioni gratuite a cittadini in difficoltà. Stiamo attualmente raccogliendo le firme per chiedere al Comune di Caltanissetta di modificare lo Statuto Comunale ed inserire degli Istituti di partecipazione democratica come il bilancio partecipato ed il Referendum propositivo.Con il MoVimento 5 Stelle regionale, in seguito alla raccolta firme del 2011 per chiedere la decurtazione delle indennità dei parlamentari siciliani (10.000 firme raccolte in tutta la Sicilia). Sono stato delegato dal MoVimento siciliano ad andare alla trasmissione Servizio Pubblico, ospite di Giulia Innocenzi, per raccontare quanto fatto.Sono convinto che il MoVimento sia il futuro e che rappresenti l’ultima possibilità che ha il nostro paese per rimettere al centro delle scelte politiche l’interesse dei Cittadini. -
Le elezioni amministrative (le prime dell’era post berlusconiana -a proposito: chi ha più notizie del Cavaliere?-) hanno avuto un effetto “deflagrante” sul sistema politico italiano.Il voto (e il non voto) degli Italiani si è abbattuto sui partiti come uno “tzunami democratico”, rischiando -ancor più col probabile ritorno dell’onda lunga grillina alle politiche- di spazzare via dalla scena molte “prime donne” di questa giovane morta Seconda Repubblica.Ciò che più preoccupa la Casta, nondimeno, è la sopravvenuta consapevolezza di come questa scossa possa essere solo la prima di una lunga serie di “terremoti politici” dalle conseguenze imprevedibili!PRIMO “BOOM!”Disfatta per la Lega, schiacciata dal peso dell’oro del tesoriere Belsito e dalla beffa di dover giustificare stravaganti investimenti in Tanzania e miracolose lauree albanesi!Unica affermazione di rilievo quella del “barbaro sognante” Tosi a Verona (in realtà anch’essa uno schiaffo per il Senatur, trattandosi del successo personale del primo degli oppositori interni al Capo!).Per il resto, crollo dei consensi e macerie politiche:- sconfitta al primo turno in città come Legnano (storica sede del Carroccio) e Sarego (sede del Parlamento Padano, dove si è insediato il primo sindaco grillino d’Italia!);- e disfatta anche al secondo, dove la Lega ha perso in tutti e 7 i capoluoghi in cui aveva conquistato il ballottaggio, tra cui Monza (ovvero sede distaccata dei fantomatici Ministeri di Roma tanto reclamati da Bossi) e Cassano Magnago (città natale del Senatur).Oggi i consensi del Carroccio si attestano attorno al 5%, anche meno stando ai sondaggi (contro l’8% delle ultime elezioni politiche e il 10% delle europee).Riuscirà l’incoronato Maroni nell’impresa titanica di rianimare un movimento indipendentista e legalitario scopertosi d’improvviso centralista e ladrone?
SECONDO “BOOM!”Tracollo per il Pdl, accomunato al suo leader da uno stesso destino decadente.Sia l’“imbarazzante scomparsa” del Cavaliere (sparito dalla scena pubblica pur di togliersi dall’incombenza di dover commentare l’annunciata sconfitta) che la sua “ingombrante eredità” politica (un Paese “rimasto al palo” dopo un ventennio berlusconiano) hanno inevitabilmente pesato sui destini del Partito.Non sorprende, allora, come quello che si vantava d’essere il primo partito d’Italia si sia ridotto in molte città a non raggiunge nemmeno percentuali di voto in doppia cifra o ad essere scavalcato dal neonato Movimento Cinque Stelle!Per citare qualche dato:- sui 15 capoluoghi chiamati al voto in precedenza amministrati dal centrodestra, il Pdl ne ha mantenuti appena 6;- e sui 98 comuni non capoluogo superiori a 15 mila abitanti dove si è votato, il Popolo della Libertà si è confermato alla guida della città solo in 33.Sorprendente, in particolare, i responsi di Parma e Palermo: nei due capoluoghi amministrati dal centrodestra, il Pdl non è riuscito nemmeno a conseguire i ballottaggi!La prima preoccupazione di Alfano è stata “minimizzare” la debacle elettorale, annunciando la più grande novità nella politica italiana degli ultimi anni.Quale altra sorpresa attenderci dal Cavaliere (dopo la nascita del “partito di plastica” e la sua trasformazione nel “partito del predellino”)?TERZO “BOOM!”Grande fiasco anche per il Terzo Polo, passato dal ruolo di “ago della bilancia” tra i due poli ad anonimo protagonista di un’esclusiva puntata di “Chi l’ha visto?”.Il grande Centro sognato da Casini si è ristretto ad un “centrino”: una coalizione di partiti ad personam (l’Udc, il Fli e l’Api) incapace di tener testa persino al novellino Movimento Cinque Stelle!I moderati, finiti “sotto un cumulo di macerie” -parole di Casini-, pensano adesso a come riscattarsi…Che si punti a riesumare dalle urne (cinerarie) della Prima Repubblica una nuova Democrazia Cristiana?QUARTO “BOOM!”Il vero exploit di queste elezioni è quello del Movimento Cinque Stelle, presentatosi nelle vesti di una “Lista civica nazionale” al di fuori delle logiche di partito.Cinque, alla fine, i sindaci eletti, e ballottaggio sfiorato per un soffio a Genova.Il Movimento ha raggiunto una media di voti che si attesta attorno all’8-10% (con numerosi sondaggi che, in vista delle prossime politiche, lo collocano tra il 12 e il 18%, proiettandolo come possibile secondo partito nazionale!).Sorprendente, in particolare, la conquista del Comune di Parma, dove una sciagurata amministrazione di centrodestra (che ha lasciato in eredità 600 milioni di euro di debiti!) non è bastata all’opposizione di centrosinistra per conquistare la fiducia dei cittadini.Un “boom!” tanto eclatante quanto non più trascurabile...Qualche eco sarà finalmente giunto anche alle “orecchie presidenziali”???…E IL “PLIN PLIN” DEMOCRATICO!E il Pd?Più che “boom, boom!” il Partito Democratico sembra aver fatto “plin plin”!Si sono sprecati i giudizi entusiasti o quantomeno rassicuranti dei dirigenti del Partito: da quello del presidente Rosy Bindi (pronta a minimizzare i risultati di Parma e Palermo, elencando prosaicamente tutti i paesini più sperduti d’Italia dove il Pd potrà vantare di aver piantato una bandierina!) a quello del segretario Bersani (dettosi certo di poter affermare che il Pd ha vinto le elezioni “senza se e senza ma!”).I freddi numeri, in effetti, certificano un’indiscutibile vittoria elettorale del centrosinistra:- dei 26 capoluoghi in cui si è votato, 15 sono stati aggiudicati dal centrosinistra (rispetto agli 8 precedenti);- e dei 157 comuni non capoluogo superiori ai 15 mila abitanti chiamati al voto, 96 sono stati vinti sempre dal centrosinistra (contro i 58 precedenti).Ma questa vittoria “elettorale” certifica anche una vittoria “politica” del centrosinistra?Il centrosinistra si conferma unica, vera, valida, forte alternativa al centrodestra agli occhi degli elettorati?Guardiamo alla sostanza.Quattro erano i “test elettorali” di un qualche rilievo nazionale: le elezioni a Palermo, Parma, Genova e Verona.Com’è uscito da queste prove il Pd?A ben vedere, nessuna è stata superata a pieni voti!Il Partito Democratico:1- non è stato in grado d’indicare un candidato vincente a Genova (il sindaco Doria, premiato dalle primarie, non è certo espressione del Pd!);2- non è stato capace di “segnare un gol a porta vuota” a Parma (il candidato democratico, già presidente della Provincia, è stato clamorosamente battuto al ballottaggio da uno sconosciuto bancario grillino, Pizzarotti!);3- non ha avuto la forza quantomeno d’impensierire l’annunciata vittoria del sindaco Tosi a Verona;4- e non è riuscito a strappare Palermo né a un centrodestra ormai allo sfascio né all’ex alleato Leoluca Orlando (pur avendo il facile pretesto di poterlo accusare di aver tradito lo spirito delle primarie e di non essere certo la risposta alla richiesta di rinnovamento della classe politica!).La vera “sconfitta politica” del Pd, inoltre, è evidenziata da altri impietosi dati, per i quali:1- da un lato, il primo partito d’Italia si è confermato quello degli astenuti (al secondo turno, quasi 1 elettore su 2 ha preferito restare a casa; l’astensionismo, forse per la prima volta, si è presentato più al nord che al sud; a Genova, in particolare, al ballottaggio solo il 39% degli elettori hanno scelto il proprio Sindaco!);2- dall’altro lato, il Pd non è stato minimamente capace di riempire il “vuoto politico” lasciato dal centrodestra, di attrarre consensi al di là del proprio bacino elettorale di riferimento (a fronte dell’“emorragia di voti” della Lega e del Pdl, il Pd non ha accresciuto i propri);3- e, per di più, anche il Partito Democratico ha visto erosi i propri consensi dall’espansione del Movimento Cinque Stelle.L’esercizio yoga in gran voga tra i dirigenti del Pd (elencare come un “mantra” le vittorie in tutte le decine di comuni medio-piccoli conquistati dal Partito) può aver l’effetto consolatorio di una zolletta di zucchero utile a togliere l’amaro in bocca ma non può, al contempo, cancellare la realtà di un Paese che ha voltato le spalle al centrodestra senza per questo consegnarsi al centrosinistra!C’è ben poco di cui stare sereni, dunque, in vista delle prossime elezioni politiche.E se i partiti non saranno in grado di riformarsi e rinnovarsi in gran fretta, la “bomba elettorale” innescata a Parma rischia di non essere affatto l’ultima, bensì solo la prima di una lunga serie di deflagrazioni destinate a cambiare “contenitori e contenuti” nel marasma politico italiano...
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Nuti: “Ci boicottano, hanno paura di noi”
19 aprile 2012
Niente piazza Castelnuovo per il comizio-show di Beppe Grillo, previsto per il 29 aprile a Palermo. A pochi giorni dall’arrivo del popolare showman genovese, la Sovrintendenza sbarra la strada a militanti e simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle e nega l’ok per l’allestimento del palco che ospiterà Grillo e numerosi artisti locali.“La piazza - dice Riccardo Nuti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle - è stata concessa ad un’altra manifestazione per la quale non risulta nessuna richiesta al Comune, cosa che invece abbiamo regolarmente fatto noi. La trafila per ottenere il via libera prevede infatti la richiesta al Comune, che per dare il sì deve avere il nullaosta della Sovrintendenza e del gabinetto del sindaco. L’assurdo è che chi rispetta le regole veda sbattersi la porta in faccia e chi cerca le scorciatoie debba venire premiato».
Al movimento è stata proposta in alternativa una soluzione di ripiego, con il dirottamento del comico e del popolo a Cinque Stelle in una piazza vicina. Cosa che Nuti e compagni rifiutano categoricamente.
“E’ la terza volta che l’esibizione di Grillo viene spostata all’ultimo minuto. E’ già successo nel 2008 e nel 2009 e sempre all’ultimo momento, con la conseguenza che molti simpatizzanti sono rimasti spiazzati e hanno disertato giocoforza l’appuntamento. Questa volta, però, non ci daremo per vinti. La piazza deve essere concessa a chi ha le carte a posto. E al momento quelli siamo solo noi”.
L’ennesimo disco rosso sbattuto in faccia a Grillo, intanto, fa gridare al complotto gli attivisti del Movimento.
“Tre casi su tre - dice Nuti - mi sembrano troppi per parlare di coincidenze. E se complotto non ci fosse sarebbe anche peggio. In quel caso bisognerebbe parlare di una macchina burocratica da rottamare. Apprezzo l'impegno di alcuni dipendenti e funzionari del Comune, ma è inammissibile che comparti delle istituzioni, come Suap (Sportello unico attività produttive del Comune) e Sovrintendenza non si parlino tra loro, finendo con lo stritolare il cittadino”.
Alla tesi del complotto i grillini comunque credono anche sulla scorta di quanto sta accadendo in altri comuni italiani in occasione dell’arrivo di Grillo. A Feltre (Belluno) proprio in questi giorni il Comune ha dato il via libera al comico per l’uso della piazza, salvo poi rifiutarsi di concedere l‘allacciamento alla corrente elettrica per le strumentazioni sul palco.
“Evidentemente - sostiene Nuti- questo movimento comincia a fare davvero paura. Non vorrei che col crescere del consenso popolare che io noto ogni giorno camminando fra la gente, aumentino gli ostruzionismi di ogni tipo. Noi siamo comunque pronti alla guerra. Sotto il vessillo della legalità e del rispetto dei diritti del cittadino”.


















