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in merito alla ristrutturazione di una chiesa
La parentela con un boss non è “sinonimo di infiltrazione mafiosa” La sentenza dei giudici del Tar di Palermo
Si era aggiudicata l’appalto per ristrutturare una chiesa in Corso dei Mille con un appalto di 500 mila euro. La Crs Costruzioni srl aveva avuto i lavori per la chiesa Madonna delle Grazie in Corso dei Mille.
Un progetto per la ristrutturazione del complesso di tutti gli ambienti e l’eliminazione delle barriere architettoniche, realizzando gli impianti tecnologici, restauro dei prospetti.
Ad affidare il Comune di Palermo assistita nel ricorso dall’avvocato Adriana Masaracchia. Una volta affidata però la prefettura aveva inviato un’informativa antimafia del 4 ottobre 2012. Alla luce della informativa il settore opere pubbliche del Comune il 12 novembre dello stesso anno rescindeva il contratto.
Contro tutti questi provvedimenti la società edile ha presentato ricorso al Tar di Palermo. I giudici della prima sezione del Tar presieduta da Filoreto D’Agostino (estensore Caterina Criscenti, Consigliere e Luca Lamberti referendario) hanno accolto il ricorso e restituito di fatto l’appalto alla ditta di Belmonte Mezzagno.
Con la nota del 4 ottobre 2012 la Prefettura di Palermo aveva comunicato che a carico della CRS Costruzioni srl c’era il rischio concreto di infiltrazioni.
Nella ditta, di proprietà della famiglia Corsale, vi è come socio Ciro Corsale che “è zio acquisito del noto boss Spera Antonino – si legge nella sentenza – (avendo quest’ultimo sposato Anna Corsale Anna, figlia del fratello di Ciro) capo mandamento del Comune di Belmonte Mezzagno, condannato a 16 anni di reclusione per associazione mafiosa ed attualmente detenuto” ed a sua volta Spera “è nipote in primo grado del noto boss Benedetto Spera, condannato alla pena dell’ergastolo”.
Sulla base di tale questi elementi la Prefettura aveva ritenuto che “la peculiarità di un contesto socio-economico quale quello di Belmonte Mezzagno fortemente influenzato dalla malavita organizzata – aggiunge la sentenza – la delicata attività imprenditoriale ed il legame di parentela dei soci/amministratori con soggetti di notevole pericolosità sociale del luogo, costituiscono nel loro insieme, elementi sintomatici di una possibile ingerenza della criminalità organizzata nella gestione della ditta”.
Per la ditta Crs solo “un giudizio di permeabilità – si legge ancora nella sentenza – alla luce del solo rapporto parentale, anzi più esattamente di affinità, che lega, peraltro, solo uno dei quattro soci, Corsale Ciro, della società ricorrente con un unico soggetto controindicato, senza alcuna valutazione sull’attualità e concretezza del pericolo di infiltrazioni, attribuendo così al rapporto parentale un inammissibile automatismo presuntivo”.
Per i giudici del Tar la sola parentela non basta stabilire un grado di permeabilità mafiosa. “È assolutamente consolidata la giurisprudenza amministrativa nel ritenere – dicono i giudici – che il puro rapporto di parentela, o affinità con soggetti che hanno precedenti penali o comunque ritenuti in possibile contiguità con la malavita organizzata non è di per sé sufficiente a stabilire l’ipotesi della sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa, essendo necessari anche altri elementi, sia pure indiziari da fornire obiettivo fondamento al giudizio di possibilità che l’attività d’impresa possa, anche in maniera indiretta, agevolare le attività criminali o esserne in qualche modo condizionata”.
Alla luce della sentenza la prefettura di Palermo è stata condannata al pagamento delle spese processuali quantificate in 2 mila euro.
Terza ed ultima parte dell'incontro a Belmonte Mezzagno con Giancarlo Cancelleri, con il gruppo di cittadinanza attiva "Cittadini in movimento".
Ecco le domande poste:
Qual è la vostra soluzione per rilanciare il lavoro ed in particolare quello dei forestali?
Cosa intendete per liste pulite ?
diAntonio Fiasconaro
Rifiuti, roghi e rabbia. La regole delle tre «R» non concede pietà ai comuni del Palermitano ormai afflitti dall'emergenza rifiuti. Cumuli d' immondizia, cassonetti della spazzatura e sterpaglie sono andati in fiamme, nella notte tra giovedì e venerdì a Palermo e in diverse zone della provincia, dove la raccolta va a rilento per la stato di agitazione dei dipendenti dell' Ato1 e del consorzio Temporary. Oltre una trentina gli interventi dei vigili del fuoco nel Palermitano a Carini, Capaci, Isola delle Femmine, Trabia, Cinisi, Misilmeri, Monreale, Casteldaccia, Balestrate, Bagheria, Bolognetta e Belmonte Mezzagno. Fiamme anche a Partinico e Borgetto, dove all'emergenza rifiuti si aggiunge quella degli incendi. Cresce sempre più l'esasperazione dei residenti per la mancata raccolta dell'immondizia che ormai da troppi mesi «sfigurano» l'immagine di questi comuni. Il Coinres, il consorzio che gestisce il servizio nei comuni del Palermitano, la cui situazione finanziaria è in bilico: 4 gli stipendi arretrati per i lavoratori e la loro protesta avanza. Le fiamme sono state appiccate anche a Bagheria: proprio il sindaco della cittadina, Vincenzo Lo Meo, è stato aggredito il mese scorso da alcuni dipendendenti del Coinres che lavorano a Misilmeri. L'esasperazione è sfociata in rabbia dopo un incontro che si è tenuto a Villabate e che si è rivelato poco risolutivo. Un servizio col contagocce che si snoda tra le proteste: pochi giorni fa una cinquantina di lavoratori ha pure occupato la sede del dipartimento regionale Rifiuti di via Catania. A Monreale, invece, il sindaco Filippo Di Matteo, ha chiesto alla Prefettura l'intervento dell'esercito. LE «RAMAGLIE». Ed intanto, da lunedì, scatta in città un nuovo servizio speciale dell'Amia per la raccolta di rami e arbusti. Va ad aggiungersi a«Facciamo piazza pulita» che consente lo smaltimento gratuito di rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici nelle postazioni scarrabili presenti nelle otto circoscrizioni cittadine. Saranno messi a disposizione dei cittadini due postazioni mobili, dal lunedì al sabato, in via Lanza di Scalea, nella zona dell'ex Palazzo Gamma, dalle 7.30 alle 10.30, e nel parcheggio del Velodromo, dalle 7.30 alle 9.30.
La Sicilia, Sabato 16 Giugno 2012
Sabato 09 si è tenuto il primo incontro palermitano ai cantieri culturali della Zisa del QUINTO STATO.
"Siamo lavoratori e lavoratricidella conoscenza, produciamo contenuti, storie e informazioni, trasmettiamo e rielaboriamo saperi, in generale nutriamo quei beni comuni che si ottengono dalla cura e dalle relazioni, dall'immaginazione, dal lavoro immateriale e da quello nella formazione:"
L'incontro promosso da CLAC-LAB , I cantieri che vogliamo, Teatro Garibaldi Aperto e Laboratorio Zeta ha visto partecipi persone di diversa provenienza, dall’artigiano dei comodini agli operatori del sociale e della cultura. Ospite d’onore Roberto Ciccarelli autore, insieme a Giuseppe Allegri del libro “La furia dei cervelli“. e in diretta streaming Elena Doria di STRADESindacatoTraduttori Editoriali.
Con il DDL Fornero si sanzionano gli indipendenti, i possessori di PARTITA IVA o che lavorano con la RITENUTA D’ACCONTO, a causa dell’aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata dell’INPS di 4 punti perché questo sicuramente dimezzerà il loro reddito annuo, 8 mila euro l’anno circa secondo le statistiche, dice Roberto Ciccarelli.
Che ricchezza eh ! Nessun ammortizzatore sociale valido per garantire dignità e diritto di cittadinanza, si introducono ASPI e MINI ASPI sussidi ridotti da 18 a 12 mesi ai quali saranno esclusi 9 lavorati su 10 in quanto si dovrà dimostrare di aver pagato una serie di contributi nei due anni precedenti, cosa alquanto difficile vista la precarietà nella quale versano questi lavoratori.
Gli ultimi dati dell’OCSE ci riferiscono che “se” ci sarà ripresa sarà dopo il 2020, ancora 8-10 anni di recessione e quando arriverà la crescita non sarà fatta di lavoro stabile bensì i precari saranno la maggioranza e sempre senza tutele.
La condizione di precarietà nella quale si riconosce il Quinto Stato “non riguarda solo gli indipendenti” ma piuttosto “la condizione di chi apolide in patria o extra-territoriale in uno stato” . Occorre proporre soluzioni alternative come quelle di Elena Doria di Strade che introducono un nuovo mutualismo o come l’esperienza del co-working Re Federico di Palermo.
In quest’ottica da esempio l’esperienza di un gruppo di genitori palermitani che stanno per lanciare un asilo nido co-gestito, ciascun genitore rinuncerà ad un giorno di lavoro per accudire i bambini di tutti in dei locali concessi dal comune alla Marina. Un Nuovo Mutualismo, sempre più necessario.
Una nuova idea di istituzioni, si guardi al teatro Valle con azionariato diffuso ed è così probabile che anche in altri settori si possa seguire la stessa via, e allora si guardi anche a NoiNet, altro settore stessa storia, azionariato diffuso e partecipato.
Con delibera numero 24 la giunta comunale ha provveduto all'adeguamento della pianta organica delle farmacie.
Si da così il via alla possibilità di aprire una nuova farmacia sul territorio comunale, l'area individuata
Riceviamo e pubblichiamo
Mercoledì 30 Maggio 2012
Alle ore 18:00
Presso IL
CENTRO INTERGENERAZIONALE
del Comune di Bolognetta (PA)
CORSO VITTORIO EMANUELE
Sarà Indetta un’Assemblea Pubblica dei
Lavoratori Settore AGRO/FORESTALE
IL Si.F.U.S.
Nella persona del Segretario DOMENICO CAPIZZI
Illustrerà l’esito e il progresso
Della proposta di Legge sulla
STABILIZZAZIONE
Di tutti i lavoratori settore Forestazione
In un quadro di pubblica utilità
All’Assemblea parteciperanno:
LA GIUNTA COMUNALE di Bolognetta
Il gruppo dirigenti Si.F.U.S.
Il Segretario Generale Maurizio Grosso
Il Segretario Nazionale Alessandro Troia
22/05/2012 Belmonte Mezzagno
Bloccati ancora una volta i fondi regionali destinati agli operai forestali, questo ennesimo blocco dei fondi significa che non ci saranno proroghe per gli operai attualmente assunti dall'azienda forestale e stanno per completare le giornate nel contratto lavorativo, e niente lavoro per chi invece, già assunto, aspettava ancora di iniziare il turno annuale. e dunque anche nuove assunzioni bloccate per il futuro.
DOBBIAMO TENERE CONTO CHE SI RISCHIA DI NON POTER FARE NEANCHE LE GIORNATE CHE PREVEDE LA LEGGE 14/2006 (78,101,151) afferma Giuseppe Fiore (Sifus), in una comunicazione inviata a tutti i forestali.
Asciutto Vincenzo
Grazie al SIFUS è arrivata alla Presidenza dell' A.R.S. la prima proposta di legge della storia della Regione che guarda alla stabilizzazione di tutti i forestali siciliani in un quadro di pubblica utilità. Ora vogliamo che l'ARS avvii il percorso di approvazione.
Abbiamo dovuto scomodare l'art 32 della L.R. 1/04, ossia la legge che regolamenta l'attivazione delle proposte di legge di iniziativa popolare, per portare dentro il Palazzo dell'Assemblea Regionale Siciliana una proposta di legge che vuole la stabilizzazione dei forestali siciliani in un quadro di pubblica utilità.
Abbiamo raccolto quasi 25 mila firme supportate dai relativi certificati elettorali a sostegno della proposta di legge, nonostante ne fossero necessarie 10 mila (gli uffici della commissione elettorale dell'ARS, per loro comodità, si sono fermati a contarne 12.300) a dimostrazione di quanto sentito sia nella nostra terra il tema della stabilizzazione.
Con questa proposta di legge, la prima nella storia della Regione, noi vogliamo introdurre una norma che contestualmente guardi in 3 direzioni: al recupero e alla salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale, all'assestamento e al consolidamento idrogeologico del territorio (il nostro è quello più dissestato d'Italia, vedi Giampilieri, Saponara, ecc) e dunque, per addivenire a ciò, alla stabilizzazione di tutti i forestali siciliani. In parole povere, aggiungiamo una serie di nuove competenze che mirano alla manutenzione del territorio, alla legge che regolamenta il comparto agroforestale che è in vigore in Sicilia.
La proposta di legge prevede da dove reperire la copertura finanziaria in maniera specifica:1) usando più o meno gli stessi fondi del 2011; 2) attivando, come si è fatto nelle Regioni in cui c'è la stabilizzazione, un accordo quadro di programma con l'INPS in maniera da usare le risorse che si risparmiano dalla mancata liquidazione dell'indennità di disoccupazione, quale spesa ordinaria; 3) usando finalmente, visto che la legge in questione è di tipo strutturale, una quota parte dei fondi F.A.S. prima che tornino indietro per incapacità di essere spesi.
Riteniamo, alla luce della crisi economica in atto, che sia paradossalmente più facile trovare le risorse per l'approvazione della proposta di legge in questione che garantire gli stessi livelli occupazionali del 2011, visto che tra l'altro, il Governo Lombardo ha annunciato un taglio in questa direzione di 60 milioni.
Noi ci batteremo per fare approvare la nostra proposta di legge prima e possibile ( se sarà necessario anche con manifestazioni eclatanti) e contestualmente, perché il Governo Lombardo garantisca ai lavoratori forestali gli stessi livelli occupazionali dello scorso anno ( 101, 151 e 180 giorni).
Catania, 19-03-2012
Il Segretario Generale SIFUS
MaurizioGrosso
per info: 3358431907
SIFUS – SINDACATO FORESTALI UNITI PER LA STABILIZZAZIONE
Segreteria Generale – ViaUghetti, 75Catania
ITF (Independent Teachers’ Foundation) in collaborazione con i Servizi EURES di Milano, Venezia, Roma, Benevento e Palermo cerca persone motivate che vogliano fare una esperienza di lavoro all’estero durante la stagione estiva, come membri del team di assistenza ed animazione di gruppi di giovani in età scolare, partecipanti a vacanze studio in college. Nello specifico si ricercano le seguenti figure: Periodo: da metà giugno a fine agosto 2012 Sedi di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Spagna Per visionare nello specifico i profili e partecipare alle selezioni è necessario compilare il form online collegandosi al sito www.itfteach.it Le candidature dovranno pervenire esclusivamente attraverso la compilazione dell’apposito modulo on line ENTRO E NON OLTRE IL 18/3/2012. Nell’interesse dei candidati, prima di compilare il form valutare attentamente i profili richiesti e candidarsi esclusivamente per il ruolo rispondente alle effettive qualifiche e competenze possedute. ATTENZIONE: SARA' POSSIBILE PER OGNI CANDIDATO COMPILARE UN SOLO FORM PER UN UNICO PROFILO, IL SISTEMA BLOCCHERA' OGNI ULTERIORE TENTATIVO DI INSERIMENTO DI ALTRI FORM Anche se si ha già superato una selezione ITF in passato, sarà necessario compilare il FORM 2012 per aggiornare i propri dati. In tal caso NON sarà richiesto di sostenere un nuovo colloquio.
IL FORM DA COMPILARE DEVE ESSERE QUELLO CORRISPONDENTE ALLA CITTA' NELLA QUALE SI INTENDE PARTECIPARE ALLE SELEZIONI. SELEZIONI SI SVOLGERANNO A: - MILANO (5/12/24 aprile 2012) - BENEVENTO (19/20 aprile 2012) - VENEZIA (8 maggio 2012) - PALERMO (23/24 aprile 2012) - ROMA (16/17/18 aprile 2012) La data di convocazione al colloquio e formazione verrà comunicata via mail ai soli candidati ammessi alla selezione. Per il giorno delle selezioni i candidati dovranno essere disponibili a trattenersi per l'intera giornata dalle ore 9.00 alle ore 19.00, eventuali spese di viaggio per sostenere le selezioni sono a carico del candidato. Nel seguito i profili delle varie figure ricercate CENTRE MANAGER DIRETTORE E ASSISTENTE DI CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Spagna n. totale posti 50
MANSIONI: responsabile della pianificazione, gestione e controllo della qualità di tutti i servizi erogati, presso centri vacanza studio in Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Spagna previa selezione (per titoli, test di lingua scritto e orale, colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito) PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 per una durata minima di 3 settimane La disponibilità per più turni è titolo preferenziale REQUISITI: ottima conoscenza scritta ed orale della lingua del paese di destinazione; esperienza documentabile almeno triennale nella gestione di centri vacanza studio o summer camp. Laurea titolo preferenziale; minimo diploma superiore CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: retribuzione direttori: da € 60 netti al giorno; retribuzione assistenti: da € 36 netti al giorno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione; sistemazione in pensione completa a carico dell’Azienda. ETA’ MINIMA: 25 anni compiuti entro il 31 maggio 2012 ACTIVITY MANAGER
MADRELINGUA RESPONSABILI ATTIVITÀ CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda n. totale posti 30 MANSIONI: responsabile della organizzazione e conduzione delle attività sociali,sportive e ricreative, pomeridiane e serali, rivolta a gruppi di studenti, presso college in Gran Bretagna e Irlanda, previa selezione (per titoli, e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito). PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per un periodo minimo di tre settimane) La disponibilità per più turni è titolo preferenziale documentabile nel settore dell’animazione sportiva, teatrale, musicale, di contatto, campi estivi o giovanili in genere. CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: retribuzione da € 50 netti al giorno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto di partenza in Italia al college di destinazione; sistemazione in pensione completa a carico dell’Azienda. ETA’ MINIMA: 25 anni compiuti entro il 31 maggio 2012 S REQUISITI: madrelingua inglese o equivalente e conoscenza della lingua italiana; laurea Isef, laurea in scienze motorie o titoli equipollenti, esperienza almeno biennale
PORTS MANAGER ISTRUTTORI SPORTIVI PER GRUPPI DI RAGAZZI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda n. totale posti 50 MANSIONI: Animazione sportiva pomeridiana e serale, rivolta a gruppi di studenti, presso college in G.B., Irlanda previa selezione (per titoli, test di lingua scritto e orale e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito). PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno). La disponibilità per più turni è titolo preferenziale REQUISITI: laurea Isef, laurea in scienze motorie o titoli equipollenti, esperienza professionale documentabile nel settore dell’animazione sportiva, almeno biennale; ottima conoscenza della lingua del paese di destinazione. Età Minima: 23 anni compiuti entro il 31 maggio 2012 CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: Retribuzione: € 36 netti al giorno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione, alloggio e pensione completa a carico dell’Azienda.
LIFEGUARD ASSISTENTI BAGNANTI PER GRUPPI DI RAGAZZI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL'ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Spagna n. totale posti 20 MANSIONI: Attività di assistente bagnanti e animazione sportiva pomeridiana e serale rivolta a gruppi di studenti presso college in Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Spagna previa selezione (per titoli, test di lingua scritto e orale, colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito) PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno). La disponibilità per più turni è titolo preferenziale REQUISITI: Brevetto di assistente bagnante. Titolo preferenziale laurea Isef, laurea in scienze motorie o titoli equipollenti, esperienza professionale documentabile nel settore. ETA’ MINIMA: 23 anni compiuti entro il 31 maggio 2012 CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: da € 36 netti al giorno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione; alloggio e pensione completa a carico dell’Azienda. laurea, (preferibilmente in lingue - con priorità per i docenti abilitati - o in psicologia - con iscrizione all'albo professionale), o licenza di guida turistica. Esperienze documentabili nel settore dell'animazione sportiva, teatrale, musicale, di contatto, sono titolo preferenziale. CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: retribuzione: € 400 netti per turno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione, alloggio e pensione completa a carico dell’Azienda. ETA’ MINIMA: 23 anni compiuti entro il 31/5/2012 La data di convocazione al colloquio e formazione verrà comunicata via mail ai soli candidati ammessi alla selezione. GROUP LEADERS - ACCOMPAGNATORI - ANIMATORI DI GRUPPI DI RAGAZZI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: GRAN BRETAGNA/IRLANDA, FRANCIA, SPAGNA n. posti: 400 PER GRAN BRETAGNA/IRLANDA 50 PER FRANCIA 20 PER SPAGNA
PROFESSIONAL CARER ASSISTENTI PER DISABILI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia n. totale posti 20
DOCTORS MEDICI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia n. totale posti 100 MANSIONI: assistenza medica e primo soccorso rivolta a gruppi di studenti presso college in Gran Bretagna, Irlanda e Francia previa selezione (per titoli e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito). Controllo procedura HACCP dei processi alimentari INFERMIERI PROFESSIONALI IN CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO 2012 Sede di lavoro: Gran Bretagna, Irlanda, Francia n. totale posti 100 MANSIONI: assistenza infermieristica e primo soccorso rivolta a gruppi di studenti presso college in Gran Bretagna, Irlanda e Francia previa selezione (per titoli e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito). PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno) La disponibilità per più turni è titolo preferenziale REQUISITI: laurea e abilitazione alla professione infermieristica e iscrizione all’albo professionale; conoscenza della lingua del paese di destinazione è titolo preferenziale CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: € 800 netti per turno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione, sistemazione in pensione completa a carico dell’Azienda. PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno) - La disponibilità per più turni è titolo preferenziale REQUISITI: laurea in medicina e chirurgia con abilitazione alla professione e iscrizione all’albo professionale; la conoscenza della lingua del paese di destinazione è titolo preferenziale CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: retribuzione € 800 netti per turno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione, sistemazione in pensione completa a carico dell’Azienda.
Servizio EURES Via I.Federico 70/b 90144 Palermo- Ricevimento dal martedì al giovedì dalle ore 9.30 alle 12.30 Sito: www.regione.sicilia.it/lavoro/uffici/eures email: eures@regione.sicilia.it MANSIONI: attività specializzata per l’assistenza personalizzata a giovani diversamente abili italiani che partecipano ad una vacanza studio all’estero per garantire la migliore fruizione del soggiorno e la massima integrazione nel gruppo previa selezione (per titoli, test di lingua scritto e orale e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito). PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno) La disponibilità per più turni è titolo preferenziale. REQUISITI: Istruzione superiore, preferibile laurea in psicologia, pedagogia o altri diplomi o titoli specifici; precedenti esperienze analoghe documentabili; conoscenza della lingua del paese di destinazione è titolo preferenziale CONDIZIONI DI COLLABORAZIONE: Retribuzione € 400 netti per turno; viaggio di andata e ritorno dall’aeroporto italiano di partenza al college di destinazione, alloggio e pensione completa a carico dell’Azienda. MANSIONI: accompagnamento ed attività di animazione pomeridiana e serale per gruppi di studenti all’estero presso centri studio residenziali previa selezione (per titoli, test di lingua scritto e orale e colloquio conoscitivo + corso di formazione obbligatorio gratuito) PERIODO DI LAVORO: da metà giugno a fine agosto 2012 (per uno o più turni di due settimane ciascuno) REQUISITI: Ottima conoscenza della lingua del paese di destinazione; Titoli ammessi:
CENTRE MANAGER: DIRETTORI E ASSISTENTI DI CENTRI VACANZE STUDIO ALL’ESTERO
ACTIVITY MANAGER MADRELINGUA RESPONSABILI ATTIVITÀ SPORTIVA/SERALE CENTRI
SPORTS MANAGER - ISTRUTTORI SPORTIVI
LIFEGUARD - ASSISTENTI BAGNANTI
GROUP LEADERS – ACCOMPAGNATORI-ANIMATORI DI GRUPPI DI RAGAZZI
PROFESSIONAL CARER -ASSISTENTI PER DISABILI
MEDICI
INFERMIERI PROFESSIONALI
DI CHRISTOPH HERMANN Socialist Project
Mentre nelle crisi precedenti la riduzione dell’orario di lavoro fu analizzata per combattere la disoccupazione in crescita, dal 2007 a oggi possiamo notare sorprendentemente che questa misura non è mai stata proposta in una qualsiasi agenda politica. Neppure in Francia e in Germania, i campioni dell’orario di lavoro ridotto che avevano introdotto la settimana corta di 35 ore per affrontare l’alta disoccupazione degli anni ’80. È ancor più straordinario se si pensa la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo limitato, applicato da vari paesi europei nel corso delle crisi, si è dimostrato uno strumento utile per limitare la disoccupazione (anche se lascia inalterate le diseguaglianze del capitalismo)[1].
Anche se il capitale europeo dette il benvenuto alla riduzione dell’orario di lavoro nella fase iniziale della crisi, i datori di lavoro richiesero rapidamente un orario più lungo e una maggiore flessibilità quando la crescita cominciò a riavviarsi nel 2010.
In alcuni paesi i governi hanno annunciato un posticipo dell'età di pensionamento nell’ambito di una serie di misure di austerità adottate per limitare i deficit di bilancio causati dalla crisi. Un'età di pensionamento più bassa e l'introduzione del pensionamento anticipato furono usati negli anni ’80 per creare opportunità di lavoro per i giovani lavoratori. Con un'inversione radicale nell’approccio, ora ci si aspetta che i lavoratori rimangano attivi per più tempo e per più anni per conservare il posto di lavoro e ricevere una pensione.
L'incremento dell’orario di lavoro
Negli Stati Uniti la settimana lavorativa media nel 2000 era, piuttosto sorprendentemente, più lunga di 1,6 ore rispetto al 1970 [2]. Dalla fine degli anni ’90 i lavoratori americani hanno inserito una settimana supplementare rispetto ai primi anni ’80. Nel settore produttivo, dove la percentuale del part-time è tradizionalmente bassa, la differenza tra il 1975 e il 2000 ammonta a più di due settimane. Anche la Svezia mostra una forte tendenza al rialzo per l’orario di lavoro annuale, specialmente negli anni ‘80. La differenza tra il 1990 ed il 2000 è di 80 ore. In Svezia la crescita può essere in parte spiegata dal numero di donne che sono passate da un part-time al tempo pieno.
In Gran Bretagna le ore lavoratori in un anno sono aumentate sostanzialmente negli anni ’80 (di 70 ore dal 1981 al 1989), ma sono calate di nuovo negli anni ’90. L’orario medio annuale nel 2001 era in pratica lo stesso del 1981. Anche il Canada ha sperimentato un aumento delle ore lavorate negli anni ’90 e nel 1999 i lavoratori hanno effettuato 13 ore più l’anno rispetto al 1991. Diversamente dal Regno Unito, le ore di lavoro in Canada sono arretrate di poco dopo il 2000. In Germania e Francia la media delle ore lavorate annualmente era in calo negli anni ’80 e nei ‘80, ma è rimasta costante o è leggermente aumentata tra il 2003 e il 2008.
Media lavorativa annua per lavoratore. Fonte: OCSE. *Fino al 1990 Germania Ovest; ** tutti i lavoratori.
La media delle ore lavorate annualmente include i lavoratori a part-time. Se analizziamo solo i lavoratori a tempo pieno, in Germania l’orario lavorativo è più o meno stazionario tra il 1992 e il 2006 e tra 2003 e 2008 in Francia. Ma ci sono cambiamenti notevoli per l’orario a tempo pieno. In Germania, ad esempio, la percentuale di lavoratori maschi tra le 36 e le 39 ore settimanali è diminuita dal 53% del 1995 al 21% del 2008, mentre la proporzione di coloro che hanno lavorato 40 ore è aumentata dal 31 al 46% nello stesso periodo.
Questo cambiamento radicale delle politiche del tempo lavorativo è ancora più forte se si osservano le ore lavorate pro capite (includendo quelli che hanno o non hanno un lavoro, sia i lavoratori che la popolazione dipendente). Negli Stati Uniti le ore pro capite sono aumentate del 18% tra il 1985 ed il 2000, mentre il Canada ha registrato lo stesso livello di crescita tra il 1970 e il 2008. In Gran Bretagna, le ore pro capite sono in pratica stazionarie tra il 1980 e il 2008. Lo stesso è avvenuto in Svezia tra il 1985 e il 2008. Secondo l'OCSE, "L'inversione della tendenza al ribasso delle ore lavorate pro capite negli anni ’90 era molto diffusa nei paesi e nelle regioni OCSE, con solo poche eccezioni che ancora registrano cali significativi." [3]
Fra i pochi paesi che ancora registrano un calo delle ore lavorate pro capite negli anni ’90 c’erano Francia e Germania. Ma in questi due paesi, l’effetto ha subito un arresto nella metà degli anni ’90, con un livello di ore lavorate pro capite che è rimasto stagnante tra il 1995 e il 2008. Un altro modo per analizzare questo passaggio è dato dal confronto delle ore lavoratore per famiglie, invece che per lavoratore. La settimana di lavoro per le coppie sposate negli Stati Uniti è aumentata da 52,2 ore nel 1970 a 63,1 ore nel 2000. [4].
Per ore di lavoro pro capite. Fonte: OCSE.
L'assenza della riduzione dell’orario di lavoro nel dibattito pubblico dei paesi centrali del capitalismo sui possibili rimedi per la crisi del lavoro è il culmine di un processo più lungo. Negli ultimi tre decenni, il ribasso secolare del tempo lavorativo ha rallentato in modo netto. Nella gran parte dei paesi, si è arrivati allo stallo. L'OCSE, il FMI e la Commissione Europea hanno dato il benvenuto a questo processo, che è stato ritenuto un miglioramento nella percentuale di utilizzo del lavoro. Anche se non hanno fornito una definizione chiara dell’utilizzo del lavoro, si suppone che il termine rifletta l'intensità lavorativa (di solito, misurata in produttività) e il numero totale delle ore lavorate da una specifica popolazione (il tasso di disoccupazione, il tempo speso per l’istruzione, la lunghezza della vita lavorativa, eccetera). Se così fosse, è abbastanza vicino a quello che i marxisti identificano come tasso di sfruttamento.
Importante non è solo l’orario medio di lavoro. I tassi di occupazione (ad es. la percentuale della popolazione che percepisce denaro col lavoro) e il numero degli anni necessari per la pensione sono importanti allo stesso modo. A causa di un aumento dell’età pensionabile e dei tassi di lavoro femminile, nella seconda metà degli anni ’90 l’utilizzo del lavoro in Europa è aumentato a ritmo più veloce rispetto agli Stati Uniti (come la Commissione Europea indica con orgoglio nel suo report sul “Lavoro in Europa 2007”).[5]
L'aumento del tasso di utilizzo del lavoro è un aspetto essenziale dell'era neoliberista. Un orario di lavoro più lungo, flessibile e frammentato è una caratteristica tipica del modello di vita neoliberista. Nonostante le straordinarie differenze nella lunghezza della giornata, della settimana e dell’anno lavorativo, tutti i paesi industrializzati hanno accettato il bisogno di aumentare il tassi di occupazione e di rendere il lavoro più flessibile, incrementando l’utilizzo del lavoro.
Polarizzazione del tempo di lavoro
I paesi hanno cambiato raramente le leggi e gli accordi raggiunti collettivamente sui limiti del tempo di lavoro nel corso del periodo neoliberista. C'è stato, invece, un indebolimento degli standard collettivi dell’orario di lavoro: la concessione di autorizzazioni ed esenzioni; l'erosione e il decentramento della contrattazione collettiva; l'introduzione di nuove forme nuove di flessibilità che rendono arduo un controllo sul tempo di lavoro (così come sul conteggio del tempo di lavoro individuale); l'individualizzazione dell’orario di lavoro con l'introduzione di meccanismi volontari (come l’accordo per la settimana di 60 ore in Ontario); e l'accettazione di grandi quote di orario straordinario (come applicato in Francia dopo il 2002 per sminuire gli effetti della settimana di 35 ore).
La de-standardizzazione dell’orario di lavoro è stata con una svolta verso il workfare nelle politiche sociali, costringendo un maggior numero di persone al lavoro e obbligandole a rimanere più a lungo per poter andare in pensione. L’individualizzazione e la flessibilità si sono basate sull’incremento della competizione più che sulle preferenze dei lavoratori. Ciò ha indebolito notevolmente la solidarietà della classe lavoratrice. Comunque, siccome questi cambiamenti sono stati alimentati dalla competizione, la conseguenza non era un allungamento generalizzato della giornata o della settimana di lavoro. Invece, l’esito è stato quello di una polarizzazione del tempo di lavoro, con una percentuale crescente di lavoratori che hanno orari molto lunghi o particolarmente brevi.
Il Regno Unito eccelle nella diseguale distribuzione dell’orario di lavoro. Anche se la polarizzazione è diminuita in una qualche misura negli ultimi anni, nel 2008 era ancora meno di un terzo il totale dei lavoratori britannici impiegati tra le 30 e le 40 ore. Inoltre, il 30% dei lavoratori maschi hanno effettuato più di 45 ore la settimana, mentre il 12% delle donne meno di 16 ore la settimana. In Germania, nel 2008 c’era ancora il 46% dei lavoratori maschi che lavoravano per 40 ore settimanali. Ma la percentuale di lavoratori maschi che ha lavorato dalle 41 e alle 48 ore è più che raddoppiata tra il 1995 e il 2008. Nello stesso periodo, la percentuale di donne che ha lavorato meno di 20 ore è aumentata del 60%.
Negli Stati Uniti la proporzione di lavoratori che lavorano per 40 settimanali è calata dal 48% nel 1970 al 41% nel 2000. La percentuale di chi lavora 50 o più ore settimanali è aumentata dal 21% al 26,5% nello stesso periodo. Anche il Canada ha registrato una sempre maggiore polarizzazione dell’orario di lavoro tra i primi anni ’80 e la metà dei ’90. Questa tendenza fu invertita in qualche modo tra il 1997 e il 2006. In Francia e in Svezia, le ore di lavoro sono distribuite più uniformemente, con una proporzione abbastanza piccola di persone che lavorano meno di 30 ore la settimana. Ma in Francia la percentuale degli uomini che lavora 40 ore o più è aumentata dal 20% nel 2002 a più del 35% nel 2008.
Tempo di lavoro e solidarietà nella classe lavoratrice
L'erosione di standard collettivi del tempo di lavoro è stata causata in parte dalle offensive padronali contro i sindacati e la contrattazione collettiva e dall'adozione di una legislazione di contrasto ai sindacati. Comunque, anche i sindacati hanno sostenuto indirettamente questa trasformazione, quando sacrificarono la riduzione dell’orario per poter proseguire le trattative, o quando accettarono che l’orario di lavoro fosse negoziato a livello aziendale piuttosto che settoriale. Lasciando campo libero, i sindacati si sono arresi alla logica della competizione e almeno implicitamente hanno ammesso che l’allungamento dell’orario potesse salvare posti di lavoro.
Ma l’allungamento dell’orario ha alimentato la disoccupazione invece di diminuirla. Di conseguenza, il potere del movimento sindacale si è ulteriormente deteriorato, rendendo i lavoratori ancora più vulnerabili alle richieste del capitale. In alcuni paesi i rappresentanti dei lavoratori sono stati ancora capaci di ottenere una riduzione dell’orario di lavoro negli anni ’90. Ma, con la flessibilità e il passaggio alla contrattazione aziendale, hanno poi pagato un prezzo pesante. È stato rapido il passaggio dalla flessibilità all’individualizzazione delle regole e del tempo di lavoro, con il conferimento di esenzioni e un'erosione ancora più forte della contrattazione collettiva. Da quando la flessibilità ha iniziato ad andare di pari passo con la mercatizzazione, l’orario breve e flessibile è diventato rapidamente lungo e flessibile.
Nei decenni post-bellici i sindacati hanno ripetutamente negoziato un orario più corto i cambio di un salario più alto e un migliore tenore di vita (in senso materiale). Teorici come André Gorz criticarono questo atteggiamento perché, invece di liberare il lavoro dalla dominazione capitalista, l’accelerazione del ciclo produci-consuma rendeva i lavoratori ancora più dipendenti dal capitale [6]. Questo ciclo di accumulazione non solo fu basato sullo sfruttamento sempre maggiore del lavoro, ma anche delle risorse naturali. Marx aveva già notato le similarità tra il sovrasfruttamento del lavoro e quello del suolo. Per questo la riduzione dell’orario di lavoro doveva essere indirizzata a una serie di iniziative per spostarsi verso una forma più sostenibile nella riproduzione umana, così come verso l’espansione della libertà nei confronti del dominio capitalista.
Fin dagli anni ’80, il salario reale nei paesi centrali del capitalismo è aumentato solo moderatamente, quando non è aumentato affatto. Invece di trattare un orario di lavoro più corto per un reddito più alto, le famiglie dei lavoratori ora trascorrono sempre più ore al lavoro per mantenere inalterato il proprio tenore di vita. In questa situazione, è divenuto sempre più difficile per i sindacati tentare di convincere i membri della necessità di una riduzione dell’orario. Comunque, un orario più corto, non solo nell’ambito di lavoro giornaliero o settimanale, ma anche sotto forma di periodi di aspettativa retribuiti o di pensionamenti anticipati, è ancora al centro di alcune iniziative per rianimare la solidarietà della classe lavoratrice.
Siccome non dipendono dai costi di vita locali, un orario più corto potrebbe – e dovrebbe – essere una richiesta internazionale condivisa dai lavoratori nei differenti paesi (come è stato dimostrato dal movimento per l’introduzione della giornata di otto ore). Distribuendo il lavoro disponibile tra un numero maggiore di persone, un orario più corto non andrà solo a vantaggio dei sindacati, ma anche di coloro che non hanno un lavoro. E questo era, in effetti, il motivo più importante nella lotta storica per la riduzione dell’orario di lavoro.
Un tempo lavorativo più corto offre alle persone l'opportunità di pensare e sperimentare modi di vivere alternative, non capitalisti e più democratici. Alcuni lavoratori che hanno ridotto il loro orario a part-time durante le crisi, ad esempio, non sono voluto più tornare al lavoro a tempo pieno.
Per di più, una riduzione del tempo lavorativo renderebbe più semplice distribuire lavoro pagato e non pagato anche tra i generi. Non per caso, le femministe svedesi richiesero per l'introduzione di una settimanale di lavoro di 30 ore per tutti negli anni ’70. Un orario di lavoro più corto è cruciale per riformare la capacità del movimento dei lavoratori per affrontare il capitale e costruire una società sostenibile, più ugualitaria ed ecologica.
2. Ellen R. McGrattan and Richard Rogerson, “Changes in Hours Worked, 1950–2000,” Federal Reserve Bank of Minneapolis Quarterly Review, 28: 1 (2004), p. 17. 3. OCSE, OECD Employment Outlook 2004, Parigi, OCSE, 2004. 4. J.A. Jacobs and K. Gerson, “Understanding changes in American Working time” in Fighting for Time: Shifting boundaries of work and social life, eds., C. F. Epstein and A. L. Kalleberg. New York, Russel Sage, 2004, pp. 25-45. 5. Commissione Europea, Employment in Europe 2007 (Bruxelles: Commissione Europea, 2007), pp. 127-8. 6. Vedi, ad esempio, André Gorz, Capitalism, Socialism, Ecology, London: Verso, 1994.
PAGAMENTI STIPENDI ARRETRATI NOVEMBRE – DICEMBRE 2011
Gli stipendi arretrati in tutta la provincia verranno pagati presubilmente entro i prossimi 15 giorni (salvo accreditamento dell'Assessorato al Bilancio). Sono stati attivate da parte dell'ufficio provinciale tutte le procedure atte alla richiesta di accreditamento degli stipendi da parte della Regione Siciliana.
AVVIAMENTI 2012 Il dirigente dichiara: “attualmente l'ufficio provinciale di Palermo, non è in possesso di fondi regionali per procedere alla realizzazione di progetti (perizie), per coprire il fabbisogno del ciclo produttivo del bosco e quindi all'assunzione dei lavoratori forestali, per la copertura di fabbisogno per singola perizia”. Gli avviamenti di questi giorni in alcuni paesi del distretto 3 (Piana degli Albanesi, Altofonte, Belmonte Mezzagno) vengono giustificati attraverso la progettazione caricata a fondi comunitari (P.S.R.). Per far partire la progettazione in tutti i distretti si seguiranno 2 direzioni: il PSR e i fondi regionali. Ad oggi, ai lavoratori forestali, non vengono garantiti i livelli occupazionali dell'anno precedente.
Palermo, 23/02/2012
Il Coordinatore SI.F.U.S. (Giuseppe Fiore)
di Giorgio Valentino
Voglio aprire questo articolo con una locuzione latina “Dum Romae consulitur, Saguntumexpugnatur”, che tradotta letteralmente, significa “Mentre a Roma si discute, Sagunto vieneespugnata”:questo accadeva nel 219 a.C. Siamo nel 2011 , sono passati 2.230 anni e la situazione resta immutata; è cambiata la forma di Stato, sono cambiate le persone, la civiltà e il mondo, ma l' immobilismo del non decidere nulla non è mai cambiato, si continua a discutere sempre sulle questioni, senza prendere decisioni, e quando si prendono è sempre troppo tardi.
Oggi l’attenzione pubblica è focalizzata ai mercati, allo spread, all’aumento delle tasse, alla macelleria sociale. Questo governo non eletto da nessuno, frutto di un ricatto dei mercati non sta portando nessuno sviluppo, anzi da quando si è insediato, ci sta inabissando ancira di più, prova ne è la chiusura anticipata di stabilimenti industriali, come la FIAT di Termini Imerese, la riproposizione del piano esuberi in Fincantieri (mentre prima si parlava di 2.500 esuberi, ora siamo arrivati a superare i 2.600, dei quali 176 riguardano lo stabilimento Siciliano di Palermo), poi magicamente è toccato anche a Trenitalia. Con una scelta , a dir poco euforica, è arrivata la decisione di tagliare i treni notturni in partenza dalla Sicilia e quindi con un colpo di spugna vengono spazzati via 799 posti di lavoro, 85 dei quali riguardano Messina. Tutto questo reso possibile dal fatto che, essendo questo servizio, un’attività esterna a Trenitalia, è bastato non rinnovare il contratto di servizio per tagliar fuori dal posto di lavoro ma anche dagli ammortizzatori sociali questa categoria di lavoratori. Questo è il primo passo che porta inesorabilmente al secondo taglio che riguarda i traghetti. RFI giustifica questo taglio, per eliminare i 150 milioni di perdita annua da questa attività. Quindi, a conti fatti e permanendo questo stato di cose, il viaggiatore, arrivato alla stazione di Messina, sarà costretto a prendersi le valigie in mano e ad attraversare a piedi, per poi risalire sul treno a Villa San Giovanni.
Questa idea non è nuova. RFI l’ha sempre avuta , non tenendo conto ne' delle conseguenze drammatiche sulla quotidianità e sul futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie ne' del problema sociale che ne deriverà.
Noi , non solo,come Siciliani, ma raccogliendo anche i sentimenti dei lavoratori dei settori in crisi, ci poniamo degli interrogativi.
Visto che si vogliono tagliare i traghetti per l'attraversamento dello stretto, chiediamo: RFI come giustifica una gara d'appalto per la costruzione di un nuovo traghetto per collegare le due sponde? La gara è stata fatta e vinta dai “Nuovi Cantieri Apuania”, ed il contratto è stato perfezionato a Palermo nell’Aprile di quest’anno, affidando la costruzione del un nuovo traghetto con una spesa di 49,5 milioni di euro. Inoltre il contratto prevede anche l’opzione per la costruzione di una seconda unità. I tempi di consegna per la prima sono 18 mesi a partire da Aprile, quindi a Gennaio 2013 avremmo un traghetto nuovissimo ed altamente tecnologico, che però, alla luce delle strategie RFI, potrebbe diventare una Nave Fantasma, visto che sarà soppressa la tratta.
Siamo alle solite: soldi che dovevano essere investiti e spesi in Sicilia, saranno spesi in Toscana, la Sicilia balzerà solo alle cronache per gli investimenti fatti, di conseguenza battezzeremo i fatti accaduti con un bel titolo: “Rfi e le Navi Fantasma”.
Quest’articolo non deve restare solo lettera morta, per evidenziare un sistema paradossale, ma vuole rappresentare un’ appello e un’investitura al Presidente On. Raffaele Lombardo, affinchè faccia luce sui fatti accaduti, per evitare che mentre a Roma si discute la Sicilia non diventi la nuova Sagunto, che viene rasa al suolo da forze nemiche con scelte che penalizzano sempre di più il nostro territorio.
Giorgio Valentino - Coordinatore Regionale Movimento Sicilia Libera
di Giorgio Valentino
Voglio aprire questo articolo con una locuzione latina “Dum Romae consulitur, Saguntumexpugnatur”, che tradotta letteralmente, significa “Mentre a Roma si discute, Sagunto vieneespugnata”:questo accadeva nel 219 a.C. Siamo nel 2011 , sono passati 2.230 anni e la situazione resta immutata; è cambiata la forma di Stato, sono cambiate le persone, la civiltà e il mondo, ma l' immobilismo del non decidere nulla non è mai cambiato, si continua a discutere sempre sulle questioni, senza prendere decisioni, e quando si prendono è sempre troppo tardi.
Oggi l’attenzione pubblica è focalizzata ai mercati, allo spread, all’aumento delle tasse, alla macelleria sociale. Questo governo non eletto da nessuno, frutto di un ricatto dei mercati non sta portando nessuno sviluppo, anzi da quando si è insediato, ci sta inabissando ancira di più, prova ne è la chiusura anticipata di stabilimenti industriali, come la FIAT di Termini Imerese, la riproposizione del piano esuberi in Fincantieri (mentre prima si parlava di 2.500 esuberi, ora siamo arrivati a superare i 2.600, dei quali 176 riguardano lo stabilimento Siciliano di Palermo), poi magicamente è toccato anche a Trenitalia. Con una scelta , a dir poco euforica, è arrivata la decisione di tagliare i treni notturni in partenza dalla Sicilia e quindi con un colpo di spugna vengono spazzati via 799 posti di lavoro, 85 dei quali riguardano Messina. Tutto questo reso possibile dal fatto che, essendo questo servizio, un’attività esterna a Trenitalia, è bastato non rinnovare il contratto di servizio per tagliar fuori dal posto di lavoro ma anche dagli ammortizzatori sociali questa categoria di lavoratori. Questo è il primo passo che porta inesorabilmente al secondo taglio che riguarda i traghetti. RFI giustifica questo taglio, per eliminare i 150 milioni di perdita annua da questa attività. Quindi, a conti fatti e permanendo questo stato di cose, il viaggiatore, arrivato alla stazione di Messina, sarà costretto a prendersi le valigie in mano e ad attraversare a piedi, per poi risalire sul treno a Villa San Giovanni.
Questa idea non è nuova. RFI l’ha sempre avuta , non tenendo conto ne' delle conseguenze drammatiche sulla quotidianità e sul futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie ne' del problema sociale che ne deriverà.
Noi , non solo,come Siciliani, ma raccogliendo anche i sentimenti dei lavoratori dei settori in crisi, ci poniamo degli interrogativi.
Visto che si vogliono tagliare i traghetti per l'attraversamento dello stretto, chiediamo: RFI come giustifica una gara d'appalto per la costruzione di un nuovo traghetto per collegare le due sponde? La gara è stata fatta e vinta dai “Nuovi Cantieri Apuania”, ed il contratto è stato perfezionato a Palermo nell’Aprile di quest’anno, affidando la costruzione del un nuovo traghetto con una spesa di 49,5 milioni di euro. Inoltre il contratto prevede anche l’opzione per la costruzione di una seconda unità. I tempi di consegna per la prima sono 18 mesi a partire da Aprile, quindi a Gennaio 2013 avremmo un traghetto nuovissimo ed altamente tecnologico, che però, alla luce delle strategie RFI, potrebbe diventare una Nave Fantasma, visto che sarà soppressa la tratta.
Siamo alle solite: soldi che dovevano essere investiti e spesi in Sicilia, saranno spesi in Toscana, la Sicilia balzerà solo alle cronache per gli investimenti fatti, di conseguenza battezzeremo i fatti accaduti con un bel titolo: “Rfi e le Navi Fantasma”.
Quest’articolo non deve restare solo lettera morta, per evidenziare un sistema paradossale, ma vuole rappresentare un’ appello e un’investitura al Presidente On. Raffaele Lombardo, affinchè faccia luce sui fatti accaduti, per evitare che mentre a Roma si discute la Sicilia non diventi la nuova Sagunto, che viene rasa al suolo da forze nemiche con scelte che penalizzano sempre di più il nostro territorio.
Giorgio Valentino - Coordinatore Regionale Movimento Sicilia Libera