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Oggi Belmonte si è svegliata con un’altra coda chilometrica per far rifornimento al distributore Q8. La coda si è formata già dalle 4 del mattino e arrivava agli inizi del paese. Gli automobilisti e i vigili di Belmonte erano stati avvertiti che questa mattina sarebbe arrivato un’autobotte con il rifornimento. Ma fino alle 10 nessun carburante. Gli automobilisti ignari della situazione hanno continuato ad aspettare. Fino a quando una telefonata al proprietario del distributore ha chiarito la situazione. L’autobotte è stata “dirottata” dalla compagnia Q8 a Mazara del Vallo, forse ad un ospedale o ad una scuola del luogo. Attimi di caos e panico si sono creati subito dopo la notizia. La coda chilometrica si è di nuovo sciolta in attesa di novità.
di Francesca Martorana
Si ripropone il grave fenomeno del randagismo, mai risolto a Belmonte Mezzagno. Questa situazione è diventata insostenibile, vediamo gruppi di cani abbandonati che vagano per le strade di Belmonte alla ricerca di cibo, anche tra i vari cassonetti della spazzatura, con la conseguenza di trovare spazzatura sparsa anche da loro. Ma non solo questo. Il randagismo è un problema gravissimo di salute e di incolumità pubblica. A Belmonte troviamo un gruppo di circa 7/8 cani randagi. Ma a chi spetta la prevenzione e il controllo del randagismo? In capo a chi ricade la responsabilità per i danni cagionati da cani randagi? La prima domanda ha una facile risposta, la prevenzione spetta ad Autorità sanitarie e Comuni. Passiamo alla seconda, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio della "corresponsabilità" dei Comuni nello svolgimento dei compiti di organizzazione, prevenzione e controllo del randagismo sul proprio territorio, considerato che anche su di essi grava l'obbligo di "adottare concrete iniziative e assumere provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare danno alle persone nel territorio di competenza". In altri termine la responsabilità dei comuni va proprio ricondotta alla loro funzione istituzionale di "prevenzione del randagismo" (costruzione dei canili, vigilanza del territorio, segnalazione all'ASL dei cani randagi). In realtà già il fatto della presenza di cani randagi su un territorio comunale è segnale della responsabilità del Comune che non ha adottato quei comportamenti necessari per prevenire il randagismo, venendo così meno ai suoi obblighi. In conclusione, il Comune è co-responsabile per i danni procurati da cani vaganti presenti sul proprio territorio e non può sottrarsi alla richiesta di risarcimento danni se chiamato in causa! Anche i cittadini potrebbero rendersi utili per ridurre questo fenomeno, ad esempio scoraggiando attivamente la gente ad abbandonarli. Sostenendo la loro sterilizzazione, o magari adottandoli e trovare loro una casa. Queste sono soluzioni certamente migliori dell'uccisione di decine di cani senza una fissa dimora . I randagi andrebbero catturati e curati, non abbatterli, come successo qualche anno fa. Nessuno può e deve abbattere questi animali, si tratta di un reato perseguibile penalmente, e anche moralmente sbagliato!!! Speriamo in un pronto intervento da parte di chi di dovere.
I 3.500 operai Forestali chiedono ancora al Governo regionale il pagamento degli stipendi, bloccati dal mese di luglio in poi. Inutile aggiungere che tra questi operai ci sono anche cittadini belmontesi, che si ritrovano a dover contrastare la crisi economica aspettando il pagamento delle ore lavorate nei mesi estivi, ed alcuni addirittura ancora in questi giorni stanno lavorando come operai forestali per la Regione Sicilia, pur non sapendo quando vedranno il frutto del loro sudore.
video youtube: http://www.youtube.com/watch?v=6FjWaDcNG3I
Alla Manifestazione tenutasi il 26 ottobre di quest'anno il segretario della Flai Cgil di Palermo, Nuccio Ribaudo dichiarò :"Abbiamo appreso che mancano 15 milioni per i forestali della provincia di Palermo e altri 15 per il resto della Sicilia - aggiunge - Noi chiediamo che venga individuato un percorso. Al dirigente del dipartimento chiederemo anche di continuare a lavorare per trovare le risorse che consentano il rispetto dell'accordo siglato per il pagamento delle giornate lavorative nelle varie fasce, 101, 151 e 181 ore. Chiediamo pure al Governo regionale l'approvazione di un ddl organico di riordino del settore, per evitare ogni anno di ritrovarci in questa situazione". I forestali attualmente avviati, con le disponibilita' finanziarie in atto, lavoreranno fino al 28 ottobre. La Flai chiede che in attesa di prevedere assestamenti di bilancio per recuperare le somme necessarie non si proceda a sospensioni o a licenziamenti dei lavoratori.
Intanto è partita una raccolta firme(circa 12.000 le firme già raccolte) che chiede la stabilizzazione dei lavoratori in cambio di una ampia gamma di servizi: dalla pulizie dei letti dei fiumi ai cigli delle strade, tutto il verde ricadrebbe nella competenza dei forestali e non vedremmo più villette abbandonate e fiumi in piena.
Siamo andati a trovare i lavoratori al cantiere FINOCCHIARA...
(ITALPRESS) 05/11/2011 BELMONTE MEZZAGNO (PALERMO) A Belmonte Mezzagno i carabinieri hanno arrestato A.L., 22 anni, e G.T., 38 anni. I due devono rispondere dei reati di gestione di discarica abusiva e furto di energia elettrica. Senza alcuna autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti speciali, sono stati sorpresi all'interno del cortile di un villino in contrada "Piano Stoppa", dove avevano realizzato un'officina per il recupero di metalli da vecchi elettrodomestici accantonati. Nel corso del sopralluogo, i militari hanno accertato che gli strumenti da lavoro utilizzati dagli arrestati erano alimentati con un cavo elettrico collegato abusivamente alla rete elettrica. Entrambi gli indagati, dopo la convalida del provvedimento, sono stati sottoposti alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tutti i giorni della settimana dalle 17 alle 17.30 presso le rispettive stazioni Carabinieri di competenza.
Il 28/10/11 in auditorium si è svolto un primo appuntamento del gruppo FB “Belmonte Informa” denominato OPERAZIONE VERITÀ. Presenta Gaia Zambardino responsabile del gruppo FB, ospite d’onore l’ex Sindaco Saverio Barrale.
Sono circa 1300 gli iscritti al gruppo ma pochissimi i presenti, probabilmente non più di 50 persone, ciò a dimostrazione che passare dal virtuale al reale non è così immediato, è un atto impegnativo per tutti, anche per noi, è comprensibile ma non più accettabile.
Quale migliore occasione per chiedere chiarimenti all’ex-sindaco ?
Una serie di domande mirate poste dalla moderatrice alla quale l’ex sindaco risponde in maniera preparata e organica, è chiaramente (e giustamente) un tentativo di difesa nei confronti dell’opinione pubblica che imputa all’ex amministrazione il disastro economico e quindi sociale della nostra comunità. Presto pubblicheremo i video e analizzeremo i contenuti facendo le ricerche dovute. Due domande del pubblico in sala, il “nostro” Marco La Diega e il prof. Mazzola. Scelgono la via del silenzio i consiglieri comunali e l’ex sindaco Maurizio Milone. Si rimanda ad un confronto successivo o quanto detto in aula consiliare è già sufficiente?
Non mettiamo in dubbio che quanto abbia detto l’ex- sindaco Barrale sia vero, cioè che sulla gestione di questi ultimi 4 anni sono pesati debiti e impegni di spesa pregressi come può essere la regolarizzazione della polizia municipale, i mutui contratti per la realizzazione di opere pubbliche o i dipendenti comunali non passati all’ATO (Perchè non sono passati all'ATO? Non ci sono vouluti andare o non li hanno fatti andare?).
Ma sono questioni, sono conti, che non possono giustificare totalmente il debito maturato nei confronti dell’ATO e la mancata presa di posizione su un “canone” che da 700.000 è schizzato oggi a 2.2 Milioni di euro. Il vero problema!
Un debito che si aggira sui 5-7 MLN che non può essere frutto di questi mesi di vuoto (come dimostrano gli articoli di giornale di questi anni) ma che evidentemente è cresciuto dal 2005 ad oggi. Ma come mai la bolla scoppia con l’arrivo del commissario? Non era prevedibile l’insolvibilità ? Quali provvedimenti sono stati adottati ? Perché prima di lasciare non è stato redatto il bilancio di previsione?
“Dall’ATO non si può uscire” tuona l’ex sindaco ed in effetti il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia obbligò i comuni ad entrare nelle società d’ambito, ma c’è una convenzione che vincola l’ATO ad eseguire delle prestazioni. Le prestazioni richieste tra le quali la differenziata(per legge), la pulizia delle strade o il lavaggio dei cassonetti non mai state rese. “Non è vero che sono state pagate”, ammesso ciò anche se il commissario straordinario non ha smentito i consiglieri che in seduta aperta hanno denunciato queste anomalie, dove lavoro io e credo ognuno di noi con i soldi propri se ha bisogno di una prestazione, fa un contratto … un patto e se questo non viene rispettato:
·Non paga le prestazioni
·Diffida la ditta/la persona invitandola a fare quanto dovuto
·Se non si mette in carreggiata scioglie il contratto
·Per il futuro non si rivolgerà più a chi sa che non effettuerà la prestazione
Il comune poteva e può benissimo rivolgersi ad altri che garantiscano la prestazione visto che l’ATO contravviene alla convenzione stipulata e che buona parte dei servizi non resi hanno un elevato carattere socio-sanitario e nessuno inclusa la magistratura, la regione, lo stato credo possa eccepire nulla.
Che senso ha affidare il lavoro a chi sai che mai lo farà ?
Siamo soci dell’ATO all’8 e qualcosa % e su di noi cittadini sono stati caricati dei debiti contratti dalla stessa per non meglio specificati motivi non si sa con chi. Allora l’ATO ci spieghi punto punto, voce per voce con chi e perché e se lo riteniamo legittimo paghiamo viceversa per quanto ci riguarda bisogna andare in tribunale, il comune in rappresentanza dei cittadini si costituisca parte lesa.
L’ATOPA2 fu già diffidata nel 2009 dal prefetto Trevisone e abbiamo esempi di diversi comuni che si sono dichiarati parte civile in processi contro i CdA delle ATO di Caltanisetta e Messina per aver gonfiato i bilanci.
Anche sul COINRES, la società d'ambito che opera su Misilmeri ci sono inchieste in corso. Il comune di Marineo ha affidato la differenziata ad una società privata raggiungendo il 60% con obiettivo RIFIUTI ZERO al 2020, strategia della quale ci sentiamo sostenitori, altro che termovalorizzatori. Anche Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela hanno affidato la differenziata a società terze.
Noi cosa aspettiamo ? 1.000 Firme in arrivo!
Gentile gommista/automobilista,
visto l’incendio di numerosi pneumatici abbandonati nei pressi della “villetta” che si è verificato la notte del 22/10/11 voglio informarvi che il 7 settembre 2011 ha preso il via in Italia il sistema nazionale per la gestione integrata – nel mercato del ricambio – dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), basato sul principio di responsabilità dei produttori e degli importatori di pneumatici.
Tutti gli operatori che effettuano la sostituzione di pneumatici, generando in tal modo Pneumatici Fuori Uso (CER 16.01.03), potranno beneficiare (se da essi liberamente richiesto) del servizio di prelievo dei PFU da parte dell’organizzazione gestita da ECOPNEUS.
Il ritiro avverrà senza onere alcuno per i generatori di Pneumatici Fuori Uso (gommisti), purché siano rispettate le modalità concordate (minimo di ritiro, modalità di messa a disposizione, sistema di rendicontazione, ecc.) e chiaramente illustrate nel Regolamento per il prelievo dei PFU.
Paisà senza "picciuli" perchè già li paghiamo si può evitare di inquinare l'ambiente, se ancora non l'hai fatto iscriviti subito, accetta i pneumatici fuori uso dei tuoi clienti e risparmiaci quest'altra rogna, questo rischio per la nostra salute.
L’invito per i gommisti è di iscriversi al portale Ecopneus per ottenere il prelievo gratuito dei pneumatici fuori uso, può farlo cliccando sulla parola “Registrati”, qui il manuale.
L'invito per gli automobilisti è di non gettare i copertoni nei contenitori ma di rivolgersi al proprio gommista.
E' un vostro ed un nostro diritto che i pneumatici vengano inviati al recupero perchè già paghiamo un contributo sull'acquisto. Se hai problemi nella registrazione non esitare a contattarci, posso dedicare qualche ora per cercare di capire insieme a te come risolvere il problema e rendere fattibile la cosa.
In ogni caso è dispobile il numero verde 800 037 606
http://www.ecopneus.it/
Piu di 1000 cittadini Belmontesi si stanno incontrando in rete su Facebook, dialogando con consiglieri, politici e ex amministratori. Ci si incontra e ci si scontra; si fanno proposte e ci si tiene informati sulla situazione d’emergenza sociale in cui versa il Comune, si lanciano idee ed iniziative. Quatto i gruppi di discussione su facebook che oggi sono attivi:
“Belmonte Informa”, “Costruiamo assieme il futuro di Belmonte Mezzagno”, “La Belmonte dei Giovani”, “Movimento Cittadino Belmontese E-Democracy”. Moderati rispettivamente da Gaia Zimbardino, Maurizio Milone, Emanuele Ingrassia ed infine dal sottoscritto Marco La Diega.
Le iniziative ad oggi in corso sono “petizione popolare per l’introduzione della raccolta differenziata” e “Belmonte Informa incontra” , rispettivamente il primo riguarda la raccolta di firme per risolvere i problema rifiuti , l’altra è un appuntamento con gli ex amministratori per condurre un incontro chiarificatore su aspetti importanti per il buon governo della città.
C’è una voglia di cambiare che è contagiosa ma bisogna "fare non solo parlare" si scrive su Facebook.
Cerchiamo di capire cosa sta accedendo. Cosa sono questi gruppi ? Siamo dentro una rivoluzione sociale ?
Una cosa è certa: Il paradigma scientifico dell’era contemporanea è il digitale. La sconfinata prateria del web, secondo diverse interpretazioni, è l’ultima riproposizione dell’innata sete di infinito dell’homo viator.
I Magellano, i Colombo, i Vasco de Gama della nostra epoca hanno i volti di Bill Gates, del fondatore di Apple e dei tanti che hanno reso il mondo virtuale di internet più immenso della Via Lattea.
In ciò si nasconde un paradosso di sapore rinascimentale. Il ventesimo secolo ha segnato l’inizio della conquista dello spazio, il ventunesimo secolo ha realizzato un mondo – la rete di internet - in cui il cosiddetto viaggio immobile può offrire le stesse suggestioni di un vascello sconvolto dalle tempeste.
E’, tuttavia, possibile che il virtuale possa a modo suo plasmare il reale?
E’ possibile che il virtuale possa migliorare il vissuto reale? Lo vedremo, ad oggi non lo sappiamo, ma è certo che per molti è l'unico desiderio e speranza.
Dal mio punto di vista non siamo davanti ad una rivoluzione ma ha qualcosa di più grande; un' Evoluzione della società che non ha precedenti.
F.ToMarco La Diega
Ancora una volta l'esasperazione o il divertimento, chissà, porta all'irresponsabilità sino al punto di arrecare danno a se stessi e all'intera comunità. Diversi gli incendi appiccati questa sera, tra le 22.15 e le 23.00 sotto mirino i contenitori di via A. Casalini (Comune) e via Tripoli (Club vicino alle scuole). Una montagna di rifiuti, molta plastica e alti rischi di intossicazione oltre a possibili dannnegiamenti di proprietà private. Si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco.
Al di là di quali studi possano essere stati svolti, credo che a nessuno possa venir in mente che inalare gas emessi dai rifiuti o peggio da incendio di rifiuti sia salutare.
Possono essere fatte alcune considerazioni:
L'abbandono, la sedimentazione e la fermentazione di rifiuti comportano cattivi odori, emissione di gas e danni alla salute, insommaaltro che benessere(1), dove per benessere intendiamo "da ben – essere = "stare bene" o "esistere bene", uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell'essere umano".
La costituzione di discariche in pieno centro abitato, vuoi o non vuoi comporta l'inquinamento delle falde acquifere visto e considerato che i bellissimi depuratori che ci ritroviamo non funzionano. O non hanno mai funzionato? A questo punto mi sovviene il dubbio!
In prossimità di discariche si evidenziauna maggiore mortalità da tumori e un aumento delle malformazioni congenite.
Bruciare i rifiuti comporta l'emissione in aria di sostanze tossiche, dove tossico si intende "una sostanza velenosa che assunta da organismi viventi ha effetti dannosi temporanei o permanenti, fino a letali, attraverso un meccanismo chimico"(2).
Anche se le nostre sono baby-discariche non vuol dire che l'esposizione prolungata a tali situazioni non comporti le medesime conseguenze.
Ai cittadini spetta NON BRUCIARE I RIFIUTI ed eleminare parte di questi rischi a tutela della salute di tutti. Alle istituzioni, in ogni ordine e grado compete l'onere di RISOLVERE IL PROBLEMA per tutelare la salute pubblica, che prima paghiamo con il nostro sudore e poi con la nostra stessa vita.