-
Un'ottima occasione per riflettere, dialogare e confrontarsi su modelli economici, politici e culturali virtuosi, in tempi bui per l'economia, la politica e la società.
-
Belmonte Mezzagno 26 Settembre 2013, le associazioni e organismi no-profit del territorio si incontreranno presso l'ex arena alle ore 17.30.
Si tratta del quarto incontro di questo forum che ogni mese prende più forma e forza. Un forum libero da appartenenze politiche e che vuole essere un punto di riferimento come osservatorio particolareggiato delle questioni sociali del paese promuovendo azioni di solidarietà e interesse per contribuire alla crescita civica e sociale, nella consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee ed esperienze.
Un forum autogestito, infatti ogni tre mesi un referente di ogni associazione si fa da coordinatore dell'incontro mensile.
Gli ultimi tre incontri sono stati coordinati da me ( Marco La Diega) dell'associazione Culturale EraOra, i prossimi incontri invece da Salvo Dragna dell'associazione Basket Belmonte e poi si cambierà ancora. Una piccola regola che oltre ad evitare protagonismi favorisce la trasparenza, mette in moto tutti i partecipanti del Forum che favorisce la dinamicità relazionale necessaria ad un forum di questo tipo.
Perché questo forum ed a che serve? il nostro territorio vanta nelle sue tradizioni culturali e di volontariato sociale, una storia ricca di esperienze ma che non ha visto mai le associazioni unite attorno ad un tavolo per condividere esperienze, difficoltà, buone prassi o ancora sperimentare forme innovative di co-progettazione con la scuola o municipalità se occorre e se necessario.
Rispetto ad altri “Forum delle Associazioni” questo che è nato a Belmonte ha come riferimento il valore della cittadinanza attiva e responsabile e ci auguriamo potrà aiutare i cittadini residenti a sentirsi protagonisti, a provare interesse per lo sviluppo delle politiche culturali.
Sicuramente vi chiederete Cosa si è fatto fino ad ora?
Ci siamo innanzitutto conosciuti, per poi iniziare una fase"fondante" del forum lavorando alla Carta dei valori soffermandoci a quelle comuni a tutti come il valore della Gratuità. Cosa faremo al prossimo incontro ?
Sicuramente passeremo alle azioni, parleremo dei prossimi appuntamenti come la terza edizione della "FESTA DEI DIRITTI" ma non solo si discuterà di una proposta di modifica del regolamento comunale da proporre al Comune Di Belmonte Mezzagno.
-
Tante volte incontriamo persone che ci chiedono, con un po' di rassegnazione:
<< possiamo far migliorare questo paese? >>
Se tu sei uno di questi allora ti aspettiamo al raduno dei
"cittadini in movimento"
-
Si ripete per la seconda volta grazie alla volontà di molti la celebrazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.
Domenica si festeggerà (con i trampolieri sic!) si, sarà una festa di "protesta", sarà un manifesto culturale, un modo per dire che occorre alzare il livello di attenzione verso i più piccoli.
Hanno bisogno di più spazi...
di ascolto, di amore, di confronto
di natura, di gioco, di libertà
di formazione, di salute, di crescita
Per avere un'dea sulla convenzione riporto un post di Franco Rizzo membro dei "Cittadini in Movimento"
È un documento molto importante perché riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Dal 1989 ad oggi tutti i Paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia, si sono impegnati a rispettare e a far rispettare sul proprio territorio i principi generali e i diritti fondamentali in essa contenuti. L'Italia l'ha ratificata con Legge n. 176 del 27 maggio 1991. Esso esprime un largo consenso su quali siano gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell'infanzia e codifica e sviluppa in maniera significativa le norme internazionali applicabili ai bambini.
Oggi aderiscono alla Convenzione 193 Stati, un numero che supera quello degli Stati membri dell'ONU.
La Convenzione è uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano e un riferimento dove è evidente ogni sforzo compiuto in cinquant'anni di difesa dei diritti dei bambini.
L'adozione della convenzione è ricordato ogni anno, il 20 novembre, con la commemorazione della Giornata internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza
Vi aspettiamo domenica
-
I cittadini incontrano il sindaco e gli assessori del Comune di Belmonte Mezzagno.
Le domande dei cittadini sulle questioni di interesse pubblico. - Question Time su AMBIENTE E TERRITORIO - MONDO DEL SOCIALE - AREA ECONOMICO FINANZIARIA DEL COMUNE - ed altro ancora.
Le iscrizioni per intervenire saranno raccolte dalle 16.30 alle ore 17.00 nella stessa sede dell'incontro.
-
L'ASSOCIAZIONE ONLUS “MUSICA E SOLIDARIETA"
Propone
Corsi, aperti a tutti, gratuiti e tenuti da professionisti volontari, al fine di migliorare la cultura e le relazioni interpersonali.
PER TUTTI GLI STRUMENTI ( ottoni ed ance)
- CORSO DI PITTURA ( Disegno e Storia dell’Arte)
LE LEZIONI INIZIERANNO IL 23 OTT. 2012 ALLE ORE 16,30
PRESSO LA SCUOLA ELEMENTARE, PIAZZA DELLA LIBERTA’
BELMONTE MEZZAGNO
-->
-
Terza ed ultima parte dell'incontro a Belmonte Mezzagno con Giancarlo Cancelleri, con il gruppo di cittadinanza attiva "Cittadini in movimento".
Ecco le domande poste:
Qual è la vostra soluzione per rilanciare il lavoro ed in particolare quello dei forestali?
Cosa intendete per liste pulite ?
-
LETTERA APERTA
Il presidente che pretendo: un uomo, un garante
…e passata la fase degli inchini, degli ammiccamenti, degli “stai tranquillo, fammi arrivare dove devo arrivare che poi a quella cosa ci penso io”, delle promesse da marinaio, arriverà quella delle spallucce (“ma sai, per il momento è tutto fermo, non si muove niente; non ti resta che pazientare e aspettare”), delle lunghe anticamere, del telefono che non squilla, degli “scusi, non mi ricordo, è passato troppo tempo da quando ci siamo incontrati l’ultima volta”, “ah, questo tuo figlio è? Peccato, potevi dirmelo prima che gli facevamo fare quella selezione, ma – vedi – ormai non è più in tempo, sono scaduti i termini per la presentazione della domanda”……. E tutto, implacabilmente, tornerà come prima. La tempesta avrà agitato le foglie, riempito gli invasi, divelto le staccionate, infiacchito i muri di contenimento, sollevato le tegole di qualche pagliaio, abbattuto lo spaventapasseri dell’orto, ma la quiete ritornerà come scure, attanagliando il paesaggio col suo silenzio sordo e fosco, mentre il sottosuolo brulicherà di faccendieri chini sulle sporte cariche di sterco, come talpe miopi e mefitiche, in un andirivieni frenetico, asfittico, mellifluo; urteranno l’uno contro l’altro, bisbiglieranno e si diranno cose che i più non dovranno conoscere; scaveranno camminamenti formando trame insospettabili, sviscereranno la terra e ne mangeranno i vermi; si adatteranno coriacei alle intemperie e scaveranno buche ancor più profonde per seppellirvi i cadaveri dei giusti, intenti a riprodurre, lì dove il sole non arriverà mai, le forme del palazzo, delle sale del potere, per riproporne - deformandole - le trame, e un giorno, insozzato di terra, farne emergere le squallide architetture ed eleggerlo a luogo della giustizia, del bene comune. Violazione e crimine, senza che si possa sollevare la testa per denunciarne l’ignomìnia.f.to Miriam Miceli
-
Dove sono i programmi ellettorali, quali sono le vostre idee?
Cosa intendente per liste Pulite?
Giancarlo Cancellieri risponde a queste domande.
Prima parte
Seconda parte
Terza parte
-
Purtroppo è triste constatare che i Comuni sono più penalizzati dalle regole del governo europero e nazionale primo fra tutti il patto di stabilità che subiamo gia da qualche anno. Regole e norme che "appiattiscono" una giusta gestione della politica sociale più vicina al cittadino; quella dei Comuni. Anche Belmonte Mezzagno ha questo problema.
Oggi concentriamoci, (noi semplici cittadini ) ad approfondire il tema del "Patto di stabilità" per cercare di capire in modo semplice questa Norma che sta soffocando i Comuni ......
... di seguito una piccola spiegazione sotto forma di FAQ che un gruppo di ragazzi del Comune di Manfredonia ha scritto in un volantino.
IL COMUNE FA POCO? COLPA DEL PATTO DI STABILITÀ!
Molti di voi si stanno chiedendo : “Perché il Comune non asfalta alcune strade? E perché non si fanno più sfalci d’erba nei parchi? E ancora: “Perché non si realizza ancora quel marciapiede di cui anche il Sindaco ci aveva fatto vedere il progetto?”.Qualcuno di voi potrebbe pensare che questo accade perché il nostro Comune non ha più soldi per farlo.
Non è così e voglio spiegarvelo.
Perché è giusto che, sulla base del principio di trasparenza i cittadinii sappiano cos’è che ci impedisce di fare tante di queste cose. Gran parte della colpa di questa limitata azione del Comune è dovuta al PATTO DI STABILITA’ INTERNO.
CHE COS’E’ IL PATTO DI STABILITA’ INTERNO?
E’ l’accordo che lo Stato Italiano ha assunto con gli altri Stati Europei, in sedecomunitaria, in base al quale anche i Comuni devono contribuire alla riduzione del debito pubblico nazionale, osservando, di anno in anno, regole sempre piùrestrittive. Regole che mettono in difficoltà gli stessi Comuni nella realizzazionedella programmata attività a favore della cittadinanza.
E PERCHE’ IL PATTO DI STABILITA’ BLOCCA IL COMUNE?
Il Patto di stabilità, in sostanza, impone un limite tassativo nei pagamenti, soprattutto per quanto riguarda i lavori pubblici. Per l’anno 2010 tale limite e’ deltutto inadeguato per noi, tenuto conto dei lavori da pagare, già finanziati ed appaltati prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni e taluni persino conclusi. E il Governo, nonostante le richieste di tutti i Sindaci italiani, non ha voluto considerare gli impegni contrattuali già assunti dai comuni negli anni 2009/2010. Oggi Il nostro Comune, paradossalmente, ha i soldi per finanziare nuove opere, ma di fatto, non può farle eseguire in quanto, successivamente, non potrebbe pagarle per rispettare quel limite dettato dal patto di stabilità.
Questo sistema restringe l’autonomia del Comune impedendogli sia di realizzare nuove opere pubbliche, sia di effettuare quei sacrosanti interventi di manutenzione straordinaria che le infrastrutture richiedono in maniera sempre più urgente. Specialmente quest’anno nel quale abbiamo subito un inverno straordinariamente piovoso che ha devastato gran parte della viabilità del territorio.
COSA SUCCEDEREBBE AL COMUNE E, DI RIFLESSO AI CITTADINI, SE NON RISPETTASSIMO IL PATTO DI STABILITA’?
Se non rispettassimo il patto di stabilità incorreremmo in una serie di sanzioni molto pesanti, fra le quali: riduzione dei trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero al Comune (cioè soldi che lo Stato versa al Comune annualmente). Una conseguente forte riduzione delle spese correnti. Nell’anno 2011, in caso di mancato rispetto del patto, il Comune dovrà azzerare le spese per le manutenzioni ordinarie (strade, verde pubblico, ecc.) e ridurre drasticamente l’erogazione dei servizi assistenziali o il sostegno a tante iniziative associative. Il divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia di contratto o la risoluzione di alcuni contratti in essere che comporterebbe un pesantissimo rallentamento dell’attività amministrativa anche in termini di risposte alle legittime istanze dei cittadini. Il divieto di ricorre all’assunzione di qualsiasi mutuo per la realizzazione di nuove opere pubbliche (strade, scuole, marciapiedi, ecc.).
E COSA POTREMMO FARE INVECE SE SI ALLENTASSERO I VINCOLI DI QUESTO PATTO?
Il Comune potrebbe innanzitutto: Accogliere, più prontamente di quanto riusciamo a fare ora, le richieste che ogni giorno il cittadino rivolge all’Amministrazione anche per esigenze conseguenti all’attuale crisi economica; potenziare i servizi socio-assistenziali utilizzando interamente l’avanzo di amministrazione oggi escluso dal computo per la determinazione del limite sopra detto; effettuare il pagamento di tutti i lavori commissionati prima dell’entrata in vigore dei nuovi limiti imposti dal Governo, risollevando le sorti di molte piccole aziende artigianali e commerciali locali e contribuendo fattivamente alla ripresa dell’economia locale. Effettuare lavori e manutenzioni del territorio amministrato dando nuove opportunità di lavoro in città.
-
Trailer della multivisione fotografica che si svolgerà a Belmonte Mezzagno ( Pa) a seguito dell'evento "Trekking Fotografico" a Settembre 2012.
-
fonte: protezione civile nazionale

Prima del terremoto • Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi.
Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza
• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce.
Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto
• Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti.
Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso
• Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti
• A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza.
Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza
Durante il terremoto • Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave.
Ti può proteggere da eventuali crolli
• Riparati sotto un tavolo.
E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso
• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore.
Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire
• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge.
Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami
• Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche.
Potrebbero crollare
• Stai lontano da impianti industriali e linee elettriche.
E’ possibile che si verifichino incidenti
• Stai lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine.
Si possono verificare onde di tsunami
• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale.
Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli
• Evita di usare il telefono e l’automobile.
E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi
Dopo il terremoto • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te.
Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso
• Non cercare di muovere persone ferite gravemente.
Potresti aggravare le loro condizioni
• Esci con prudenza indossando le scarpe.
In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci
• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.
Potrebbero caderti addosso
___________________________________________________________________________
altre informazioni utili dal gruppo FB. cittadini in movimento:
LEGGI, POTREBBE SERVIRE A TE PER POTERE DARE SOCCORSO ALLE PERSONE CARE
Cosa fare a scopo preventivo
• indicare le zone sicure all’interno della propria abitazione con la lettera S
• non lasciare mai la macchina in vicoli stretti
• conoscere bene il proprio isolato per sapere subito dove recarsi in caso di fuga
• conoscere (sempre chiedendo al proprio Comune di appartenenza) le aree di attesa (zone da cui passano i volontari della protezione civile per prelevare le persone, solitamente grosse piazze) e le aree di ricovero
• stabilire con i propri familiari i luoghi di ritrovo nei quartieri della città che di solito si frequentano quotidianamente (il rione delle scuole dei figli, del proprio ufficio, ecc) così da non dover perdere tempo a cercarsi in giro per le strade
Se si viene sorpresi da un terremoto in casa:
• allontanarsi dalle parti pericolanti come mobili, finestre, impianti elettrici volanti, librerie, oggetti che possono cadere (lampadari, suppellettili, quadri)
• mettersi in una zona sicura della casa come vani di muratura portanti, architravi, vani delle porte, angoli oppure sotto il tavolo o sotto il letto (a scuola sotto il banco) aspettando la fine della scossa
• uscire immediatamente fuori solo se la porta d’ingresso è vicina e immette direttamente in luogo esterno ma sicuro. Uscendo, guardare verso l’alto
• se si calzano scarpe con i tacchi alti rompere i tacchi
Se si viene sorpresi da un terremoto fuori:
• allontanarsi dagli edifici cercando uno spazio aperto oppure cercare riparo sotto l’architrave di un portone
• allontanarsi da zone franose, dalla spiaggia (potrebbero arrivare onde anomale), da sopra i ponti
• se ci si trova in macchina, restarci ma non fermarsi vicino a edifici, ponti, viadotti, insegne pubblicitarie, tralicci e pali della luce.
Le cose da non fare In casa:
• non lanciarsi dalle finestre
• non affacciarsi al balcone
• non accendere fiammiferi o candele anche se si è al buio, potrebbero esserci fughe di gas
• non fare uso di acqua potabile, potrebbe essere stata inquinata da infiltrazioni nelle tubature
• non prendere l’ascensore ma utilizzare le scale
• non telefonare a parenti o amici (non intasare le linee telefoniche intralciando le operazioni degli enti preposti al soccorso)
• non accalcarsi all’uscita degli edifici
Le cose da non fare Fuori:
• non suonare campanelli per avvisare (non perdete né fate perdere tempo)
• non andare a piedi nudi
• non mettersi sotto muri pericolanti o instabili né sotto i ponti
• non percorrere strade strette
• non mettersi sotto balconi, insegne, alberi, cornicioni, grondaie, vetrine, pali della luce, linee elettriche
• non avvicinarsi agli incendi
• non entrare in gallerie se si è in viaggio
• non correre, né a piedi né in auto
Passata la scossa
• Chiudere l’erogazione di gas GPL, staccare l’interruttore della luce e chiudere il rubinetto generale dell’acqua
• Radunare i bambini ma senza allarmarli, anzi essere rassicuranti
• Mettere scarpe pesanti (per camminare su eventuali macerie)
• Fare attenzione agli oggetti caduti in casa che ingombrano il passaggio e possono ferire o far inciampare
• Uscire da casa,ma con cautela
• Prima di uscire dall’abitazione guardare sempre se vi sono sopra cornicioni o pensiline
• Chiudere bene a chiave la porta
• Andare in spazi aperti per affrontare meglio le possibili repliche
• Prestare attenzione a oggetti pericolosi che possono trovarsi per strada come vetri, assi rotte, oggetti appuntiti
• Non rimuovere persone gravemente ferite a meno che non ci siano ulteriori pericoli
• Se necessario praticare la respirazione bocca a bocca a persone in stato di soffocamento
• Cercare di tamponare eventuali ferite per evitare successive infezioni
• Essere rassicuranti con le persone intorno
• Recarsi nel centro di raccolta più vicino indicato dal Comune o fermarsi nelle aree di attesa e aspettare che passino i volontari della Protezione Civile coordinati dalle istituzioni
• Non procurare intralcio con la propria auto quindi, a meno che non sia strettamente necessario, andare a piedi
• Ritrovare i propri familiari e assicurarsi che siano in buona salute
• Attenersi sempre alle indicazioni di vigili urbani, forze dell’ordine e volontari della protezione civile
• Aspettare una comunicazione prima di rientrare in casa
Portare con sé
Chi vive in zone ad alto rischio di terremoti dovrebbe sempre tenere pronta una borsa da viaggio contenente:
• una torcia elettrica più batterie di ricambio
• una radio portatile funzionante più batterie
• fiammiferi
• un coltello milleusi
• un fischietto
• piccola cassetta di pronto soccorso
• chiavi di casa
• coperte
A questi oggetti, in caso di scossa (e dunque di fuga) si devono aggiungere
• una bottiglia d’acqua a persona
• le medicine che eventualmente qualcuno sta assumendo in quel periodo
-
Venerdì 25 si è svolta la premiazione del concorso letterario "Un Cittadino Esemplare" per le scuole belmontesi giunto alla dodicesima edizione, promosso dall'associazione Nyololo in memoria di Alessandro Mazzola.
Come ogni anno gli alunni delle scuole medie sono stati chiamati a cimentarsi con un tema, molti gli elaborati prodotti. Dopo un percorso di preparazione su 3 giornate ci sì è ritrovati all'auditorium per l'atto finale del concorso, sono intervenuti il prof. Salvatore Mazzola papà di Alessandro, Salerno Vincenzo e l'avv. Rocco Chinnici in rappresentanza del gruppo di cittadinanza attiva, il dott. Salvatore Migliore , l'assessore Nadia Bonadonna per conto dell'amministrazione comunale (assente il sindaco chiamato a votare il bilancio ATO), Salvatore Drago di Unipol (dove lavorava Alessandro Mazzola) che ogni anno mette in palio il primo premio, Don Lillo letteralmente acclamato dagli studenti, il dirigente scolastico la dott.ssa Angela Salmome, il presidente dell'associazione Nyololo Enzo Pizzo ed infine la prof.ssa Ninfa Migliore presidente di commissione che ha condotto la premiazione.
I primi tre clasificati
1° TRESA RICCARDO(III G) - riportiamo il tema in fondo all'articolo
2°RINAUDO LUCA(III G)
3°BENIGNO ESTER (III E)
Dal palco sono arrivati diversi inviti ai ragazzi presenti e agli stessi adulti, soddisfazione della preside per la sinergia messa in pratica in questa edizione del concorso tra diversi attori della società civile, un invito è giunto dall'associazione Nyololo affinché si possa garantire per gli anni a venire un concorso patrocinato dal comune. Richiami alla fratellanza, l'unità, il coraggio, la necessità di non essere pregiudizievoli e di aiutarsi.
Un bella aria si respirava intorno ad un concorso che si è dimostrato essere qualcosa di più, una possibilità di crescita e di confronto per le giovani generazione belmontesi.
Dal palco un ulteriore appello dall'ass. Nyololo affinché si possa finalmente omaggiare padre Mariano fondatore dell'associazione ed oggi missionario in Tanzania con la cittadinanza onorari, impegno preso tanti anni fa e mai onorato dal comune. Di lui vengono ricordati i primi corsi serali per i lavoratori ed il primo giornale belmontese.
IL TEMA VINCITORE
22/05/2012 Belmonte Mezzagno
-
Le elezioni amministrative (le prime dell’era post berlusconiana -a proposito: chi ha più notizie del Cavaliere?-) hanno avuto un effetto “deflagrante” sul sistema politico italiano.
Il voto (e il non voto) degli Italiani si è abbattuto sui partiti come uno “tzunami democratico”, rischiando -ancor più col probabile ritorno dell’onda lunga grillina alle politiche- di spazzare via dalla scena molte “prime donne” di questa giovane morta Seconda Repubblica.
Ciò che più preoccupa la Casta, nondimeno, è la sopravvenuta consapevolezza di come questa scossa possa essere solo la prima di una lunga serie di “terremoti politici” dalle conseguenze imprevedibili!
PRIMO “BOOM!”
Disfatta per la Lega, schiacciata dal peso dell’oro del tesoriere Belsito e dalla beffa di dover giustificare stravaganti investimenti in Tanzania e miracolose lauree albanesi!
Unica affermazione di rilievo quella del “barbaro sognante” Tosi a Verona (in realtà anch’essa uno schiaffo per il Senatur, trattandosi del successo personale del primo degli oppositori interni al Capo!).
Per il resto, crollo dei consensi e macerie politiche:
- sconfitta al primo turno in città come Legnano (storica sede del Carroccio) e Sarego (sede del Parlamento Padano, dove si è insediato il primo sindaco grillino d’Italia!);
- e disfatta anche al secondo, dove la Lega ha perso in tutti e 7 i capoluoghi in cui aveva conquistato il ballottaggio, tra cui Monza (ovvero sede distaccata dei fantomatici Ministeri di Roma tanto reclamati da Bossi) e Cassano Magnago (città natale del Senatur).
Oggi i consensi del Carroccio si attestano attorno al 5%, anche meno stando ai sondaggi (contro l’8% delle ultime elezioni politiche e il 10% delle europee).
Riuscirà l’incoronato Maroni nell’impresa titanica di rianimare un movimento indipendentista e legalitario scopertosi d’improvviso centralista e ladrone?
SECONDO “BOOM!”
Tracollo per il Pdl, accomunato al suo leader da uno stesso destino decadente.
Sia l’“imbarazzante scomparsa” del Cavaliere (sparito dalla scena pubblica pur di togliersi dall’incombenza di dover commentare l’annunciata sconfitta) che la sua “ingombrante eredità” politica (un Paese “rimasto al palo” dopo un ventennio berlusconiano) hanno inevitabilmente pesato sui destini del Partito.
Non sorprende, allora, come quello che si vantava d’essere il primo partito d’Italia si sia ridotto in molte città a non raggiunge nemmeno percentuali di voto in doppia cifra o ad essere scavalcato dal neonato Movimento Cinque Stelle!
Per citare qualche dato:
- sui 15 capoluoghi chiamati al voto in precedenza amministrati dal centrodestra, il Pdl ne ha mantenuti appena 6;
- e sui 98 comuni non capoluogo superiori a 15 mila abitanti dove si è votato, il Popolo della Libertà si è confermato alla guida della città solo in 33.
Sorprendente, in particolare, i responsi di Parma e Palermo: nei due capoluoghi amministrati dal centrodestra, il Pdl non è riuscito nemmeno a conseguire i ballottaggi!
La prima preoccupazione di Alfano è stata “minimizzare” la debacle elettorale, annunciando la più grande novità nella politica italiana degli ultimi anni.
Quale altra sorpresa attenderci dal Cavaliere (dopo la nascita del “partito di plastica” e la sua trasformazione nel “partito del predellino”)?
TERZO “BOOM!”
Grande fiasco anche per il Terzo Polo, passato dal ruolo di “ago della bilancia” tra i due poli ad anonimo protagonista di un’esclusiva puntata di “Chi l’ha visto?”.
Il grande Centro sognato da Casini si è ristretto ad un “centrino”: una coalizione di partiti ad personam (l’Udc, il Fli e l’Api) incapace di tener testa persino al novellino Movimento Cinque Stelle!
I moderati, finiti “sotto un cumulo di macerie” -parole di Casini-, pensano adesso a come riscattarsi…
Che si punti a riesumare dalle urne (cinerarie) della Prima Repubblica una nuova Democrazia Cristiana?
QUARTO “BOOM!”
Il vero exploit di queste elezioni è quello del Movimento Cinque Stelle, presentatosi nelle vesti di una “Lista civica nazionale” al di fuori delle logiche di partito.
Cinque, alla fine, i sindaci eletti, e ballottaggio sfiorato per un soffio a Genova.
Il Movimento ha raggiunto una media di voti che si attesta attorno all’8-10% (con numerosi sondaggi che, in vista delle prossime politiche, lo collocano tra il 12 e il 18%, proiettandolo come possibile secondo partito nazionale!).
Sorprendente, in particolare, la conquista del Comune di Parma, dove una sciagurata amministrazione di centrodestra (che ha lasciato in eredità 600 milioni di euro di debiti!) non è bastata all’opposizione di centrosinistra per conquistare la fiducia dei cittadini.
Un “boom!” tanto eclatante quanto non più trascurabile...
Qualche eco sarà finalmente giunto anche alle “orecchie presidenziali”???
…E IL “PLIN PLIN” DEMOCRATICO!
E il Pd?
Più che “boom, boom!” il Partito Democratico sembra aver fatto “plin plin”!
Si sono sprecati i giudizi entusiasti o quantomeno rassicuranti dei dirigenti del Partito: da quello del presidente Rosy Bindi (pronta a minimizzare i risultati di Parma e Palermo, elencando prosaicamente tutti i paesini più sperduti d’Italia dove il Pd potrà vantare di aver piantato una bandierina!) a quello del segretario Bersani (dettosi certo di poter affermare che il Pd ha vinto le elezioni “senza se e senza ma!”).
I freddi numeri, in effetti, certificano un’indiscutibile vittoria elettorale del centrosinistra:
- dei 26 capoluoghi in cui si è votato, 15 sono stati aggiudicati dal centrosinistra (rispetto agli 8 precedenti);
- e dei 157 comuni non capoluogo superiori ai 15 mila abitanti chiamati al voto, 96 sono stati vinti sempre dal centrosinistra (contro i 58 precedenti).
Ma questa vittoria “elettorale” certifica anche una vittoria “politica” del centrosinistra?
Il centrosinistra si conferma unica, vera, valida, forte alternativa al centrodestra agli occhi degli elettorati?
Guardiamo alla sostanza.
Quattro erano i “test elettorali” di un qualche rilievo nazionale: le elezioni a Palermo, Parma, Genova e Verona.
Com’è uscito da queste prove il Pd?
A ben vedere, nessuna è stata superata a pieni voti!
Il Partito Democratico:
1- non è stato in grado d’indicare un candidato vincente a Genova (il sindaco Doria, premiato dalle primarie, non è certo espressione del Pd!);
2- non è stato capace di “segnare un gol a porta vuota” a Parma (il candidato democratico, già presidente della Provincia, è stato clamorosamente battuto al ballottaggio da uno sconosciuto bancario grillino, Pizzarotti!);
3- non ha avuto la forza quantomeno d’impensierire l’annunciata vittoria del sindaco Tosi a Verona;
4- e non è riuscito a strappare Palermo né a un centrodestra ormai allo sfascio né all’ex alleato Leoluca Orlando (pur avendo il facile pretesto di poterlo accusare di aver tradito lo spirito delle primarie e di non essere certo la risposta alla richiesta di rinnovamento della classe politica!).
La vera “sconfitta politica” del Pd, inoltre, è evidenziata da altri impietosi dati, per i quali:
1- da un lato, il primo partito d’Italia si è confermato quello degli astenuti (al secondo turno, quasi 1 elettore su 2 ha preferito restare a casa; l’astensionismo, forse per la prima volta, si è presentato più al nord che al sud; a Genova, in particolare, al ballottaggio solo il 39% degli elettori hanno scelto il proprio Sindaco!);
2- dall’altro lato, il Pd non è stato minimamente capace di riempire il “vuoto politico” lasciato dal centrodestra, di attrarre consensi al di là del proprio bacino elettorale di riferimento (a fronte dell’“emorragia di voti” della Lega e del Pdl, il Pd non ha accresciuto i propri);
3- e, per di più, anche il Partito Democratico ha visto erosi i propri consensi dall’espansione del Movimento Cinque Stelle.
L’esercizio yoga in gran voga tra i dirigenti del Pd (elencare come un “mantra” le vittorie in tutte le decine di comuni medio-piccoli conquistati dal Partito) può aver l’effetto consolatorio di una zolletta di zucchero utile a togliere l’amaro in bocca ma non può, al contempo, cancellare la realtà di un Paese che ha voltato le spalle al centrodestra senza per questo consegnarsi al centrosinistra!
C’è ben poco di cui stare sereni, dunque, in vista delle prossime elezioni politiche.
E se i partiti non saranno in grado di riformarsi e rinnovarsi in gran fretta, la “bomba elettorale” innescata a Parma rischia di non essere affatto l’ultima, bensì solo la prima di una lunga serie di deflagrazioni destinate a cambiare “contenitori e contenuti” nel marasma politico italiano...
-
Pensavamo di essere esigenti o esagerati quando in questi giorni ognuno di noi si chiedeva … ma perché ?
Poi ci siamo parlati e ne abbiamo parlato con la gente a noi vicina e ci rendiamo conto di non essere i soli a porsi certe domande.
Perché l’assessore Benigno Domenico e il vicesindaco assessore Dragotto Giuseppe devono fare anche i consiglieri comunali ?
Perché non si dimettono e lasciano spazio a quelli immediatamente eletti dopo di loro ?
Avevamo pubblicato la lista di coloro che sono stati chiamati a governare e guidare il paese tagliando appunto i consiglieri assessori e promuovendo a consiglieri altri cittadini, ci sembrava naturale e invece ci dicono di eliminare quei tagli perché ancora non si sa, oggi ci rendiamo conto che ancora non si doveva sapere perché in fondo già sapevano e sanno.
Cosa sapevano e sanno ?
Sapevano e sanno che i consiglieri assessori avrebbero mantenuto entrambe le cariche, ebbene la nuova legge elettorale lo consente, non c’è incompatibilità e per carità la legge è legge, ci dicono che gli elettori hanno espresso un voto per consigliere e va rispettato, per carità l’elettore va rispettato …. ma …
…. Vorremmo sapere quanti elettori non ritengano più opportuno alla luce della campagna elettorale basata sulla “democrazia partecipativa” che Benigno e Dragotto lascino il posto a qualcun altro.
Vorremmo saperlo perché la logica ci fa dire che più persone diverse partecipano direttamente all’attività comunale, più rappresentatività c’è, ma forse ci sbagliamo, la nostra è la logica della gente e del governo allargato al popolo, qui prima c’è la logica del partito e delle alleanze con le dovute spartizioni e ci sovviene il dubbio che questa scelta sia legata a qualche consapevolezza.
Facciamo due ipotesi
• I Consiglieri-Assessori sanno che rinunciando alla carica di consigliere comunale laddove il Sindaco decidesse di destituirli da assessori rimarrebbero fuori dai giochi.
• I Consiglieri-Assessori sanno già che verranno sostituiti in corsa e non vogliono rimanere fuori dai giochi.
Tutte le restanti motivazioni appaiano ai nostri occhi ingiustificabili e sinceramente speriamo che la gente si esprima in questo senso auspicando le dimissioni da consiglieri dell’assessore e vice-sindaco Dragotto e dell’assessore Benigno.
Non è scritto da nessuna parte che dovrebbero farlo però come detto prima per una maggiore rappresentatività dell’elettorato belmontese sarebbe “cosa buona e giusta”.
Facciamo inoltre notare che potrebbero verificarsi situazioni inverosimili in cui l’assessore delibera, si maschera da consigliere e si vota la delibera. Se evitiamo forse è meglio.
Tutti gli amministratori del gruppo
Cittadini in Movimento
22/05/2012 Belmonte Mezzagno
-
Una novità importante di queste elezioni è la crescente volontà della gente di interessarsi alla cosa pubblica, questo si è palesato con la massiccia affluenza alle urne e con i piantoni di tanta gente dentro il comune sino a tarda ora. Inoltre le "affluenze sul blog" ci hanno impressionato (32.000 visite l'ultimo mese e 10.000 gli ultimi due giorni)... speriamo non sia solo curiosità, ma pura e semplice voglia di conoscere "le cose del paese".
Quest'amministrazione avrà bisogno della gente, la partecipazione non si riduce al controllo da "cane da guardia", occorre dare fiducia, bisogna far sentire la nostra vicinanza a chi si assume la responsabilità di prendere il timone.
Mettiamo sul tavolo delle possibili soluzioni piuttosto che semplici elenchi di problemi, proviamo ad aiutare così questa amministrazione ed il consiglio che abbiamo scelto.
Andiamo in consiglio comunale, informiamoci e se abbiamo qualcosa da dire o da proporre supportiamola con contenuti condivisi.
Pietro non sei solo, credo che questo consiglio comunale possa darti una mano così i non eletti e certamente le associazioni locali e la società civile.
Il primo gesto di responsabilità alla quale da cittadini siamo chiamati a rispondere viste le 1.000 firme per raccolta differenziata, è di mettere in campo tutta la collaborazione necessaria affinché si possa partire preparati, occorre organizzare incontri di informazione e formazione dei cittadini sul riconoscimento e la selezione dei materiali e sulla riduzione degli stessi.
Pertanto invitiamo chi pensa di poter dare un contributo o chi vuole semplicemente segnalare contenuti di mettersi in gioco.
Un grande augurio per te e per Belmonte, Avanti Tutta Pietro, avanti tutta, Belmonte può!
-
...adesso conosciamo tutto o pensiamo di conoscere tutto? Abbiamo avuto modo di conoscere i programmi elettorali, i candidati consiglieri, i futuri assessori. Chi voteremo? Ognuno ha raccontato la propria verità sulle precedenti amministrazioni, ed una nuova progettualità, orientata al bene comune.
Chiarezza e onestà intellettuale sono i requisiti necessari affinché l’elettore riponga la “fiducia” in un soggetto.
Ognuno ha evidenziato “il negativo” nell’avversario politico, facendo emergere la novità di cambiamento del proprio progetto politico, ma questo fa parte della strategia politica.
La chiarezza “reale” si può avere soltanto da un confronto diretto, ma non sono certo della sua fattibilità, considerato il clima di tensione che si respira alla luce degli ultimi eventi accaduti.
Ed allora “onestà intellettuale” deve possedere il soggetto che si espone, anzi che “propone” agli elettori un programma.
Un sentimento nuovo di coscienza civile comincia ad esistere, ed allora per Ri-cominciare a progettare il bene del nostro paese, è necessaria la FIDUCIA nella persona che ci deve rappresentare, affinché ognuno possa esprimere il proprio voto in modo consapevole.
Basta con la logica del sospetto, con il demonizzare l’altro, se vi è stato uno o più fallimenti la colpa non è mai di un solo soggetto, ma è di “tanti”, per non dire quasi di tutti ( anche dei cittadini che siamo stati assenti!).
Ognuno avrebbe dovuto fare la sua parte nel migliore dei modi, da politico o da cittadino.
E adesso voltiamo pagina, decidiamo con coscienza chi deve rappresentarci, e poi ognuno cerchi di essere presente ( dal semplice cittadino al politico), fornendo il proprio contributo, in modo attivo, per la rinascita di Belmonte.
F.to Avv. Rocco Chinnici
-
a) Il cittadino vicino al Comune per legge
Nelle riflessioni precedenti si è scritto della necessità di un Comune virtuoso e, sia pure per cenni, del come è come è possibile crearlo. Cittadini e politica devono essere gli artefici di tale costruzione. Questa volta mi occupo di uno degli artefici: il cittadino.
In una prossima occasione mi propongo di riprendere il ruolo della politica nella realizzazione del progetto qui, varie volte, evocato. Una politica virtuosa per un Comune virtuoso. Una politica, come si è detto tante volte, capace di volare alto, capace di sganciarsi dal contingente fatto, molto spesso, di inutili e logoranti contenziosi, per privilegiare un ruolo che guardi esclusivamente al bene della gente.
uesta volta desidero riprendere il concetto Questa volta desiderpo riprendere il concetto della importanza, ma anche della legittimità del riulo del cittadino rispetto al discorso centrale di queste riflessioni. A consolidare, ulteriormente, le ragioni che devono sollecitare al cittadino comportamenti di vicinanza alle problematiche che riguardano la vita del Comune, si devono ricordare le leggi regionali, ancora prima di quelle nazionali, che sono state approvate alla fine degli anni ’80, a seguito di un interessante, diffuso e partecipato dibattito che ha animato per tanto tempo la vita politco-culturale della nostra Regione.
Le organizzazioni che rappresentavano i bisogni dei cittadini, le forze sindacali, la cultura, ma anche la politica, sia pure in un momento successivo, hanno preso atto del fatto che il cittadino si trovava molto distante dall’ente titolare della competenza che doveva soddisfare le sue esigenze personali che erano prevalentemente di natura sociale, ma anche di studio e così via.
La interlocuzione a distanza tra i cittadini e la Regione, titolare delle competenze, non era compatibile con il rapido e necessario soddisfacimento di una serie di esigenze. Occorreva eliminare quella distanza avvicinando il più possibile il cittadino all’ente erogatore del servizio. Questo miracolo si realizzò con l’ausilio di una Commissione di tecnici, detta Commissione dei !5 dal numero dei componenti, individuando nel Comune l’ente capace di realizzare il contatto immediato con il cittadino.
Viene ridisegnato il ruolo dei tre livelli di governo: Regione, ente intermedio, Comune.
Il Comune da ente erogatore di certificati diventa ente rogatore di servizi, un balzo in avanti nella qualificazione della sua attività.
Si approvano, così, le leggi con cui vengono trasferite le competenze dalla Regione ai Comuni. La prima legge che costituisce una pietra miliare di quello che venne chiamato il decentramento amministrativo, fu la l.r1/79. Leggi successive definite di settore perchè si occupano di categorie di cittadini, disabili, anziani ecc,m, seguono la scia tracciata dalla legge 1, intestando sempre al Comune le competenze relative.
Questa situazione rivoluzionaria, apparentemente squisitamente tecnica, nel senso che vi è una richiesta, quella del cittadino, ed una risposta, quella del Comune, diventa via via, un terreno in cui il dialogo diventa, sempre più, anche politico e di collaborazione, soprattutto attraverso i rappresentanti delle categorie di cittadini portatoti di bisogni. Da questo dialogo collaborativo, non solo il rapporto diventa sempre più scorrevole ed efficace, ma diventa ragione del miglioramento di normative e procedure. Insomma, il tutto diventa una opportunità per elevare la qualità delle prestazione del Comune e, quindi, per elevare la qualità della vita dei cittadini, della comunità locale.
Ciò, però, non significa che tutto, come si suole dire, è “rose e fiori”. Le difficoltà non mancano. Non sempre le esigenze rappresentate vengono soddisfatte con il necessario tempismo. Spesso il confronto è duro. Malgrado ciò non si può disconoscere i’importanza di una interlocuzione tra cittadini e Comune, che ha avuto ricadute positive anche nella qualità della vita dei cittadini, grazie anche ad una intesa conseguita tra i due.
Avere limitato questa riflessione ad uno spazio di rapporti cittadino-Comune all’area sociale, non vuole significare che vengono esclusi gli altri necessari spazi di interlocuzione che attengono al “bene comune” di cui si è detto nella mia precedente riflessione.
Validi e sollecitatori di impegno da parte dei cittadini restano tutte le altre problematiche che riguardano la competenza del Comune e, quindi, il benessere della comunità locale.
Il taglio delle considerazioni qui svolte, vuole dimostrare che, sia pure per alcuni temi molto importanti, la legge ne ha sancito una sorta di interdipendenza di cui bisogna prendere atto e da cui partire per costruire, da parte della comunità locale, una sensibilità sempre più pregnante di collaborazione costruttiva con il Comune-
-
Che cos’è un patto per la città ?
È un impegno concreto che assume il candidato sindaco con i cittadini per la realizzazione di alcune attività che sono volte al miglioramento delle condizioni socio-culturali ed economiche del paese.
È la concretizzazione della volontà dei cittadini di volere realizzati alcuni obiettivi in tempi prestabiliti.
Qui i documenti inviati ai candidati.