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Ircac: deliberati finanziamenti per 11 cooperative siciliane
(AGI) - Palermo, 3 ott. - Undici finanziamenti agevolati ad altrettante cooperative sono stati approvati dall'Ircac. Di questi sette sono crediti di esercizio per lo start-up di impresa e cioe' destinati a cooperative di nuova costituzione per l'avvio dell'attivita'. I finanziamenti, approvati dal commissario straordinario dell'Ircac Antonio Carullo, vengono concessi al tasso agevolato dello 0,50% . Nel caso degli start-up, inoltre, per ottenere il finanziamento e' sufficiente una fidejussione personale senza garanzie reali, cosi' come prevede il nuovo Regolamento di aiuti alle imprese dell'Ircac che ha voluto in questo modo, con il consenso della giunta regionale di governo che lo ha approvato , aiutare e sostenere l'imprenditorialita' giovanile. Le cooperative che hanno ottenuto il finanziamento di start-up sono la Mago Merlino di Marsala che gestisce un negozio di giocattoli,prodotti elettronici ed accessori per organizzare feste; Progetto futuro di Belmonte Mezzagno che intende gestire una comunita' alloggio per anziani e disabili; 70 volte 7 di Palermo che intende gestire un Caffe' letterario con annessa biblioteca e contro congressi; Easy building di Castelbuono che effettua lavori edili; New Charme di Siracusa che gestisce una palestra; La fenice ser.ci di Mineo che gestisce alcune strutture per l'assistenza socio-sanitaria e Lampara di Caltagirone che produce ceramiche artistiche. Crediti di esercizio sono stati concessi alle cooperative Terraviva di Mirto che si occupa della vendita all'ingrosso di prodotti alimentari e bevande; Letizia di Marsala che fornisce servizi socio-assistenziali e Omnia promo service di Catania che fornisce servizi di pulizia, trasporto e facchinaggio. Infine un credito a medio termine e' stato approvato in favore della cooperativa Albatros di Tremestieri etneo che svolge lavori di manutenzione di giardini ed edifici privati e pubblici. (AGI) .
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di Salvatore MiglioreConsentire, con supporti e modalità previsti dalla legge, agli alunni che hanno problemi di apprendimento, la piene fruizione del diritto allo studio. Questa sarebbe stata, sicuramente, la risposta immediata e spontanea all’interrogativo posto nel titolo.Una risposta corretta, ma parziale, nel senso che il solo apprendimento, ancorchè importante, non può e non deve essere considerato il solo obiettivo. Altri e anch’essi importanti sono gli obiettivi che persegue l’integrazione scolastica.Obiettivi, via via, sempre più attinenti alla crescita complessiva della personalità dell’alunno con disabilità, definiti e sempre più perfezionati dalla relativa evoluzione normativa, giurisprudenziale e culturale sulla materia.Va rilevata l’attualità del problema che qui si pone in considerazione delle procedure che vanno attivate nell’immediato futuro in preparazione al prossimo anno scolastico.Gli interessati, innanzi tutto, le Istituzioni, la società nel suo complesso, devono avere piena consapevolezza del diritto allo studio degli alunni con disabilità per sostenerne con la necessaria autorevolezza ed efficacia il rispetto. E’ opportuno allora un escursus, sia pure breve, sia della normativa ma anche della giurisprudenza che sull’argomento è stata prodotta e che sono per la fruizione piena, senza alcun condizionamento, del diritto allo studio, anche per le ricadute positive di natura sociale e psicologica, sul soggetto.La Costituzione Italiana ha sancito che tutti i cittadini devono avere pari dignità e che davanti alla legge devono essere uguali “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; compito dello Stato è rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il perseguimento.In modo particolare, per quanto riguarda l’insegnamento stabilisce:La scuola è aperta a tutti (art. 34);Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento al lavoro (art. 38);Rispetto a questi due diritti, lo Stato si deve fare carico di fornire ogni supporto necessario per la loro fruizione e, quindi, per un’adeguata integrazione scolastica di quei cittadini-studenti con disabilità.L’integrazione scolastica, come accennato in precedenza, non è un’attività fine a se stessa, con l’obiettivo, cioè, di perseguire soltanto l’apprendimento dell’alunno con disabilità, ma è finalizzata anche alla sua socializzazione. Per questa ragione il legislatore si è preoccupato di prevedere, nel tempo, condizioni di attuazione, sempre più congrue, capaci di essere all’altezza di tale compito.L'esigenza di un'integrazione scolastica con questa doppia funzione viene evidenziata sin dagli anni ’70. Infatti, la relazione conclusiva della Commissione Falcucci, nel porre il problema di una nuova struttura scolastica sottolinea un principio fondamentale da cui parte il tema di una visione di integrazione scolastica rivoluzionaria, e cioè che gli alunni con disabilità devono costruire il loro futuro.Importante e significativo un passaggio della relazione appena ricordata: “Questa più articolata vita scolastica, promuovendo la maturazione e la socializzazione degli alunni, può prevenire le difficoltà e può affrontarle in misura adeguata ove si siano manifestate”.La capacità socializzante della scuola e, quindi, dell'integrazione scolastica, viene chiaramente riconosciuta dall’autorevolezza degli estensori del documento.La nuova filosofia dell'integrazione scolastica si realizza con interventi adeguati che devono partire, innanzi tutto, dal più alto livello istituzionale dell’Amministrazione scolastica che ha il compito di stabilire la strategia operativa. Così recita la relazione a questo proposito: “Il Ministero della Pubblica Istruzione, nella sua funzione di programmazione e di definizione della politica scolastica, ha il primario dovere di rendere partecipi, ai vari livelli, gli organi collegiali di governo della scuola della linea operativa che intende perseguire per liquidare ogni possibile forma di emarginazione scolastica e sociale precisando in modo univoco gli indirizzi da sviluppare con riferimento all’articolato sistema di competenze definite dai decreti delegati evitando così i rischi di comportamenti contraddittori e contrastanti obiettivi di integrazione scolastica”.Il tema dell'emarginazione superabile con l’integrazione viene ripreso dalla C. M. 22 settembre 1983, n.258: ”L'intesa fra i rappresentanti dell'Amministrazione scolastica degli Enti locali e del servizio sanitario nazionale dovrebbe mirare a perseguire unitariamente in favore di tutti gli alunni e, in particolare, di quelli portatori di handicaps, l'attuazione dei precoci interventi atti a prevenirne il disadattamento e l'emarginazione; e la piena realizzazione del diritto allo studio”.Sul tema dell’integrazione scolastica non poteva non intervenire la legge 104/92 la quale all’articolo 12 così dispone: “L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo della potenzialità della persona handicappata nell’apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione”.Il diritto allo studio per gli alunni disabili, di qualunque ordine e grado, è stato sancito, ripetutamente, da norme, da circolari e da provvedimenti amministrativi delle istituzioni competenti.Tutto ciò poteva sembrare più che sufficiente, per ritenere scontato il diritto allo studio per gli alunni con disabilità. Ma così non è stato, se ancora oggi, soprattutto, in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico, il tema della integrazione scolastica degli alunni con disabilità ritorna, purtroppo, prepotentemente di attualità. Ma anche nel corso dell’anno scolastico e nella fase organizzativa dell’attività di sostegno, le falle sono sistematicamente presenti e, piuttosto, pesanti. E se ancora oggi si avverte il bisogno di dibattere pubblicamente, nelle sedi più varie, il tema, significa che la sensibilità delle istituzioni e della società, complessivamente, non è ancora sufficientemente adeguata.
Quindi, il diritto alla integrazione non è sempre automatico. Spesso è motivo di contenzioso, di tensione e, quindi, di forte rivendicazione da parte delle famiglie, per cui viene sollecitato anche l’intervento del giudice.Il ricorso alla Magistratura segna, sicuramente, come alcuni sostengono, una sconfitta per le Istituzioni, per le forze sindacali e per la politica, ma certe volte è la strada obbligata per garantire un diritto. È anche un modo per ribadire il riconoscimento di un diritto, quello, appunto, alla integrazione scolastica per gli alunni con disabilità.Nemmeno carenze di risorse economiche, rappresentate dalle Amministrazioni tenute a supportare il diritto allo studio degli alunni disabili, hanno modificato l’orientamento della Magistratura.Scrive, a questo proposito, la VI sezione del Consiglio di Stato nella sentenza n. 722 del 19 Gennaio 1990 (concetto ripetuto successivamente in altre sentenze): “…le disposizioni dettate per il contenimento della spesa pubblica non possono condurre al risultato aberrante di rendere inutile o nociva una prestazione garantita dalla legge per la cui efficacia è necessaria l’opera di personale qualificato cui la norma attribuisce l’alto compito di promuovere completamente il progresso intellettuale e culturale di alunni bisognevoli, per le loro condizioni, appunto di un insegnamento specializzato sì che posa ad essi effettivamente essere garantito il diritto allo studio ed una piena formazione della personalità”.Più chiaro di così!La Sentenza maxima in tema di integrazione scolastica degli alunni disabili, è la n. 215 del 3 Giugno 1987 della Corte Costituzionale.La sentenza oltre ad avere deciso che l’integrazione scolastica va assicurata, e non agevolata come disponeva sino ad allora la legge, mette in evidenza l’obiettivo della integrazione che non è solo l’apprendimento ma anche la socializzazione.Il riconoscimento sottolineato dalle sentenze del giudice ha riguardato, essenzialmente, il diritto a sette benefici: quello della quantità del sostegno, quello del sostegno personalizzato, quello del risarcimento, quello alla continuità didattica, quello alle prove di esame con l’ausilio di supporti e quello del diritto al trasporto gratuito per gli alunni disabili delle scuole secondarie.La Magistratura, quindi, è intervenuta non per riconoscere agli alunni con disabilità, in maniera generica, il diritto allo studio, ma un diritto specifico, personalizzato a seconda del tipo di esigenza rappresentata, per cui le stesse hanno riguardato:a) il diritto allo studio per gli alunni disabili ribadito attraverso ilriconoscimento di un sostegno congruo;b) il diritto allo studio per gli alunni disabili ribadito attraverso ilriconoscimento di un sostegno personalizzato;c) il diritto allo studio per gli alunni disabili ribadito attraverso ilrisarcimento per carenza di sostegno quantitativo e/opersonalizzato;d) il diritto al risarcimento del danno esistenziale;e) il diritto alla continuità didattica;f) il diritto alle prove di esame con l’ausilio di supporti.g) Il diritto al trasporto gratuito per gli alunni disabili delle scuolesecondarie -
I soggetti con fragilità, quindi, gli anziani, i disabili ecc. in una graduatoria virtuale per capacità e per posizione sociale, sono comunemente definiti gli ultimi. Ma c’è da chiedersi se con tale definizione si intende segnare un destino immutabile, una sorte che accompagnerà gli ultimi per tutta la loro vita. Se questo dovesse essere il senso da dare a quella definizione ci sarebbe di che essere angosciati. Qui voglio fare un ragionamento per scongiurare una tale interpretazione.Intanto, sono frequenti da parte di singoli cittadini, ma anche da parte di rappresentanti di associazioni e di istituzioni propositi di lavorare, di attivare iniziative, di fare, insomma, l’impossibile per aiutare gli ultimi a scalare la graduatoria virtuale di cui si accennava prima.Il 6, 7 e 8 giugno 2012 si è tenuto a Piazza Politeama di Palermo il Forum Mediterraneo in Sanità 2012 e il 9 c’è stato il Forum dei cittadini – Rassegna del Volontariato: Dalla cittadinanza alla partecipazione – Dalla Partecipazione alla condivisione del Volontariato.Come è facile intuire il primo Forum è stato dedicato alla varie iniziative assunte e da assumere in Sicilia per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie, mentre la Rassegna del volontariato è stata organizzata per presentare le Onlus che lavorano, prevalentemente, a favore degli “ultimi”. Tante le sigle che quel giorno hanno proposto i loro programmi e diversi anche i dibattiti sul tema dell’assistenza socio-sanitaria.Nell’occasione, ancora una volta, è stato rilevato il contrasto stridente tra una produzione normativa nazionale e regionale di qualità e i risultati scadenti che la stessa ha prodotto, per la scarsa attenzione delle istituzioni e, quindi, per una intempestiva e incompleta attuazione della stessa normativa. Circostanza questa rilevata molto spesso dal sottoscritto. A questo proposito, è stato lanciato da una associazione uno slogan che mi auguro possa avere un seguito: “dal progetto al processo”, per intendere che dagli obiettivi proposti dalle varie leggi occorre passare alla loro attuazione.Incoraggiante la ricca platea di Associazioni presenti a quella manifestazione che hanno dato l’idea di un esercito schierato pronto a combattere per consentire un miglioramento qualitativo della vita delle persone fragili, delle persone disabili, nel nostro caso, e far risalire loro la posizione di ultimi, non per lasciarla ad altri, ma per annullarla.Vi sono, quindi, condizioni che fanno ben sperare per un futuro migliore delle persone con fragilità.A sollecitare efficaci motivazioni di impegno a quanti hanno a cuore il problema degli “Ultimi”, cittadini, rappresentanti di Associazioni e di Istituzioni, e acquisire la consapevolezza che la sorte di costoro non è stata segnata in maniera definitiva, concorrono altre fonti che qui mi piace ricordare.L’evangelista Matteo nella parabola del reclutamento dei lavoratori in ore diverse della giornata, ma tutti retribuiti poi in eguale misura, ci ricorda che “gli ultimi saranno i primi”. Per chi ha fede, ma non soltanto per loro, deve sapere che le battaglie che si combattono accanto alle persone fragili per un rispetto totale dei loro diritti non sono battaglie perse, ma sono accompagnate dalla certezza di conseguire l’obiettivo.Un’altra sferzata al pessimismo di quanti non credono che le persone con disabilità possono conseguire il pieno rispetto dei loro diritti, viene da un grande scrittore- giornalista, diventato famoso in tutto il mondo per il romanzo “La città della gioia”: Dominique Lapierre che ha scritto recentemente “Gli ultimi saranno i primi. La mia vita accanto ai dimenticati della terra”Ho avuto la opportunità di leggere l’intervista rilasciata dall’autore in occasione della presentazione del libro a Milano e di seguire su you tube il discorso tenuto per l’occasione. Questi due appuntamenti li consiglio. L’uomo, ormai ultraottantenne, con un fisico da atleta, è rassicurante, pieno di entusiasmo e sicuro della forza dei valori di cui sente di essere portatore: la Fede in Dio, soprattutto. Un uomo che da fiducia ed entusiasmo a guardarlo e a sentirlo.Della intervista mi piace riportare il passaggio più compatibile con la presente riflessione.Alla domanda: “Quale è stato l’incontro che le ha cambiato la vita”, lo scrittore così risponde:“Madre Teresa un giorno mi ha detto che non bastava solamente scrivere libri, grandi bestsellers, sulla storia del mondo, ma occorreva che mettessi in pratica tutta l’esperienza che avevo accumulato per metterla a frutto, impegnandomi nel grande lavoro di combattere le sofferenze del mondo. Era giunto il momento, secondo madre Teresa, che mi prodigassi in questa battaglia. All’età di cinquantaquattro anni, l’invito e l’incitamento di quella piccola donna ha fatto sì che io passassi i successivi 30 anni a spendermi in questa crociata per i diritti dei più poveri, cercando di lottare contro le ingiustizie che nei loro confronti si erano perpetrare e si continuano a perpetrare.Grazie ai diritti d’autore dei miei libri, ai doni degli amici e delle numerose persone che si interessano alle mie azioni, ho potuto guarire due milioni di malati di tubercolosi, salvare trenta mila bambini colpiti dalla lebbra a Calcutta, costruire 650 pozzi di acqua potabile e trovare 400 mila euro per finanziare micro crediti in aiuto della popolazione, insieme ad una piccola flotta di “battelli ospedale” che operano nel delta del Gange.Ho sempre detto che, nonostante tutto, il lavoro fatto poteva solo rappresentare una goccia nell’oceano e madre Teresa mi ha sempre corretto dicendomi “Dominique, senza questa goccia l’oceano non può essere l’oceano”.Un grande esempio di testimonianza a favore degli ultimi.In conclusione possiamo dire che i disabili non sono destinati ad esser gli ultimi, a condizione, però, che ognuno di noi, come spesso si è detto nelle precedenti riflessioni, faccia la propria parte. Tutti, in definitiva, dobbiamo essere con le carte in regola anche nel difendere i diritti delle persone fragili. Anche nella nostra Belmonte i rappresentati delle istituzioni, ma anche i semplici cittadini, si devono fare carico dei problemi delle persone con disabilità Se ciò si farà non sarà virtuoso soltanto il comune, tanto per restare nella scia dei ragionamenti fatti in precedenza, ma ciascuno di noi potrà avere l’orgoglio di sentire proprio questo importante aggettivo. Altri, come abbiamo appena visto, hanno combattuto e continuano a combattere battaglie giganti a favore degli ultimi, non è, quindi, impossibile combattere, sia pure più modestamente, battaglie a favore degli “Ultimi” che sono vicino a noi.
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molto è cambiato e tanto ancora bisogna fare.Oggi siamo felici di comunicarvi che la villetta di zona Casale confiscata alla mafia è stata destinata a uso sociale per il disagio abitativo della famiglia Benigno.Ricordate "UNA CASA PER IRENE?"Molti belmontesi nel corso degli anni si sono mobilitati per aiutare la bambina e donarle una casa sicura dato che l'abitazione in cui abita non è agibile conseguenza per cui il proprietario ha chiesto lo sfratto.Dagli uffici comunali (assistenti sociali e avvocatura) parti l'idea di modificare la destinazione d'uso del bene e il commissario Garofalo firmò la richiesta. Diversi i solleciti anche del movimento cittadino all'agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla mafia ed infine il neo sindaco Ing.Pietro Di Liberto si è mobilitato sollecitando nuovamente ed ottenendo l'assegnazione della villetta di contrada casale alla famiglia di Irene per mettere fine a questo disagio che costringeva Irene a vivere in un luogo non idoneo impedendogli di spostarsi o di andare a scuola.
V. Salerno & G. Amato
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Una legge regionale del 2010 stabiliva l'immissione di risorse per garantire un valido sostegno ai bambini diversamente abili e alle loro famiglie, ma c'è voluta una class action per ribadire la validità di un procedimento legislativo mai passato alla fase operativa. La sentenza del TAR, fortunatamanete ha cambiato tutto.Adesso la Regione Sicilia dovrà garantire la copertura finanziaria degli interventi personalizzati in favore dei minori disabili, individuandola in parte nelle economie operate dai distretti socio-sanitari ed un'altra quota, non inferiore al 50 per cento, dal Fondo della non autosufficienza nella disponibilità dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.Proprio la creazione del Fondo è stato al centro della class action portata avanti dall'avvocato Giuseppe Impiduglia, una misura che non è stata ancora attivata a più di un anno di distanza dall'Assessorato Regionale alla Famiglia e che dovrà essere istituito entro un massimo di 60 giorni a partire dal 4 aprile.Un diritto fondamentale, quello all'infanzia e alla crescita dei più piccoli, che non poteva essere negato in tempi di crisi economica e che riporta alla mente un vecchio slogan che i partiti, in tempi migliori, scrissero all'articolo 3 di un vecchio testo ormai caduto in disuso...
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Informiamo quanti hanno seguito la vicenda di Irene in questi ultime ore che lo sfratto è stato rinviato al 19 aprile. E' stata una mattinata non facile quella del 20/03, sono intervenute le forze dell'ordine, il 118, il medico dell'ASP. Infine è stato accertato che non vi sono strutture idonee a poter accogliere Irene, e quindi in attesa di trovare una nuova soluzione abitativa è stata rinviata la procedura esecutiva. Ci auguriamo che entro la data fissata venga trovata una soluzione.
Per domenica alle 20.15 un gruppo di cittadini si sono dati appuntamento a piazza Garibaldi, andremo a casa di Irene per portare solidarietà, vicinanza e un po' di gioia.
Invitiamo quanti possono a partecipare, alcuni di noi porteranno palloncini colorati, le chitarre, qualche dono, insomma vogliamo veder sorridere Irene.
Partecipate numerosi. -
Al Commissario Straordinario del comune di Belmonte Mezzagno dott. Antonio Garofaloe all'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati.
A seguito di un ordine esecutivo emesso dall'Autorità Giudiziaria la famiglia di Irene domani mattina verrà sfrattata dall’attuale abitazione, perchè ritenuta inagibile.
A causa delle condizioni di disabilità motoria di Irene, verrà un ambulanza, e non si conosce dove potrà essere condotta, in quanto non sussitono strutture idonee e disponibili per l'accoglienza della stessa.
L'allontanamento di Irene costituisce un grave rischio per la stato psicofisico della minore , noi riteniamo sia dovere di questa comunità impedire questo allontanamento coatto, avere un ulteriore tempo a disposizione, in attesa della decisione da parte dell'Agenzia dei beni confiscati dalla mafia.
Infatti, Il Commissario del Comune di Belmonte ha richiesto il cambio di destinazione d’uso della casa sequestrata alla mafia in contrada casale affinché possa essere utilizzata da più nuclei familiari, ed in particolare da Irene e la sua famiglia.
In questo momento ogni polemica è futile, noi ci fidiamo dei servizi sociali del Comune che da tanti anni segue la bambina ed invitiamo tutta la cittadinanza a mobilitarsi domani mattina per aiutare Irene.
E' necessario che la voce dei cittadini venga sentita, e che si manifesti solidarietà a Irene, in un momento di grave difficoltà.
Fate striscioni, venite numerosi di fronte la casa di Irene, fate cìò che vi è possibile.
Alla vostra gentile attenzione,
in qualità di cittadino belmontese chiedo
• che venga concesso un ulteriore termine per l’ordine di sfratto per i genitori di Irene Benigno bambina belmontese affetta dalla sindrome di Pader-Willi.
• che la bambina non venga allontanata dai genitori ;
• che venga trovata una sistemazione abitativa per Irene adeguata alle sue condizioni
Con Cordialità
Inviate anche voi questo testo al commissario straordinario e all'agenzia per i beni confiscati alla mafia.
agenzia.nazionale@anbsc.it
segregen@comune.belmonte.pa.it
segreteria@comune.belmonte.pa.it
sindaco@comune.belmonte.pa.it
comunebelmontemezzagno.pa.protocollo@pa.postacertificata.gov.it
o a mezzo fax
0916989640 ANBSC
0918729857 Commissario Straordinario -
BELMONTE - I genitori di Irene Benigno chiedono una casa a piano terra. La bambina è affetta dalla sindrome di Pader-Willi e versa in gravi condizioni di salute per obesità severa fin dalla nascita con insufficienza respiratoria cronica e soggetta alla respirazione meccanica. "Irene non può andare a scuola dato che abitiamo al primo piano di una palazzina considerata non agibile - dice Benigno Antonino il padre - giorno due febbraio dovremmo lasciare la casa per ordinanza di fratto, l'impianto elettrico non è a norma ed i macchinari per funzionare hanno bisogno di una corrente costante. Chiediamo che ci venga affidata a titolo gratuito l'immobile confiscato alla mafia di contrada Casale, idoneo in quanto si trova tutto a piano terra, abbiamo chiesto al ex Sindaco al prefetto i Palermo di intervenire ma nessuna risposta che possa sopperire a questa emergenza. Io e mia moglie siamo disoccupati da dieci anni, attendiamo che qualcuno ci aiuti per consentire ad Irene di avere un habitat idoneo e che le permetta di spostarsi".
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Salvatore Di Blasi parla alle telecamere di Nuova Belmonte per denunciare i disagi che i disabili oggi affrontano. Un punto di riferimento per tutte quelle persone che hanno difficoltà a trovare una carrozzina o altri strumenti che permettono di avere una vita più dignitosa.
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Salvatore Di Blasi parla alle telecamere di Nuova Belmonte per denunciare i disagi che i disabili oggi affrontano. Un punto di riferimento per tutte quelle persone che hanno difficoltà a trovare una carrozzina o altri strumenti che permettono di avere una vita più dignitosa.
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Progetto Speranza
: approvata la graduatoria, sono 10 le persone che ne beneficeranno a fronte di 14 istanze presentate.
I servizi previsti vanno dall'assistenza domicialiare ai laboratori di socializzazione, dal servizio di cortesia e accompagnamento al segretariato sociale.
La graduatoria è stata stilata in base alla gravità dell'handicap, al reddito e alla situazione familiare. Tuttavia anche un buon reddito o un reddito migliore spesso non bastano a rendere più agevole e felice la vita dei disabili e delle loro famiglie, per questo l'augurio è che si trovi presto una soluzione integrativa e stabile per coinvolgere nelle attività di socializzazione anche gli esclusi dal progetto.
Qui la graduatoria -
Progetto Speranza
: approvata la graduatoria, sono 10 le persone che ne beneficeranno a fronte di 14 istanze presentate.
I servizi previsti vanno dall'assistenza domicialiare ai laboratori di socializzazione, dal servizio di cortesia e accompagnamento al segretariato sociale.
La graduatoria è stata stilata in base alla gravità dell'handicap, al reddito e alla situazione familiare. Tuttavia anche un buon reddito o un reddito migliore spesso non bastano a rendere più agevole e felice la vita dei disabili e delle loro famiglie, per questo l'augurio è che si trovi presto una soluzione integrativa e stabile per coinvolgere nelle attività di socializzazione anche gli esclusi dal progetto.
Qui la graduatoria














